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Confesercenti in piazza: 'Più sostegni, credito ed un piano per ripartire'

  • Scritto da Redazione

'Portiamo le imprese fuori dalla pandemia' è il titolo della giornata di mobilitazione nazionale promossa da Confesercenti per oggi, 7 aprile, ‘a distanza di sicurezza’.

Il mondo delle piccole e medie imprese, gioco compreso, non ce la fa più a sostenere l'emergenza Covid, le restrizioni che ne conseguono e gli effetti su occupazione e fatturato. Oltre che la mancanza di un orizzonte "certo" a cui guardare per riprendere a lavorare "normalmente", nel rispetto dei protocolli sanitari e in sicurezza.


Per questo si moltiplicano le manifestazioni di piazza – rigorosamente a distanza di sicurezza – promosse per “sensibilizzare” il Governo sul tema delle riaperture.
Dopo quelle di ristoratori e commercianti di ieri, 6 aprile, oggi tocca a quella indetta da Confesercenti per dare voce, attraverso iniziative in tutte le Regioni italiane, alle necessità e alle richieste delle attività del Terziario, del Commercio, del Turismo: sostegni adeguati alle perdite realmente subite e ai costi fissi sostenuti, credito immediato e un piano per permettere alle imprese di riaprire in sicurezza.

Lanciando un appello ben preciso: “395 i giorni passati dal primo lockdown, 80 milioni di euro il fatturato perduto ogni giorno in più di zona rossa.
Accelerare sul vaccino è indispensabile, ma non basta.
Alle imprese serve di più: serve un 'decreto imprese' con sostegni adeguati e credito immediato. Soprattutto, serve un piano per ripartire”, si legge in una nota diramata da Confesercenti.
Restituiteci il futuro: vogliamo tornare a lavorare e lo possiamo fare in sicurezza.
Oggi 7 aprile le imprese fanno sentire la propria voce sui giornali, sul web e nelle città, inondando con le nostre richieste Governo, Parlamento e Regioni.
Noi imprese siamo il motore dell’economia e del lavoro. Solo se ripartiamo, riparte l’Italia”.
 

LA PETIZIONE ONLINE - Le proposte di Confesercenti sono oggetto di una petizione on line, consultabile integralmente a questo link, che è possibile sottoscrivere su www.confesercenti.it, e saranno inviate in massa contemporaneamente ai membri del Governo, a deputati e senatori, ai governatori delle Regioni. Nel testo figurano la previsione di un “Contributo una tantum automatico” calcolato percentualmente sulla base del contributo già previsto dal Decreto Sostegni al fine di garantire un immediato sostegno in termini di liquidità alle imprese e professionisti in profonda crisi finanziaria (parametrazione almeno prevista su 3 mensilità di media di fatturato rispetto all’anno) e di un ulteriore contributo a fondo perduto che abbia le seguenti regole d’accesso: scostamento del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 di almeno il 30 percento rispetto al fatturato ed i corrispettivi dell’anno 2019; l’ammontare del contributo dovuto si calcola sulla base di una quota dei costi effettivamente sostenuti dall’imprenditore nell’anno 2020 e strettamente inerenti all’attività d’impresa. Per il 2021 è calcolata per una quota pari almeno al 25 percento dei costi inerenti ed effettivamente sostenuti nell’esercizio 2020 da tutti i soggetti economici che rispettino il requisito d’accesso. Il contributo è erogato in quote mensili di pari importo fino al termine dello stato d’emergenza.
Inoltre, vengono richieste la reintroduzione del “Tax credit locazioni” secondo le medesime regole previste per tale disciplina nei periodi di applicazione; una fiscalità di vantaggio per imprese e lavoratori autonomi di minori dimensioni; l'ampliamento della disciplina “Super bonus 110%” agli immobili strumentali o comunque utilizzati nell’esercizio dell’attività d’impresa; la reale semplificazione nella “circolazione dei crediti fiscali” con relativa razionalizzazione delle procedure attualmente previste e della mole documentale richiesta.
 
L’iniziativa è accompagnata da una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte della presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. “Noi imprese siamo il motore dell’economia e del lavoro. Solo se ripartiamo, riparte l’Italia. Abbiamo bisogno di più di ciò che ci è stato finora dato”.
 
 
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