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Lockdown, Istat: 'Videogame e gioco online fra gli svaghi preferiti'

  • Scritto da Fm

Gioco online, videogame e scommesse, fra gli 'svaghi' scelti dagli italiani per trascorrere il lockdown da Covid-19 secondo il nuovo Rapporto Istat.

A lockdown terminato, si spera per sempre, l'Italia traccia un primo bilancio dell'emergenza Covid-19, con tutte le sue implicazioni sulle abitudini di vita e il “sentire” dei suoi abitanti.
A illustrarli con numeri e percentuali ci ha pensato l'Istat che oggi, 3 luglio, ha presentato a Palazzo Montecitorio il “Rapporto annuale 2020. La situazione del Paese”.


Un documento che , oltre a rilevare fattori di fragilità molto diffusi fra le imprese, specie per quanto riguarda il reperimento della liquidità, fa emergere elementi di reazione positiva, e l’immagine di una quotidianità – confinata fra le quattro mura per tre mesi - ricca ed eterogenea, in cui la famiglia ha rappresentato un rifugio sicuro per molti, ma non per tutti.

Le restrizioni non hanno impedito alle persone di dedicarsi alle relazioni sociali, alla lettura, all’attività fisica e ai tanti hobbies, consentendo di cogliere anche le opportunità che la maggiore disponibilità di tempo ha offerto alla gran parte della popolazione.
 
Scorrendo la sezione del Rapporto Istat dedicata all'impiego del tempo libero emerge anche il ruolo del “gioco” nelle sue diverse varianti.
“Quasi metà della popolazione di 18 anni e più ha fatto giochi di società o di altro tipo, con un coinvolgimento soprattutto dei giovani. La quota di chi ha usato videogiochi, è pari al 37,5 percento tra i giovani fino a 34 anni e appena il 3,9 per cento tra la popolazione ultra 64enne. Analoghe differenze si registrano per i giochi di società e i giochi via Internet con gli amici”, si legge.
Il documento quindi quantifica il ricorso alle scommesse su Internet (3,8 percento, la maggior parte con una frequenza meno che settimanale) mentre sono circa 560mila gli individui che hanno scommesso con una frequenza almeno settimanale.
 
 
Andando più nel dettaglio delle abitudini sull'impiego del tempo libero dal lavoro, emergono quattro gruppi nei quali si collocano persone che sono accomunate dallo svolgere molte attività.

Il primo (13,9 per cento della popolazione) è formato soprattutto da donne (71,2 percento), occupate (65 percento), una parte delle quali vive in famiglie in cui è presente almeno un minore. Si tratta di persone che hanno impiegato più tempo nelle attività domestiche, soprattutto pulizie (69,5 percento) e cucina (66,3 percento), dedicandosi anche alla preparazione di pane, pizza e dolci (71,2 percento) e alle attività di giardinaggio (51,2 percento).
Rispetto a una giornata simile del periodo precedente le misure restrittive, hanno approfittato per passare più tempo a tavola (67,2 percento) e hanno dedicato più tempo alla cura dei figli.
Costrette a stare in casa hanno comunque coltivato le relazioni sociali incrementando i contatti telefonici con parenti e amici. Oltre alle attività di routine, hanno trovato tempo per dedicarsi ai loro hobby, hanno letto di più (sia su Internet sia su carta), hanno guardato di più la tv e hanno usato Internet (91 percento). Quasi la metà ha fatto sport, anche dedicandovi più tempo rispetto alla fase precedente.
Nel descrivere l’atmosfera familiare in una giornata della Fase 1 hanno utilizzato più spesso una parola di senso positivo (77 percento)”.
 
Il secondo gruppo dei “molto attivi” durante il lockdown (12,5 per cento della popolazione) è composto prevalentemente “da maschi (77,3 percento), in più della metà dei casi giovani tra 18 e 34 anni, che hanno trascorso il loro tempo intrattenendosi con giochi di vario tipo: videogiochi (70 percento), giochi via Internet con gli amici (59,1 percento), giochi con le carte (38 percento) e giochi di società (29,3 percento).
Connessi alla Rete (86,1 percento) per svolgere diverse attività tra cui anche la lettura di libri, quotidiani o altro (65,1 percento contro il 42,2 percento del totale), molti degli appartenenti al gruppo hanno utilizzato il pc per attività quali la web art o la computer grafica (34,9 percento contro 13,8 percento della media). Più di un terzo ha comunicato telefonicamente con gli amici e quasi la metà riferisce di averli sentiti al telefono maggiormente rispetto al periodo pre-lockdown.
Tra le altre attività svolte, si sono dilettati con la musica sia suonando uno strumento musicale sia cantando anche più volte a settimana. Rispetto al periodo precedente riferiscono, tuttavia, di avere mangiato di più (27,9 percento del gruppo contro il 21,2 percento della media della popolazione) e anche cibi meno salutari; inoltre, più di un terzo ha fatto meno attività sportiva. Malgrado le tante attività a cui si sono dedicati, un quarto degli appartenenti al gruppo definisce monotona o noiosa la giornata durante questo periodo”.
 
Il terzo gruppo di “molto attivi” è poco numeroso (5,4 percento della popolazione) ma si distingue per aver approfittato della chiusura per esprimere maggiormente la propria creatività, attraverso la pittura, il disegno, la scultura (54,5 percento), la produzione di prodotti artigianali o di bigiotteria (52,7 percento), il restauro (49,1 percento), l’uso del pc in modo creativo (computer grafica e web art 48,5 percento) e la scrittura di poesie e racconti (27,5 percento).
Inoltre, gli appartenenti a questo gruppo hanno suonato uno strumento musicale (26,4 percento) e più del 60 percento ha cantato almeno una volta nel periodo.
Si sono anche dilettati in cucina tramite la preparazione di confetture (47,9 percento) e di prodotti di panificazione anche più di una volta a settimana (74,3 percento).
Hanno anche svolto altre attività legate alla casa come le attività di manutenzione (52,7 percento) e il giardinaggio (56,9 percento) e in un giorno medio della settimana si sono occupati delle pulizie della casa (48,5 percento).
Tra le altre attività svolte vi sono anche attività ludiche come l’uso di videogiochi (61,1 percento), giochi via Internet con gli amici (50,3 percento) e giochi con le carte (59,3 percento).
Un altro aspetto che caratterizza questo gruppo è che durante il periodo di chiusura si è aperto all’esterno svolgendo attività di volontariato (29,9 percento)”.
 
Il quarto gruppo di “molto attivi” coinvolge invece le donne anziane. “Pur non avendo modificato le abitudini normali, si sono dimostrate molto attive: hanno fatto pane, pizza o dolci (70,6 percento), hanno cucito, ricamato o lavorato a maglia (62,3 percento), hanno fatto confetture (46,6 percento) e, inoltre, hanno pregato regolarmente (77,3 percento). In una giornata del periodo di lockdown, si sono occupate della cura della casa, cucinando (80,7 percento) e pulendo o riordinando la casa (69,4 percento).
Nel descrivere l’atmosfera familiare e la relazione con le persone conviventi in una giornata della Fase 1 hanno utilizzato più spesso della media parole di senso positivo".

Emergono poi due gruppi che hanno reagito senza cambiare particolarmente le loro attività. "Il primo - si legge ancora nel Rapporto Istat - coinvolge soprattutto anziani di genere maschile che hanno modificato poco le loro abitudini nel periodo e hanno dedicato lo stesso tempo che in passato alle varie attività della giornata. Le parole che le persone di questo gruppo hanno usato più frequentemente rimandano alla dimensione della 'normalità'.
Sono, peraltro, poco attive nel tempo libero: nella giornata precedente l’intervista non hanno praticato hobby (89,7 percento), non hanno fatto sport (87,6 percento), non hanno letto libri (81,3 percento) né quotidiani (68,6 percento), non hanno usato Internet (62,3 percento) e inoltre più della metà non ha cucinato (57,5 percento).
Il secondo gruppo (17,6 percento della popolazione) ha reagito alla chiusura forzata incrementando i contatti telefonici con parenti e amici e quindi le relazioni sociali: il 60 percento ha dedicato più tempo alle telefonate con i parenti e il 47,8 percento alle telefonate con gli amici.
Più dei tre quarti di questo gruppo ha usato Internet. Ciò che accomuna questi individui è il non aver svolto molte altre attività. Si tratta di un gruppo trasversale rispetto all’età, con una leggera prevalenza di maschi e in cui la metà risiede nella zona Rossa. La scarsità di attività svolte spiega la scelta dei termini utilizzati per descrivere una giornata della Fase 1 che, più spesso della media, rimandano al sentiment della monotonia e della noia. Infine, il gruppo più critico (9,4 percento della popolazione) raccoglie individui che, diversamente dagli altri, non hanno vissuto questo periodo come un’occasione per coltivare i propri interessi e hobbies. Sembrano essersi richiusi in se stessi, dedicando meno tempo che prima a qualsiasi tipo di attività. Hanno coltivato meno anche le relazioni sociali, riducendo il tempo dedicato alle telefonate con amici e parenti. Il periodo della quarantena è stato vissuto con difficoltà e, in effetti, un quarto delle persone di questo gruppo ha usato più frequentemente parole che evocano costrizione, straniamento e sospensione per descrivere le giornate in lockdown, rimandando a una condizione di criticità e spaesamento”.
 
 
 
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