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Rapine in sale gioco, smascherati dalle forze dell'ordine

In due distinte operazioni, la Polizia e i Carabinieri identificano due malviventi che hanno compiuto due rapine in sale gioco di Massa Carrara e di Taranto.

“Era la sua prima rapina, messa a punto all’ora di pranzo e per motivi che non sono legati al consumo di sostanze stupefacenti. Il comportamento del malvivente solitario ha indotto il Pubblico ministero, dopo il fermo operato dalla Squadra Mobile della Questura di Massa Carrara, che ha svolto minuziose indagini, a indagarlo in stato di libertà per rapina. Nei guai è finito un massese, poco più che ventenne, senza particolari precedenti penali. Un giovane disoccupato con qualche disagio sociale, che da poco vive da solo. È lui l’autore della rapina messa a punto il 22 marzo in una sala slot”.

 

A raccontare la storia è un comunicato diramato dalla Questura della città toscana.
 
 
“Il giovane, intorno alle 13, si era fatto consegnare, minacciando la cassiera facendole credere di avere un’arma, circa 600 euro. La rapina era avvenuta nel giro di pochi minuti, quando l’individuo, a volto scoperto, era entrato nel locale dove erano presenti dei clienti, aveva pronunciato poche parole in italiano, si era fatto consegnare il denaro ed era scappato su uno scooter. L’allarme alla Polizia era scattato al 113 immediatamente. Una fuga rocambolesca nella quale il ventenne aveva anche perso il casco. Proprio il copricapo, insieme ad altri elementi, come le immagini del sistema di videosorveglianza, ricostruiti dalle indagini e dalle verifiche della Polizia, hanno permesso di arrivare alla sua individuazione in tempi rapidi. Così gli agenti hanno bussato alla porta del giovane che, messo alle strette, ha collaborato consegnando ai poliziotti anche i capi di abbigliamento indossati il giorno della rapina.
L’uomo potrebbe aver scelto una sala slot, perché si tratta di attività economica con un sistema di protezione più facile da superare, rispetto ad altri, oltretutto in una zona dalla quale ci si può allontanare con facilità. Il giovane non ha fornito alcuna indicazione circa i motivi che lo hanno indotto a consumare la rapina, ha però promesso che non avrebbe più commesso in futuro gesti analoghi”.
 
 
Una vicenda analoga è accaduta a Taranto, avendo per i protagonisti i Carabinieri della Sezione Operativa del Nor della Compagnia di Martina Franca (Ta) che hanno arrestato un 38enne incensurato, ritenuto responsabile dei reati di rapina aggravata in concorso e possesso di pistola.
“I fatti contestati riguardano la rapina perpetrata il 5 gennaio scorso, presso una sala slot di Martina Franca quando tre uomini, di cui due con il volto travisato da passamontagna ed uno armato di pistola, dopo aver fatto irruzione all’interno del centro scommesse, sotto la costante minaccia dell’arma, si impossessavano della somma contante di circa 9mila euro che si facevano consegnare dall’impiegata alla cassa prima di dileguandosi a piedi per le vie limitrofe facendo perdere le proprie tracce”, si legge in un comunicato dell'Arma. 
 
 
Dopo aver interrogato i testimoni e preso visione delle immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza del locale, le forze dell'ordine sono giunte rapidamente all’identificazione di uno degli autori, “un 39enne di Cisternino (Br), che fingendosi un normale cliente, si era introdotto all’interno della sala scommesse qualche minuto prima per poi aprire la porta, normalmente regolata dagli impiegati, ai due complici che portavano a termine l’azione delittuosa.
L’uomo nel giro di poche ore veniva arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Taranto mentre le indagini continuavano incessantemente al fine di identificare i correi. I successivi accertamenti infatti permettevano di raccogliere elementi di reità a carico dell’odierno arrestato individuato nel rapinatore che impugnava la pistola al momento dell’azione delittuosa. L’uomo, rintracciato presso la propria abitazione veniva tratto in arresto e, all’esito delle formalità di rito sottoposto agli arresti domiciliari. Sono tuttora in corso le indagini finalizzate all’individuazione del terzo complice e alla ricerca dell’arma utilizzata per commettere il reato”, conclude la nota dei Carabinieri.
 
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