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Gdf: 'Gioco illegale, nel 2018 4,5 miliardi di giocate sui.com'

  • Scritto da Redazione

Il report della Guardia di Finanza sul gioco illegale per il 2018 evidenzia oltre 44 milioni di imposta unica evasa e 4,5 miliardi di giocate raccolte sui siti '.com'.

Ben 7.922 interventi, di cui 1.341 irregolari, 204 indagini di polizia giudiziaria concluse, di cui 136 in materia di giochi e 68 in materia di scommesse, con 2.056 violazioni riscontrate e 1.037 denunciati, con il coinvolgimento di 26 minori.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla lettura dei dati dei principali risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza a contrasto del gioco illegale e irregolare nel 2018.

Tra i principali generi sequestrati ci sono 860 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento, 534 totem, 1.263 punti clandestini per la raccolta di scommesse.
 
Quanto alle imposte di competenza dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli figurano 51.922.095 euro di base imponibile Preu constatata, 7.558.901 euro di imposta Preu evasa, 885.386.873 euro di base imponibile unica constatata e 44.291.351 di imposta unica evasa.
 
Le attività di polizia giudiziaria condotte delle unità operative della Guardia di Finanza, si legge nel rapporto diffuso dal Comando generale, “hanno consentito di accertare che il comparto del gioco e delle scommesse, come tutti i settori economici che offrono significative prospettive di guadagno, attira gli interessi della criminalità organizzata e comune, tanto per i profitti conseguibili e per la possibilità di riciclare e reimpiegare i proventi illeciti, quanto per rafforzare il controllo del territorio, con conseguenti ripercussioni nei confronti degli interessi finanziari dello Stato, effetti distorsivi del mercato e serio nocumento alla sicurezza economica del Paese”.
 
 
Con specifico riferimento alle infiltrazioni della criminalità organizzata, “la Guardia di Finanza ha condotto, negli ultimi anni, numerose ed importanti indagini, tra cui si possono citare, ultime in ordine temporale, le operazioni 'Revolutionbet', 'Galassia' e 'Scommessa', che hanno consentito di accertare la presenza di associazioni per delinquere, radicate in Sicilia, Puglia e Calabria e dedite alla diffusione e alla commercializzazione di una pluralità di 'skin' illegali (siti di gioco cc.dd. '.com') attraverso accordi con soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.
I menzionati sodalizi criminali hanno agito attraverso una struttura piramidale al cui vertice erano posti i proprietari/creatori dei siti '.com', le cui piattaforme di gioco erano solitamente collocate all’estero, mentre, sul territorio nazionale, la raccolta delle scommesse è stata affidata ai cosiddetti 'master', aventi il compito di promozione del 'prodotto', agli agenti, ai sotto-agenti e, infine, ai titolari dei punti scommessa.
In concreto, con il meccanismo del 'co-banco', il master e l’agente/agenzia condividevano con il bookmaker (proprietario del sito '.com') il rischio d’impresa, partecipando con il proprio capitale all’attività della società stessa.
Attraverso il menzionato sistema di frode, sono state raccolte, aggirando le disposizioni fiscali e antiriciclaggio vigenti, giocate per oltre 4,5 miliardi di euro e i cospicui guadagni maturati sono stati reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero (Regno Unito, Romania, Serbia, Svizzera, Austria, Malta, Germania, Lussemburgo, Albania, Isole di Man, Curaçao, Saint Lucia, Repubblica delle Seychelles), intestati a persone, fondazioni e società schermate con la complicità di prestanome”, si legge ancora nel report.
 
 
“Negli ultimi anni, inoltre, all’esito di diverse attività ispettive di carattere amministrativo è stato possibile accertare che alcuni bookmaker esteri hanno esercitato, in mancanza delle concessioni previste dalla legge e senza essere collegati al totalizzatore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’attività del gioco e di raccolta delle scommesse sull’intero territorio nazionale.
In particolare, i soggetti economici esteri in argomento hanno operato attraverso stabili organizzazioni occulte, costituite principalmente da plurime unità produttive a direzione unitaria, sottraendosi al pagamento dell’imposta unica sulle scommesse e omettendo di presentare la prescritta dichiarazione ai fini dell’imposta sul reddito delle società (Ires)”, conclude la Finanza.
 
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