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Speciale gioco Europa-Italia: l'impatto del Covid su online e retail, legale e illegale

  • Scritto da Ac

Le stime degli analisti prevedono un rimbalzo del gioco, a livello europeo, nell'anno corrente, per una nuova crescita nel 2022: con uno sguardo al mercato illegale.

 

 

Qual è stato l'effetto della pandemia sul mercato globale del gaming? Come noto, a risentirne in maniera più drastica e significativa è stato senz'altro il settore “terrestre”, a livello globale, mentre il gioco online ha subito un'inevitabile spinta, anche se non tutto è stato davvero rosa e fiori. Ma cosa è successo in Europa e, in particolare, in Italia? E cosa accadrà, soprattutto, nei prossimi anni? A provare a rispondere a queste domande è l'elaborazione dei dati realizzata da GiocoNews.it sulla base delle stime provenienti dal rapporto globale di H2 Gambling Capital. Guardando nello specifico del Gaming Retail e del ramo “interactive” ma guardando anche – e soprattutto – agli effetti sull'illegalità. Per quanto possibile evidenziarli attraverso le stime (globali).

IL GIOCO "FISICO" - A livello terrestre, il gaming all'interno dell'Unione è passato – in termini di “Spesa lorda” (o Gross Gaming Revenue, Ggr, come indicato dagli analisti), che indica la spesa degli italiani al netto delle vincite - dai 79,45 miliardi di dollari del 2019 (67,4 miliardi di euro) ai 52,4 (44,5 miliardi di euro circa) del 2020. Mentre si prevede che nel 2021 tornerà a toccare quota 71,6 miliardi di dollari (60,8 miliardi di euro). Per poi tornare a salire gradualmente fino a toccare quota 78,1 miliardi di dollari nel 2025, cioè circa 66,3 miliardi di euro.

IL GIOCO GLOABLE IN UE - Mentre il mercato globale europeo, incluso quindi l'interactive, dovrebbe passare dai 100,6 miliardi di dollari del 2019 (circa 85,4 miliardi di euro) e al crollo dei 76,5 miliardi (meno di 65 miliardi, in euro) dovuto alla pandemia, nel 2020, verso i 97,4 miliardi nel 2021 (circa 82,7 miliardi di euro) e poi risalire ai 103,3 miliardi di dollari (circa 87,75 miliardi di euro) nel 2022. Fino a raggiungere i 112,15 miliardi di dollari nel 2025, cioè 95,2 miliardi di euro circa.

COSI' IN ITALIA – Ma cosa è accaduto, più in dettagli, nel nostro paese? Il totale del “giocato” nel 2019 sulla rete terrestre è stato di 21,8 miliardi di dollari (19 miliardi di euro), mentre nel 2020 è crollato a 12,6 miliardi di dollari (10,7 miliardi di euro). Le stime però prevedono che nel 2021 tornerà a raggiungere i 19.852 miliardi di dollari (16,8 miliardi di euro) per poi attestarsi attorno ai 20,5 (17,4 miliardi di euro) negli anni successivi. Mentre il gioco a livello complessivo, cioè inteso come terrestre più online, è passato dai circa 24,3 miliardi del 2019 (20,7) agli "appena" 16,1 (13,7 circa) del 2020. Con le stime che prevedono un ritorno ai 23.540 (19,9) nel 2021 per poi stabilizzarsi attorno ai 25/26mila miliardi negli anni successivi (22 miliardi di euro circa).

segmentazione canali gioco globale


IL FOCUS SUL GIOCO ONLINE - A livello europeo, tenendo conto cioè delle rilevazioni sui 27 Stati membri dell'Unione, si è passati dai 21,2 del 2019 ai 24 miliardi del 2020 ai 25,7 del 2021. Con l'idea di raggiungere i 34 miliardi nel 2025.
A livello italiano, si è passati dai 2,6 miliardi di dollari del 2019 (2,2 miliardi di euro) ai 3,505 miliardi del 2020 (circa 3 miliardi di euro). Mentre nel 2021 si prevede di raggiungere la quota di 3,7 miliardi di dollari (3,13 miliardi di euro). Per poi superare i 4150 (3,5) nel 2022 fino a raggiungere i 5,2 miliardi di dollari, cioè oltre 4,4 miliardi di euro, nel 2025.

IL FOCUS SULL'ILLEGALE - Ebbene, a preoccupare, di fronte a questo scenario di "transizione digitale", non dovrebbe essere lo spostamento verso il gioco online di cui si parla spesso, quanto più che altro, sarebbe opportuno concentrarsi sul tema del gioco illegale. Sì, perché le stime degli analisti, oltre a rilevare che tale percentuale di gioco online rappresenta un tasso di penetrazione del 22 percento circa (nel 2020, che è sceso a circa il 16 percento nel 2021), evidenziano che la percentuale di gioco interattivo "onshore" corrispondeva nel 2019 all'86,5 percento del gioco totale. Mentre nel 2020 è salita al 93,2 percento fino a raggiungere il 98,6 percento nel 2021. Mentre nel 2022 si pensa potrà ruotare attorno al 96 percento, per poi salire, fino al 98 nel 2025.
Su una popolazione adulta di circa 52 milioni di persone, nel nostro paese.
Più in dettaglio, si registra un passaggio da un mercato "onshore" interattivo di 2,2 miliardi di dollari nel 2019 (1,9 miliardi di euro), passato a 3,3 nel 2020 (2,7 miliardi di euro) e che potrà salire a 5 miliardi di dollari nel 2025, cioè circa 4,24 miliardi di euro.
Mentre quello "offshore" è passato dai 353 milioni del 2019 – circa 300 milioni - ai 237 milioni (circa 200 milioni) del 2020, per crollare ad appena 51 milioni nel 2021 (meno di 44 milioni di euro) e stabilizzarsi sotto i 100 milioni di dollari nel 2025 (circa 85 milioni di euro).
Tutto questo mentre nell'Europa nel suo complesso, il mercato onshore interattivo complessivo passa da circa 15 miliardi di dollari del 2019 (12,7 miliardi di euro) ai 17,4 (14,7 circa in euro) del 2020 ai 19,9 miliardi di dollari del 2021 (circa 16,9 miliardi di euro), mentre quello offshore è stimato tra i 6,2 miliardi di dollari (5,3 in euro) del 2019 ai 6,7 (5,7 in euro) del 2020 ai 5,8 miliardi di dollari del 2021, pari a circa 4,9 miliardi di euro.
Segno evidente, quindi, del fatto che la crescita del mercato del gioco legale sia un fatto positivo in termini di tutela dei consumatori e dell'Erario. Fermo restando, naturalmente, che la crescita deve essere accompagnata sempre e comunque da una crescente attenzione alle politiche e iniziative di gioco responsabile, prevenzione e protezione dei giocatori. Ma anche su questo fronte, in Italia e in Europa, si registra una forte crescita e una maggiore sensibilità.

 

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