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Gioco legale, i sindacati: 'Sì al confronto, ma basta discriminazioni'

26 marzo 2021 - 14:12

Sì al confronto con imprese e istituzioni, ma basta alla discriminazioni: i luoghi del gioco devono essere considerati in base all'effettiva pericolosità.

Scritto da Redazione
Gioco legale, i sindacati: 'Sì al confronto, ma basta discriminazioni'

"Restituire dignità al settore del gioco pubblico in concessione, chiuso dal 2020, mentre i 150mila addetti sono tutt’ora in sospensione e in regime di ammortizzatori sociali e non vi sono prospettive di riapertura a breve termine". Questo l'incipit della nota sindacale unitaria firmata Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo l'assemblea di stamani, 26 marzo, che ha riunito sulla piattaforma zoom un migliaio di lavoratori del settore del gioco pubblico, in rappresentanza della vasta platea di addetti della distribuzione specializzata del gioco, delle sale bingo, delle sale scommesse e gaming halls.

Dal dibattito "sono emerse tutte le criticità del comparto retail del gioco legale, che apporta alle casse dello Stato oltre 10miliardi di euro, e dei lavoratori, molti dei quali devono ancora percepire gli ammortizzatori sociali e il cui reddito è stato pesantemente falcidiato dal prolungato periodo di chiusura delle attività con le difficoltà connesse anche all’accesso al credito bancario. A fare il paio con le chiusure il pregiudizio che si abbatte sul gioco legale mentre nel settore proliferano attività illecite riconducibili al malaffare e al gioco d’azzardo illegale gestito dalle mafie, esponendo i giocatori a sistemi del tutto privi di regole".

I sindacati sottolineano quindi come, a pesare ulteriormente sul settore, siano anche le normative regionali di limitazione dei luoghi del gioco nate in periodo pre-covid e nel frattempo entrate in vigore, in un contesto del tutto mutato che richiede pragmatismo e senso di responsabilità sociale.

"Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs nell'ultimo anno hanno tenuto alto il livello di confronto con le aziende - riporta il comunicato - e con le associazioni di rappresentanza del settore per individuare soluzioni condivise, producendo, tra l'altro, protocolli per il contrasto alla diffusione del coronavirus tra i più avanzati del terziario. Gli avvisi comuni sottoscritti con le controparti non hanno però portato alla giusta attenzione sul settore da parte dei decisori politici".

"L’iniziativa di oggi conferma che sussistono tutte le condizioni per una ampia mobilitazione, hanno sottolineato Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs nel corso della Conferenza Stampa convocata al termine dell’Assemblea unitaria, che verrà programmata appena le prescrizioni contro la diffusione del contagio lo consentiranno. Nel frattempo saranno valutate campagne informative finalizzate alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa le problematiche dei lavoratori del settore".

Il comunicato si chiude con i tre punti principali discussi in assemblea e presentati dai sindacati, con i quali si rilanciano le finalità della mobilitazione:

·        Far partire un confronto con tutte le istituzioni sulla riorganizzazione del settore scevra di pregiudizi ideologici che unisca i temi della salute pubblica con la tutela occupazionale e il contrasto più netto alle attività illegali;

·        Interrompere la discriminazione dei lavoratori del settore nel contesto delle misure contro la pandemia: i luoghi del gioco devono essere considerati per la loro effettiva rischiosità e devono poter riaprire nella stessa misura in cui lo possono fare altre attività a rischio equivalente, adottando tutte le misure per la difesa della salute dei lavoratori e delle lavoratrici, oltre che dei clienti;

·        Continuare il confronto con le imprese in ordine ai cambiamenti organizzativi conseguenti alla pandemia (smartworking, dimensionamento delle sale) con l'obiettivo di preservare i livelli occupazionali e per la costruzione di un sistema stabile di relazioni sindacali che punti alla qualità del lavoro e al riconoscimento delle professionalità nell'ambito della contrattazione sottoscritta dai sindacati confederali.

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