Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Sts: 'Gioco, rete legale deve essere l'unica alternativa'

  • Scritto da Redazione

Il Sindacato totoricevitori sportivi torna sulle parole di Minenna (Adm) e chiede norme per tutelare la rete di raccolta legale rendendola l’unica alternativa possibile per chi voglia dedicarsi al gioco.

"Se al momento c’è una sostanziale parità di volumi tra gioco legale e illegale, quest’ultimo, spalleggiato dal perdurare del lockdown, è pronto al sorpasso. Sarebbe un problema nel problema che si ripercuoterebbe, vista la mancanza nel mercato nero di tutela dei giocatori, sull’efficacia delle attività di prevenzione dei disturbi da gioco d’azzardo".

Queste parole arrivano dal Sindacato totoricevitori sportivi, che torna sulle recenti dichiarazioni del direttore generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, sull' aumento del gioco illegale in concomitanza con il fermo delle attività legali per il contenimento della pandemia di Covid.

"Per affrontare le conseguenze drammatiche di questo preoccupante trend", ricorda Sts, "il direttore dell’Adm fornisce un suggerimento: tracciare il giocatore.
Sullo spunto fornito da Minenna (non nuovo, si parla da tanto tempo della carta d’identità dei giocatori) non si potrà sorvolare più a lungo di quanto non sia già stato fatto".

"Siamo consapevoli - conclude la nota del Sindacato - che il tema vada indagato con razionalità tanto più in vista dei lavori diretti alla predisposizione di un testo unico sui giochi che dovrà essere capace di introdurre soluzioni convincenti sia a contrasto del mercato illegale sia in tema di prevenzione dei fenomeni di dipendenza da gioco.
Il risultato finale dovrà essere una legislazione che tutela al massimo grado la rete di raccolta legale rendendola l’unica alternativa possibile per chi voglia dedicarsi al gioco. Finché ciò non sarà realizzato, la macchina dell’offerta illegale non mancherà mai di carburante: per dirla con le parole conclusive del ragionamento del direttore dell’Agenzia, 'se l’italiano vuole giocare, gioca'”.
 
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