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Sallusti (Il Giornale): 'Chiusure gioco, pensare ai lavoratori'

Sallusti (Il Giornale) propone un ribaltamento di prospettiva sulle attività chiuse in quanto 'non essenziali', gioco compreso: pensare ai lavoratori che ci sono 'dietro' ad esse.


"Come tutti i comparti dei servizi anche i giochi sono tra i più penalizzati, al pari di ristorazione, accoglienza, turismo. Credo che si pensi a queste come ad attività 'superflue'; in effetti, ognuno di noi può vivere senza andare in una sala bingo, senza andare a sciare, senza andare a mangiare al ristorante, ma quello che ci sfugge è che dietro a un ristorante, una sala bingo, un albergo, un impianto di sci, c'è vita. Ci sono persone come noi, che quello fanno di lavoro. E che quindi se noi non andiamo a sciare, non mangiano. Questo è il problema".

A fare questa disamina è Alessandro Sallusti, direttore responsabile del quotidiano Il Giornale, nel corso di un'intervista andata in onda sul canale Antenna Sud, in cui si fa il punto sulla crisi del settore del gioco legale e sulle istanze messe in luce  dalle manifestazioni di Roma e Milano del 18 febbraio.

"Forse andrebbe ribaltata la logica. Bisognerebbe pensare non all'utilità dei servizi, ma al lavoratore che c'è dietro", conclude Sallusti.

 

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