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Rapporto Mafie nel Lazio: 'Gioco nelle mire della criminalità organizzata'

  • Scritto da Redazione

Fra gli 'ambiti di interesse' della criminalità organizzata secondo il IV° Rapporto 'Mafie nel Lazio' c'è anche la gestione di sale gioco e slot.

“Accanto ai modelli più tradizionali, continuano sempre più ad affermarsi forme evolute e complesse di investimento delle ricchezze mafiose: attraverso la penetrazione di un tessuto socio-economico nuovo e ricco di potenzialità, come quello romano e del basso Lazio, famiglie della camorra e cosche della ‘ndrangheta vi stanno esportando interi 'affari', delocalizzando e più spesso replicandovi attività quali, in particolare, la commercializzazione delle sostanze stupefacenti ovvero la gestione delle sale gioco e delle slot machines”.

 

È lo “scenario criminale complesso” che emerge dalla lettura del IV° aggiornamento al Rapporto “Mafie nel Lazio”, il consueto resoconto, documentato, delle principali inchieste giudiziarie portate a termine tra il 1 gennaio e il 31 dicembre del 2018, presentato oggi, 5 luglio, a Roma.

 

 

Nel Rapporto vengono menzionate alcune delle operazioni di polizia più importanti degli ultimi mesi. Con riferimento al settore del gioco illegale, si ricorda quella con cui “il Gico della Guardia di Finanza di Roma e la Dda l’undici ottobre del 2018 chiedono e ottengono il sequestro di 19 milioni di euro tra beni mobili e immobili frutto - secondo i Pm - degli affari illeciti del clan. Con il provvedimento 'Apogeo' verranno eseguiti dunque 5 decreti di sequestro di complessi aziendali, quote societarie, immobili, esercizi commerciali localizzati nel territorio in cui gli Spada esercitavano il loro potere criminale. Si legge più nel dettaglio nel provvedimento: 'Le attività economiche sono 29, si tratta di società che gestivano bar, ristoranti, distributori di carburante sale slot ed anche associazioni culturali, palestre scuole di danza, ci sono quattro immobili di pregio tra cui quattro ville di cui una in stile liberty del valore di 800.000 euro. Con zero redditi dichiarati acquisivano beni per milioni di euro che richiedeva-no una capacità finanziaria notevole ma anche un know how imprenditoriale e manageriale di un certo livello. La villa di Carmine Spada detto Romoletto al vertice del clan è una lussuosa villa liberty dal valore di 800.000 euro. Ottavio Spada viveva in una villa di minor pregio dal valore sul mercato di soli 450.000 euro […]'.
L’inchiesta Apogeo conferma anche il ruolo del clan Spada nella gestione del gioco d’azzardo legale con particolare riferimento alle slot machine”, molti soci di fatto di appartenenti al clan Spada erano infatti impiegati “in attività imprenditoriali di gestione delle sale giochi in Ostia nonché di gestione di numerosi apparecchi elettronici da intrattenimento installati all’interno di esercizi commerciali la cui proprietà o gestione non è riconducibile al clan Spada”.
Oltre ad Ostia, operazioni inerenti il tema del gioco illegale hanno riguardato anche Acilia, dove” ha assunto negli anni un ruolo criminale di rilievo il gruppo guidato da Sandro Guarnera che, anche per mezzo di un patto federativo con Zogu Arben e Demce Elvis elementi apicali delle organizzazioni criminali albanesi attive a Roma e nei Castelli, ha ampliato la sua sfera d’influenza con particolare riferimento alla gestione del narcotraffico, delle sale di slot machine, usura ed estorsione” mentre “Formia è stata definita la Las Vegas del sud pontino, in ragione dell’elevato numero di sale da gioco. In città risultano attive 16 sale da gioco, 32 esercizi commerciali in possesso di slot machine e video poker, con il rapporto all’incirca di una macchinetta ogni 70 abitanti”, secondo quanto emerso anche dalla relazione del 2018 della Commissione antimafia.
 
 
LA GESTIONE DEI BENI SEQUESTRATI - Il Rapporto ha presentato un approfondimento anche sul riutilizzo dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, con un focus sul progetto Game over. “Per la prima volta in Italia, un progetto di prevenzione del gioco di azzardo prende spunto dal sequestro preventivo al clan Spada di una sala slot a Ostia Allo scopo di riqualificare il bene sequestrato lasciando inalterata la sala slot, si è deciso di dare vita ad un 'laboratorio vivente' ove ricostruire ed analizzare il contesto dell’azzardo e delle infiltrazioni mafiose nel settore. L’integrazione di attività psicoeducative nelle scuole con testimonianze e simulazioni in sala, va a costituire un intervento capace di rispondere concretamente alle domande dei beneficiari. L’idea progettuale è coerente con le linee guida regionali del Piano sul gioco d’azzardo patologico varato a dicembre 2017 che prevedono azioni di 'prevenzione universale rivolta alla popolazione generale, mediante iniziative e campagne di sensibilizzazione, di educazione ed informazione, al fine di scongiurare il rischio di sviluppare dipendenza patologica verso il gioco d’azzardo' rivolte in particolare a 'segmenti di popolazione più vulnerabili, per esempio gli adolescenti [...] verso i quali avviare azioni di prevenzione attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche'.
L’Asilo Savoia propone un laboratorio guidato, protetto, scientificamente valido, in cui i ragazzi possano conoscere in termini esperienziali questo fenomeno ed essere aiutati a riconoscere i meccanismi che conducono all’azzardo patologico. Le classi coinvolte sono state immerse in un ambiente ricreato nei minimi dettagli e sperimenteranno 'in vivo' gli stimoli che alimentano l’impulso a giocare d’azzardo ed i bias cognitivi che contribuiscono al mantenimento di comportamenti disfunzionali. Le emozioni e le distorsioni cognitive vissute saranno illustrate ed analizzate con tecniche atte ad accompagnare i ragazzi in un percorso di consapevolezza che diventerà fattore protettivo. In una fase distinta del progetto, allo sviluppo di nuovi giochi ed alla sensibilizzazione al gioco creativo sono stati affiancati, negli orari pomeridiani, laboratori di carattere artistico-espressivo. La progettualità si rivolge agli Istituti secondari di primo e di secondo grado che hanno beneficiato gratuitamente di un set di incontri, da svolgersi nell’arco di circa 3 mesi”.
 
 
Il Rapporto è stato presentato presso il We Gil a Roma, dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dal presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità Regione Lazio, Gianpiero Cioffredi. Con gli interventi di Gerarda Pantalone (Prefetto di Roma), Col. Francesco Gosciu (Capo Centro Dia di Roma), Dott.ssa Emma D’Ortona (Segretario Generale Procura Generale c/o Corte di Appello di Roma), Prof. Nando Dalla Chiesa (Università di Milano – Cross).
 
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