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Faggiani (Anci): 'Codice di gioco unico e più risorse agli enti locali'

  • Scritto da Ca

Domenico Faggiani, responsabile del coordinamento nazionale sul gioco pubblico dell'Anci, è intervenuto nell'incontro 'In Nome della legalità, senza regole non c'è gioco sicuro'. 

“L’obiettivo è quello di mettere mano al riordino del settore per arrivare alla definizione di un testo unico del gioco che sia largamente condiviso, una cornice nazionale all’interno della quale andranno collocate le leggi regionali e i regolamenti comunali. Anche in Europa servirebbe un’armonizzazione delle norme. Anni c’è, però, e chiede maggiori risorse per aumentare i controlli e formare il personale per combattere l’illegalità che durante il Covid-19 ha registrato una crescita esponenziale”. E’ l’analisi di Domenico Faggiani, responsabile Coordinamento nazionale problematiche del gioco pubblico Anci, responsabile per le problematiche del gioco pubblico e il contrasto alle ludopatie Ali Lazio, componente Osservatorio Gap Regione Lazio, intervenuto nell'incontro in streaming "In nome della legalità - Senza regole non c’è gioco sicuro" in programma venerdì 26 febbraio alle ore 11 sulla piattaforma Zoom e organizzato dal concessionario Codere.

L’analisi di Faggiani parte dai danni che la pandemia sta causando nel nostro Paese: “Il Covid-19 sta provocando gravi conseguenze sociali ed economiche, quante attività, comprese quelle del gioco, sono in grandissima crisi? Il rischio segnalato da più parti, anche dal ministero dell’Interno che ha presentato i dati della Dia del primo semestre 2020, è che la criminalità potrebbe fagocitare le attività legali per reinvestire capitali illeciti. E l’attenzione massima sul gioco illegale visti i tantissimi interventi delle forze dell’ordine e di Adm sulle attività senza licenza che crediamo siano solo la punta dell’iceberg. Se il legale è fermo quello illegale occupa sempre più spazio. Stiamo avviando la marcia giusta per uscire dal Covid-19 tra vaccini, comportamenti e unità delle forze politiche. Draghi ha giustamente detto che quando riaccenderemo la luce non è detto che sarà tutto come prima”.

Quali le priorità per il mondo del gioco? “Sarebbe necessario riprendere in mano il riordino del settore - spiega Faggiani - credo che anche le forze politiche non abbiano più dubbi su questo. Era previsto dal decreto Dignità che, entro sei mesi, il Governo avrebbe provveduto al riordino. Poi diverse note di aggiornamento al Def prevedevano la stessa cosa. C’è la consapevolezza ma ancora non si è proceduto. E il problema è serio. Alcune concessioni sono scadute, altre stanno scadendo ed è necessario un codice del gioco in cui ci sia tutto e in cui riordinare, ridurre e razionalizzare tutta l’offerta di gioco. Sarebbe utile anche fare formazione a forze dell’ordine e personale di gioco ma oggi è solo previsto da qualche legge regionale. E auspichiamo anche l’utilizzo di tutte le possibilità offerte dalla tecnologia come la sostituzione delle Awp con macchine in grado di comunicare con Sogei e Adm e fare prevenzione e controllo maggiore attraverso lo scambio dei dati”.

Ma secondo Domenico Faggiani, ci sono anche altre azioni da mettere in campo: “Bisogna incrementare le risorse per i servizi socio sanitari. I soldi ci sono già nel gioco per curare le dipendenze. Tuttavia anche in questo caso gli interventi vanno calibrati perché il soggetto che ha disturbo di gioco presenta spesso comorbilità, non è solo l’azzardo il suo problema. Inoltre servirebbe anche un inasprimento delle sanzioni sull’illegalità e un intervento a livello europeo per armonizzazione delle norme”.

A livello locale cosa servirebbe? “E’ necessario il coinvolgimento pieno degli enti locali. Come Anci abbiamo creato il coordinamento dall’inizio del 2019 e abbiamo varato una serie di iniziative rivolte a sindaci, amministratori comunali, forze di polizia locale. Il tutto di concerto con Adm e Sogei. Abbiamo anche presentato Smart, uno strumento di conoscenza per monitorare tutti gli aspetti del gioco e permettere così di intervenire al meglio”.
 
Il Covid-19 ha danneggiato anche il coordinamento Anci: “Stavamo programmando molte iniziative ma il virus ci ha fermato - spiega Faggiani - ma vogliamo avviare un confronto per il riordino e per il contrasto all’illegalità. Noi ci siamo. Sarà fondamentale formare la nostra polizia locale che c’è sempre visto che, non in tutti i comuni ci sono Polizia, Guardia di Finanza e forse neanche la caserma dei Carabinieri. Gli organici e la formazione, però, devono essere adeguati. Servono maggiori risorse nei comuni. Se l’illegalità raccoglie 8-10 miliardi di euro ogni anno e la cifra è in aumento durante la pandemia, un contrasto efficace produrrebbe un recupero dell’enorme sommerso”, ha concluso il rappresentante Anci.

 

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