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Apparecchi da gioco 'truccati', confisca da 25 milioni a Ragusa

  • Scritto da Redazione

La Finanza confisca patrimonio da 25 milioni accumulato da soggetto contiguo a Cosa Nostra attraverso installazione e vendita di apparecchi da gioco 'truccati'.

Un patrimonio illecitamente accumulato di oltre 25 milioni di euro, derivante dalla gestione della commercializzazione e installazione degli apparecchi da gioco “truccati”.

Lo hanno confiscato i finanzieri del Comando provinciale di Catania, su proposta della locale Procura distrettuale, a un soggetto ritenuto contiguo a “Cosa Nostra” catanese dopo un’iniziale affiliazione alla “Stidda”.

 

Il patrimonio è costituito da: 58 unità immobiliari (appartamenti, garage, magazzini, attività commerciali e terreni) ubicate tra Vittoria e Ragusa, tra le quali spicca una villetta sul mare sita nella frazione di Scoglitti (Rg); sei unità immobiliari (tre appartamenti con annessi garage) ubicate in provincia di Varese, in particolare nei comuni di Caravate e Cocquio-Trevisago; quattro autovetture.

 

L’illecita attività condotta per decenni dall'uomo, si legge in una nota della Finanza, “è testimoniata anche dall’esito di diversi controlli amministrativi che hanno portato al sequestro di numerosissime 'macchinette' illegali con conseguente revoca delle licenze per la gestione degli apparecchi da gioco. Tuttavia, il soggetto ha continuato a permanere nel settore attraverso la creazione di società le cui quote, anche per evitare l’applicazione delle misure di prevenzione antimafia, venivano affidate al figlio e alla figlia della convivente”.
 
 
Le indagini patrimoniali “dei militari del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania – condotte anche con l’ausilio del software 'Molecola', sviluppato dalla Guardia di Finanza per l’acquisizione massiva e l’analisi di tutte le informazioni rilevabili dalle banche dati in uso al Corpo – hanno abbracciato l’arco temporale che va dal 1991 al 2015. I complessi accertamenti di polizia economico-finanziaria, supportati anche da plurime e convergenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare dell'uomo e le acquisizioni immobiliari realizzate nel medesimo periodo. Inoltre, in 12 annualità, su 25 monitorate, la famiglia non ha dichiarato alcun reddito al Fisco”, conclude la nota.
 
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