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Riciclaggio: sala slot e auto di lusso sequestrate a Torino

  • Scritto da Daniele Duso

Sotto indagine 4 persone dell’Est Europa: dichiaravano redditi bassissimi, ma si sono traditi anche postando sui social foto in località esotiche e alla guida di fuoriserie.

 

Otto bar e una sala slot sequestrate nella città di Torino, assieme a 3 società e 3 autovetture di lusso. Ha un totale complessivo di oltre 6 milioni di euro il maxisequestro effettuato dai militari della Guardia di Finanza di Torino nell’ambito dell’operazione “Scacco al Re”, che ha portato il Gip del tribunale di Torino a iscrivere nel registro degli indagati 4 cittadini originari dell’Est Europa dediti al riciclaggio di denaro derivante da reati fiscali attraverso l’acquisto e la gestione di una catena di attività commerciali ed economiche.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Cesare Parodi, della locale Procura della Repubblica, sono state sviluppate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino a seguito dell’analisi di alcune segnalazioni di operazioni sospette inoltrate dagli intermediari finanziari, che indicavano importanti movimenti di denaro contante posti in essere da soggetti apparentemente privi di reddito, ma con elevato tenore di vita.

Nel corso dell’indagine è emerso come i 4 indagati, negli ultimi 3 anni, abbiano goduto di un improvviso sviluppo imprenditoriale, che li ha portati ad acquistare una serie di esercizi commerciali distribuiti nell’intera città di Torino fino al punto da creare una vera e propria “catena”, con insegna recante un proprio marchio. Oltre a bar, sala slot e 3 società, i quattro possedevano un’Audi R8, una Porsche Macan e una Range Rover Evoque (le tre vetture poste sotto sequestro, tutte di recente acquisto) e ingenti disponibilità finanziarie.

In 3 anni sarebbero stati occultati al fisco oltre 2 milioni di euro di guadagni ed evase imposte per quasi 800.000 euro; di fatto avrebbero sottratto al fisco almeno l’80% degli incassi di tutte le attività gestite, istruendo anche i dipendenti nel tenere una contabilità parallela dei rivavi. Un giro d’affari illegale che consentiva ai 4 di disporre di elevate somme in contanti, che venivano riciclate continuamente in nuove acquisizioni di attività economiche, auto sportive e viaggi in luoghi esotici e beni di lusso. L’elevato tenore di vita, come ha sottolineato chi ha gestito l’indagine, emergeva anche dai racconti sui “social”, ove venivano pubblicate foto che li ritraevano in prestigiose località turistiche e alla guida di esclusive fuoriserie.

Ma non è tutto, dato che nelle numerose perquisizioni effettuate durante l’indagine i finanzieri hanno sequestrato mucchi di contanti, anche in tagli da 200 e 500 euro, nascosti tra i vestiti, in barattoli e in scatole di cartone. Dopo numerosi accertamenti patrimoniali gli investigatori hanno ricostruito, da un lato, i reati fiscali e di riciclaggio perpetrati e, dall’altro, hanno acclarato che, dal loro insediamento in Italia, i redditi dichiarati dagli interessati erano stati minimi e del tutto sproporzionati rispetto al patrimonio accumulato. Prove che hanno spinto il Gip a emettere il sequestro preventivo sia per “equivalente”, per importi corrispondenti alle imposte evase, sia per “sproporzione” sui beni acquistati in misura superiore ai redditi dichiarati.

L’operazione “Scacco al Re” testimonia l’azione che la Guardia di Finanza svolge quotidianamente nel contrasto ai reati a sfondo economico-finanziario, attraverso il monitoraggio dei flussi di denaro e lo sviluppo sistematico delle segnalazioni di operazioni sospette, finalizzati all’individuazione di capitali di origine illegale, prevenendo e contrastando forme di riciclaggio che inquinano il tessuto economico sano, alterando la regolare concorrenza sul mercato attraverso l’immissione nel circuito legale di proventi di origine illecita.

 

 

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