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Dl Dignità e gioco, Agcom: 'Nel 2019 implementazione linee guida'

  • Scritto da Redazione

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni rende noti i dati sull'attività 2018 e i programmi 2019 anche in materia di gioco e suo divieto di pubblicità.

"A seguito delle competenze attribuite all’Autorità dal c.d. 'Decreto dignità' sul divieto di pubblicità del gioco a pagamento, nel corso dell’anno avrà luogo l’effettiva implementazione delle linee guida, adottate dall’Autorità con la delibera n. 132/19/Cons del 18 aprile 2019, che definiscono le modalità attuative della norma per ciò che attiene alla specificazione dell’ambito di applicazione, delle regole procedurali per l’esercizio dell’azione di vigilanza e sanzionatoria da parte dell’Autorità".

Lo si legge nella Relazione annuale 2019 al Parlamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella quale si dà conto anche dell'attività svolta nel 2018, precisando che "sono stati monitorati, inoltre, più di 210.000 siti web di vario genere e 77.630 spazi virtuali relativi a giochi e scommesse online, rilevando 197 illeciti e denunciando 3 persone".

GLI INTERVENTI NORMATIVI - Un capitolo apposito è dedicato agli interventi regolamentari in materia di divieto di pubblicità del gioco a pagamento. Agcom ricorda dunque che "nel periodo di riferimento è entrato in vigore il Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87, recante 'Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese', convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96 (c.d. Decreto Dignità), il quale ha previsto un divieto generalizzato di qualsiasi forma di comunicazione di tipo promozionale concernente il gioco a pagamento". In proposito, rammenta che "nel settore del gioco a pagamento era già recentemente intervenuta la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), che per la prima volta aveva attribuito all’Autorità competenze di vigilanza e sanzione nel settore della pubblicità del gioco a pagamento, fino a quel momento riservate dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per i profili integranti pratiche commerciali scorrette. La nuova disciplina segna un decisivo mutamento di prospettiva rispetto al quadro normativo vigente per l’ampiezza e l’incidenza del divieto introdotto".
Con delibera n. 579/18/Cons, l’Autorità ha pubblicato un questionario "finalizzato ad acquisire elementi utili ai fini della predisposizione di linee guida attuative della norma. Nelle more della definizione dell’iter istruttorio, l’Autorità è intervenuta sull’interpretazione del comma 5 dell’art. 9 – che sancisce una deroga all’applicazione del divieto per i contratti di pubblicità in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del decreto medesimo fino alla loro scadenza e comunque per non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del decreto – per chiarire che la disposizione trova applicazione anche ai contratti di sponsorizzazione in corso di esecuzione, atteso il rapporto di genus ad speciem intercorrente tra i 'contratti di pubblicità' e i contratti di sponsorizzazione. Tale interpretazione è stata condivisa anche dall’Ufficio legislativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze".
 
LA CONSULTAZIONE - Alla consultazione hanno partecipato 42 soggetti, i quali, oltre a rispondere ai quesiti, hanno "evidenziato le specifiche problematiche
applicative e interpretative che la nuova normativa pone in relazione all’attività esercitata, sottolineando come la stessa sia un’attività economica attribuita in concessione dallo Stato e dunque regolata da un atto concessorio e dall’annessa convenzione. Le linee guida, approvate con delibera n. 132/19/CONS del 18 aprile 2019, muovono dal presupposto che la ratio che assiste la disposizione è quella di proteggere e tutelare il consumatore e fanno conseguentemente salva la comunicazione che abbia carattere informativo e tutte le comunicazioni di natura business to business".
 
GLI ESPOSTI - Nel corso del periodo di riferimento, evidenzia ancora Agcom, sono pervenuti diversi esposti per presunta violazione del Decreto Dignità, per lo più provenienti da associazioni dei consumatori, in quasi tutti i casi riferibili a contratti in corso di esecuzione stipulati antecedentemente all’entrata in vigore del divieto e dunque fatti salvi dall’articolo 9, comma 5, del suddetto decreto.
 
IL CONTRATTO DI SERVIZIO CON LA RAI - Tra le altre attività, l’Autorità ha inteso fornire il proprio contributo alla predisposizione del nuovo Contratto di servizio Rai, rappresentando agli interlocutori istituzionali i profili critici del precedente documento contrattuale, ai fini di auspicabili interventi di carattere migliorativo. Tra i rilievi recepiti rivestono importanza particolare le previsioni sull’informazione, gli adempimenti riguardanti l’accesso all’offerta Rai delle persone con disabilità, le disposizioni in tema di separazione contabile e gli obblighi sulla trasmissione di pubblicità (al riguardo, si segnala l’assenza di messaggi pubblicitari in qualsiasi forma nei canali tematici per bambini e l’assenza di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo per favorire il contrasto alla ludopatia).
 
Il CONSIGLIO NAZIONALE UTENTI - Quanto al Consiglio nazionale utenti, "ha svolto anche attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto ai pericoli legati all’utilizzo da parte dei minori di videogiochi rivolti a un pubblico adulto, auspicando un pronto intervento normativo e una campagna informativa di sensibilizzazione per i genitori".
 
IL COMMENTO DI CARDANI - Nel presentare il rapporto, il presidente dell'Autorità, Angelo Marcello Cardani, osserva come si sia lavorato con l'approccio "di costruzione tra i consumatori di una più matura consapevolezza del loro status di cittadini digitali. Penso al nostro coinvolgimento nella regolamentazione del divieto di pubblicità sui mezzi di comunicazione dei giochi con vincite in denaro, che guarda al preoccupante problema della ludopatia".
 
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