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GdF: più controlli in zone turistiche, in due mesi 157 interventi su giochi

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Da giugno ad oggi la Guardia di Finanza ha realizzato 27.121 controlli nelle località balneari, di montagna e nelle città d’arte sequestrando 233 slot e 51 Ctd.

Sono 27.121 i controlli eseguiti dalle Fiamme Gialle negli ultimi due mesi nelle località balneari, di montagna e nelle città d'arte della Penisola: per un 22 percento in più rispetto alla scorsa estate. Oltre 150 riguardano il settore dei giochi. La Guardia di Finanza interviene con nuove modalità di ispezione dei locali e gli stessi obiettivi: contrastare, con sempre maggiore incisività, tutti i fenomeni illegali in grado di turbare il libero svolgimento delle imprese sane e garantire, contemporaneamente, il massimo livello di sicurezza economico-finanziaria ai cittadini.

Tra i settori operativi “rafforzati” vi sono quelli tipicamente estivi: la lotta all’abusivismo commerciale, all’evasione fiscale legata alle case-vacanze, alle truffe del carburante, al “caporalato” e alla contraffazione, ai prodotti non sicuri e ai traffici di droga, in parte destinata a rifornire i punti di spaccio delle località di villeggiatura. Ma non mancano neppure gli interventi in materia di gioco illegale. Anzi. Nel periodo indicato sono stati riscontrati 157 interventi irregolari nel settore dei giochi e delle scommesse: sequestrati 233 apparecchi da intrattenimento irregolari, 51 punti clandestini di raccolta scommesse e riscontrate 231 violazioni, che hanno portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 31 persone.
 
LA TRUFFA A TORINO - In particolare a Torino, è stato denunciato l’amministratore di una società proprietaria di centinaia di slot dislocate nel nord Italia e sono stati sequestrati una ventina di apparecchi abusivi. Di notte gli apparecchi venivano manomessi, attraverso l’inserimento, al loro interno, di schede illegali e non collegate alla rete dei Monopoli. Sequestrate, inoltre, 150 schede di dubbia provenienza, pronte per essere inserite negli apparecchi, sprovviste delle autorizzazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Queste ultime, se utilizzate, avrebbero penalizzato pesantemente i giocatori: la percentuale di vincita, infatti, era stata alterata in ribasso, così da ridurre, drasticamente, le possibilità di vittoria mentre il gestore conseguiva il profitto totalmente in “nero”.
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