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Il gioco prova a ripartire, appuntamento a Roma per gli Stati generali del settore

  • Scritto da Redazione

Mentre il Governo organizza gli Stati generali dell'economia, l’industria del gaming scende in piazza a Roma per i suoi 'Stati generali'. In attesa delle linee guida della Conferenza delle Regioni.


Quello di oggi potrebbe essere il D-day per il gioco pubblico, che spinge per ripartire dopo tre mesi di “fermo”.
Un giorno cruciale, che arriva mentre il Governo prova ad organizzare gli Stati Generali dell'economia – in calendario da questo venerdì per una tre giorni di confronti fra maggioranza ed opposizione per poi concludersi lunedì, con l'incontro con le parti sociali  – l'industria del gaming si dà appuntamento a Roma, per i suoi Stati generali: la manifestazione organizzata da alcune sigle del comparto per chiedere la riapertura, ma non solo.

I lavoratori e gli operatori infatti chiedono maggiore attenzione e considerazione da parte del Governo, il riconoscimento di un settore che annovera oltre 150mila occupati, porta nelle casse dell'Erario circa 12 miliardi all'anno e soprattutto assicura un presidio di legalità sul territorio, messo a rischio – come si è visto da recenti casi di cronaca – proprio dalla prolungata chiusura delle attività lecite.
 
Un settore spesso ritenuto di “serie B”, dalle amministrazioni locali – che fra leggi regionali, regolamenti e ordinanze comunali ormai da anni ne ostacolano la sopravvivenza, espellendolo da quei territori che dovrebbero “presidiare” - e anche dalle banche, che spesso prospettano la chiusura dei conti o negano la possibilità di aprirli, o rifiutano finanziamenti a chi ha a che fare con il mondo del gioco legale, ritenendo la sua attività “non etica”, nonostante sia autorizzata dallo Stato.
 
Proprio per questo, la manifestazione di oggi sta raccogliendo il sostegno anche delle maggiori rappresentanze del settore.
Il tavolo interassociativo composto da Acadi, AsTro, Acmi, Federamusement, Fiegl, SgI, Sapar esprime così la sua vicinanza ai lavoratori e agli imprenditori del comparto. “Nella fase più complicata della crisi del Covid-19, durante il lockdown, il Governo ha stabilito la chiusura di tutte le attività ad eccezione di quelle ritenute essenziali. Nella Fase 2, che attualmente stiamo attraversando, il Governo ha dichiarato che avrebbe modulato le riaperture sulla base di valutazioni inerenti le esigenze di contenimento dell’epidemia e non da arbitrarie classifiche di 'virtuosità' dei consumi connessi alle differenti attività imprenditoriali o ad altre valutazioni estranee a quelle relative all’epidemia in corso. A tal proposito destano preoccupazioni le dichiarazioni di alcuni esponenti politici i quali auspicano un ulteriore prolungamento della chiusura delle attività del gioco pubblico, adducendo motivazioni del tutto estranee alla finalità di contenimento del rischio epidemiologico. Questa strada, se percorsa, porterà non solo alla perdita di un presidio di legalità dello Stato sul territorio e un aggravio per le finanze pubbliche che si vedranno orfane di un settore che contribuisce al bilancio del Paese, ma anche alla più consistente perdita di posti di lavoro dell'era Covid-19 determinata da scelte politiche”, si legge in una nota diffusa dal tavolo interassociativo. “Per questo esprimiamo la nostra più sincera solidarietà a tutti quelli che manifesteranno in piazza e confidiamo nella presa di coscienza del Governo che dal suo osservatorio speciale conosce le conseguenze sociali di una crisi occupazionale che sta per investire il settore gioco pubblico”. 
 

La manifestazione di Roma arriva in un momento per molti versi cruciale per il settore, alle prese non solo con i problemi più radicati, ma anche con le difficoltà aggiuntive generate dall'emergenza: i mancati incassi, la cassa integrazione straordinaria dei dipendenti – prevista fino al 15 giugno, ma per la quale le rappresentanze del settore chiedono il prolungamento, per evitare la chiusura definitiva delle attività – e, per il comparto delle scommesse -il nuovo prelievo sulla raccolta dello 0,5 percento introdotto dal Dl Rilancio per finanziare il fondo Salva-sport.

Ma prima della manifestazione romana c'è un altro appuntamento fondamentale per il settore. Alle 13 di oggi è infatti in programma la seduta della Conferenza delle Regioni chiamata ad aggiornare le linee guida per la ripresa dei settori economici e produttivi ancora in lockdown, con una probabile inclusione proprio delle attività di gioco.
I segnali perché accada, salvo dietrofront dell'ult'imora, ci sono tutti. Secondo le indiscrezioni infatti il Governo sarebbe intenzionato a riaprire sale gioco, bingo e scommesse dal 12 giugno, in concomitanza con il riavvio dei campionati di calcio.

Decisivo in tal senso il moltiplicarsi delle pressioni di parte della politica e di alcune Regioni, Veneto (che intanto ha riaperto le sale giochi per bambini ed adolescenti), Liguria e Campania in testa, che si sono già mosse in autonomia per porre fine al lockdown del comparto dalla metà del mese in poi.
 
Non resta che aspettare.
 
 
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