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Enada, Barbieri (Ascob): 'Settore del gioco ritrovi l'unità'

  • Scritto da Ca

Salvatore Barbieri, presidente dell'Ascob, chiede al settore di trovare l'unità al convegno sul riordino del gioco organizzato da Gioconews.it a Enada Primavera.

Rimini - “La politica non fa altro che legiferare in base alle esigenze delle comunità. La colpa è anche quella delle nostre associazioni che invece di studiare una reazione organica ci siamo preoccupati di agire in maniera divisa. Il settore è disunito e non siamo riusciti neanche a fare una manifestazione unitaria”.

A ricordarlo è Salvatore Barbieri, presidente dell'Ascob - Associazione concessionari sale bingo, al convegno “Riordino e territorio: in gioco c'è il futuro” organizzato da Gioconews.it all'Enada Primavera di Rimini oggi, 14 marzo.

 

“Siamo spacciati. Le associazioni che lottano contro la ludopatia si siedono insieme ma noi non siamo riusciti a comunicare in maniera unitaria che volevamo regolamentare il settore. Poi abbiamo passato il segno ma non certo per colpa nostra anche se poi non abbiamo studiato nulla per contrastare questa deriva. Noi non siamo stati all’altezza di fronteggiare i problemi che stavano nascendo. Lo Stato dopo L’Aquila, ha superato tutti i limiti di contingentamento e non siamo stati in grado di prevedere questa situazione”, evidenzia Barbieri.
 
“Ora il Governo non solo ci osteggia ma non vuole neanche aprirsi al confronto. Questo è grave. Inoltre sono stati bravi a metterci l’uno contro l’altro e noi non siamo stati in grado di cambiare e stare al passo con i problemi. Se paghiamo concessioni chiediamo al Governo di dirci semplicemente come e dove poter operare. Ancora non è finita e dobbiamo assolutamente trovare un’unità nel settore. Se prima non siamo uniti è inutile chiedere qualcosa al regolatore. Servono misure per acquistare credibilità ma se le nostre proposte non sono ascoltate dal regolatore allora è inutile. Le sale bingo hanno le distanze tra loro ma poi in mezzo sono nate decine di locali di gioco e diventa paradossale applicare le distanze. Dobbiamo fare due passi indietro non uno”, conclude il presidente di Ascob.
 
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