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Piemonte, nuovo sit-in dei lavoratori del gioco e Consiglio: la cronaca

  • Scritto da Fm

Nuovo sit-in dei lavoratori del gioco del Piemonte, nel giorno dell'esame della Pdl n° 99 al consiglio regionale di oggi, 20 aprile. Preliminari bocciate, discussione generale al via domani. 

Il colore di fondo - scelto per le pettorine indossate dai manifestanti - è sempre lo stesso: il giallo squillante. E sempre la stessa e, se possibile, ancora più forte, è la determinazione di quanti nella mattinata di oggi, 20 aprile, si sono ritrovati sotto la sede del consiglio regionale del Piemonte, a Torino, per chiedere la tutela della migliaia dei posti di lavoro messi in pericolo dalla legge vigente, che dal 21 maggio  farà diventare fuorilegge anche le sale da gioco e scommesse con autorizzazioni rilasciate dal 1° gennaio 2014 e sale scommesse con autorizzazioni risalenti al periodo tra il 1° gennaio 2015 e il 27 ottobre 2016. Sempre che non intervenga la modifica della normativa, proposta dal leghista Claudio Leone - e appoggiata da tutta la maggioranza, con l'astensione di Fratelli d'Italia - di nuovo al centro del consiglio regionale, nella giornata di oggi, convocato in presenza. Con tamponi per rilevare l'eventuale positività al Covid prima della seduta e separatori in plexiglas fra le postazioni.

E sempre che l'opposizione non decida di proseguire con il "blocco" dei lavori, scegliendo la via delle "preliminari", dopo quella già percorsa, con successo, con le richieste di rinvio e le sospensive. "Pesi" che si sono aggiunti ai circa 70mila emendamenti al testo depositati, e che, se esaminati tutti, necessiterebbero di 200 giorni di lavoro da parte del consiglio regionale. Uno scenario a dir poco apocalittico, che oltre a impedire il sì alla legge in tempi utili renderebbe impossibile svolgere la normale attività legislativa, anche su altri temi importanti per i piemontesi, specie in tempi di pandemia.
La strada da percorrere, quindi, sembra essere quella della mediazione. Sia per la maggioranza del consiglio, che potrebbe cercare di incontrarsi a metà strada con l'opposizione, sia per gli stessi manifestanti, il cui obiettivo di oggi era un confronto con i capigruppo dei partiti in concomitanza con l'esame del testo.
 
IL DIBATTITO IN AULA - Il tema di apertura, come nelle sedute precedenti, è l'assenza del governatore Alberto Cirio, richiamato in Aula da diversi consiglieri, da Luv a M5S, senza dimenticare il Pd, per conoscere il suo parere su una proposta "tanto divisiva". Con l'auspicio che la maggioranza "trovi davvero un punto di sintesi e conceda al presidente di essere presente, almeno domani", sottolinea Sean Sacco (M5S), che ricorda "i due anni di tempo che ci sono stati per affrontare la questione".
Monica Canalis (Pd) sottolinea, delusa, "il debito di condivisione politica di Cirio, l'assenza che si somma a quelle registrate nei mesi di Consiglio a distanza", e l'interesse a "conoscere la sua posizione personale sul tema", dopo quella "espressa in campagna elettorale, quando inneggiava ai casinò come modalità per il divertimento". Senza dimenticare che si era proposto come garante per i temi della legalità. Dal momento che il gioco oltre a salute, lavoro e socialità riguarda proprio la legalità".
Ad essere richiamato in Aula poi è stato anche l'assessore alla Sanità Luigi Icardi.
L'assessore Maurizio Marrone ha quindi chiarito che il presidente Cirio è assente perché impegnato con gli altri governatori regionali in vista del confronto con il Governo sulle riaperture.
 
IL GIORNO DELLE PRELIMINARI - Passando al confronto sul testo, ad aprire il capitolo delle "preliminari" annunciate nelle scorse ore è il consigliere di Luv Grimaldi. "È stato legittimo richiamare la Pdl in Aula, ma sono stati depositati decine di migliaia di emendamenti, e ci sono vicende non chiare sia su come si svolgerà la seduta e se c'è la possibilità di depositare con tre capigruppo degli emendamenti che rischiano di riscrivere l'intero testo. Ci sono alcuni che rischiano di far decadere tutti gli altri emendamenti. Qualora che qualcuno tentasse di riscrivere per l'ennesima volta il testo non vorrei che il lavoro di tutti noi venisse buttato a mare. Chiedo se su questo possono intervenire i colleghi".
Gallo ricorda che "la possibilità di emendare una Pdl è prevista fino a 24 ore prima della discussione dell'articolo o, con tre capigruppo, fino al momento prima di discutere l'articolo" e sostiene la preliminare di Grimaldi perchè si chiariscano "quali siano i termini e le modalità con i quali poter presentare gli emendamenti", onde "evitare confusione in Aula e permettere ai lavori di partire".
Bertola rimarca che "la maggioranza ha emendato il testo in maniera pesante, e che il testo già così non sta in piedi", anche alla luce delle ultime mediazioni. "La Pdl è scritta male, così come scritti male gli emendamenti, perchè si è fatta una forzatura. Testo va costruito in commissione e deve arrivare pulito in Aula, dove si fanno solo dei piccoli correttivi, frutto di mediazione anche con le opposizioni".
Anche Magliano si schiera al fianco di Grimaldi e chiede un approfondimento, per "dare al consiglio delle regole una volta per tutte".
Disabato difende la legge del 2016 "che ha ridotto i consumi di gioco e le persone in carico per la cura del Gap" e rivendica scelta di depositare altri 33mila emendamenti dopo i 3mila "criticati" dal consigliere Leone. "Dovremo rivedere il testo perché sono sopraggiunti altri emendamenti che lo cambiano completamente e lasciano presagire che la stessa maggioranza non sia d'accordo su di esso. Perdere ulteriore tempo è un''offesa, non solo per le minoranze, ma per tutti i cittadini piemontesi".
Bertola poi presenta una nuova preliminare, dopo l'annuncio dell'audizione dei lavoratori del gioco protagonisti del sit-in sotto la sede del consiglio regionale. "Se si audisce questa parte, allora vanno audite anche le associazioni del Terzo settore che hanno manifestato la scorsa settimana". Subito sostenuto da Frediani - "Il Consiglio deve confrontarsi con tutti, vanno riconvocati tutti i soggetti del presidio" - e da Disabato per la quale tutto questo "andava fatto in commissione, ed evitare discriminazioni fra lavoratori e chi sostiene la legge del 2016".
Parlando dei lavoratori in sit-in sotto Palazzo Lascaris, Grimaldi sostiene che "hanno ragione, e che il suo partito non vuole né il proibizionismo né l'illegalità, ma rivendica solo il diritto di sindaci e della Regione di poter intervenire in termini di programmazine, di legiferare e trovare delle sintesi virtuose, come 5 anni fa. Ricordo a tutti che tale legge non è stata impugnata dallo Stato né dai tribunali. Siamo disponibili a discutere con lavoratori e operatori socio-sanitari, senza mistificare il punto e decidere a priori che c'è una parte e non un'altra. Prima di andare avanti credo si debbano audire tutti loro e ricominciare da lì, dall'ascolto".
Chiamparino, in un'altra preliminare, chiede di sospendere la discussione della Pdl in attesa del parere del Consiglio delle autonomie locali, che è atteso per il 23 aprile. "Questa legge è nata proprio su richiesta dei Comuni, e dal fatto che di fronte all'invasione delle macchinette si sono difese con propri regolamenti che poi li obbligavano a comparire davanti al Tar, con esborsi pesanti specie per le piccole amministrazioni".
Anche questa proposta ha incassato molti consensi, fra i quali quelli di Bertola per il quale "è importante ascoltare il parere del Cal prima di affrontare la discussione generale". Disabato ricorda le lettere inviate dai Comuni contro la modifica della legge sul gioco e che è "imbarazzante che la regione continui a dire che sono importanti i feedback delle amministrazioni locali ma poi non le ascolta su questo tema".
Come "segno di disgelo verso l'opposizione", Grimaldi si accoda e chiede di bloccare i lavori ed aspettare il parere del Cal.
La preliminare di Sarno si pone in scia con quella di Chiamparino. "I lavori del Consiglio possono andare avanti senza una chiara definizione del tema da parte del Cal?", chiede al presidente del Consiglio. "Ci stiamo preparando e ci siamo preparati per porre delle questioni preliminari, dopo le sospensive e le pregiudiziali, mi aiuti a capire se la mia interpretazione del regolamento è corretta".
A chiedere un confronto sul regolamento e sulla sua interpretazione interviene anche Grimaldi. "Il regolamento rischia di essere solo uno strumento nelle mani della maggioranza".
 
 
 
IL CONFRONTO FRA LAVORATORI E CONSIGLIERI - Nella pausa dei lavori all'ora di pranzo il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – alla presenza degli assessori Fabio Carosso, Marco Protopapa e Andrea Tronzano – ha ricevuto una delegazione di rappresentanti e operatori del giocp legale che questa mattina ha manifestato sotto Palazzo Lascaris. I delegati dei lavoratori Valentina Gullino e Mara Pasquale hanno evidenziato i timori di perdere il lavoro qualora la legge regionale non venga modificata, dal momento che già 1.700 posti sono stati persi e 5.000 rischiano la stessa sorte dopo il termine di maggio, data di scadenza dei cinque anni previsti dalla legge per consentire agli imprenditori di mettersi a norma rispetto alla distanza delle slot-machine dai luoghi sensibili. I rappresentanti di Sapar, Alessia Milesi, e di As.tro, Massimiliano Pucci, hanno invece contestato che la legge abbia sortito negli anni gli effetti certificati dagli operatori e che la riduzione del gioco legale abbia favorito di gran lunga quello illegale. Per la maggioranza sono intervenuti il capogruppo della Lega Alberto Preioni e il primo firmatario della proposta di legge Claudio Leone che hanno evidenziato l’impossibilità di far tornare il provvedimento in Commissione, la volontà di prevedere fondi aggiuntivi per i Serd e la necessità di preservare il gioco legale contro l’illegalità e i posti di lavoro messi a forte rischio. Per la minoranza sono intervenuti i consigliere Marco Grimaldi (Luv), Monica Canalis, Domenico Rossi e Diego Sarno (Pd) che si sono dichiarati disponibili ad aprire un tavolo per discutere e risolvere i problemi evidenziati e hanno sottolineato la disponibilità ad aderire alla proposta avanzata da Forza Italia di prevedere una proroga ai cinque anni previsti anche in considerazione dei ritardi e delle difficoltà provocate dalla pandemia. Erano presenti all’incontro anche i consiglieri Andrea Cane, Michele Mosca (Lega), Raffaele Gallo, Alberto Avetta, Maurizio Marello (Pd), Ivano Martinetti (M5s), Mario Giaccone (Monviso) e Silvio Magliano (Moderati).
 
PUCCI (AS.TRO): “MAGGIORANZA COMPATTA PER IL LAVORO E CONTRO L’ILLEGALITÀ, SERVIRÀ CONFRONTO IN AULA CON L’OPPOSIZIONE” - "In apertura di incontro, abbiamo rinnovato la piena solidarietà al consigliere Pd Diego Sarno, che era stato minacciato nei giorni scorsi attraverso un post sui social. C’è una battaglia in corso sui numeri: la maggioranza sembra compatta contro il diffondersi dell’illegalità e nella difesa dei posti di lavoro, di questo li ringraziamo. A proposito dell’idea di togliere le slot dai bar – emersa nelle ultime ore – la nostra posizione è stata chiara: il movimento in Piemonte nasce da gestori, baristi e tabaccai, non è il caso di intervenire in quel modo in una fase così critica per tutta l’economia. In questo momento drammatico, evitiamo di dividere lavoratori e attività di Serie A e B". È il commento di Massimiliano Pucci, presidente di As.Tro, al termine dell’incontro con i capigruppo al Consiglio regionale del Piemonte. Il confronto con le istituzioni è stato diretto, conferma Pucci. "C’è stata e c’è una battaglia in corso sui numeri: è stato un peccato ascoltare alcuni consiglieri mettere in dubbio la veridicità delle perizie tecniche sui territori di Torino e Chieri, il report della Cgia di Mestre e addirittura il principio di retroattività della legge. Quando si parla di gioco, in questo Paese, non si riesce a combattere ad armi pari. Ho fatto un invito al confronto in aula, visti i 65mila emendamenti depositati e le migliaia di lavoratori che stanno a casa. Si sta giocando sulla pelle di migliaia di lavoratori. È chiaro che l’assemblea non può lavorare tre mesi solo sulla materia dei giochi", conclude Pucci.
 
MILESI (SAPAR): "SETTORE RESTI UNITO, PARI DIRITTI PER TUTTI" - A riferire sull'incontro, e sulla giornata, è anche Alessia Milesi, delegata regionale di Sapar. "La manifestazione è stata corposa e partecipata, c'erano più di 500 persone sotto Palazzo Lascaris. La minoranza, purtroppo, però è arroccata sulle proprie posizioni e ha messo in dubbio i dati forniti dalla Cgia di Mestre, che mi sembra essere una fonte autorevole che non merita di essere screditata. Bisogna andare a confutare i dati, altrimenti così non ha senso. Certi consiglieri non comprendono che con i luoghi sensibili che sono stati introdotti dalla legge del 2016 diventa impossibile spostare un'attività e che una legge retroattiva è impossibile da gestire per le imprese. Da domani faremo un presidio permanente sotto la sede del Consiglio regionale; non arretriamo nella difesa dei posti di lavoro, che siano mille o 1700 poco cambia, la retroattività è una cosa ingiusta e palese e va tolta per tutti. Inoltre, non accettiamo divisioni del comparto, non si possono fare delle discriminazioni per salvarsi la coscienza, non è una soluzione. Il settore deve rimanere unito, chiediamo pari diritti e pari opportunità di impresa per tutti. Auspichiamo che la maggioranza e i consiglieri di buon senso, la politica seria e responsabile, lavorino per trovare una soluzione equa ed immediata attraverso assunzioni di responsabilità nei confronti di un comparto lavorativo pesantemente discriminato sul territorio".
 
LE NUOVE PRELIMINARI - Dopo l'audizione dei lavoratori del gioco, la seduta è ripresa  con l'esame delle altre questioni preliminari. Il consigliere Ravetti ha chiesto di "convocare il Cal e la commissione Autonomie locali per aprire una discussione con gli amministratori locali, i soggetti istituzionali che necessitano di una legge regionale in grado di dare copertura alle loro responsabilità ed ordinanze". 
Sacco ribadisce quanto sia "mancato il confronto sul testo, in primis con le amministrazioni locali. Convocare la commissione settimana è doveroso per affrontare il tema nel dettaglio, rispetto agli strumenti che potremmo dare ai sindaci per la lotta al Gap, anche nell'ottica di quanto sostiene la maggioranza, per cui ci sarebbero tantissimi strumenti per il contrasto".
 Grimaldi invita alla riflessione, sulle possibilità di "concorrenza sleale fra chi dopo 5 anni  ha rispettato la legge e chi invece non lo ha fatto".
Dal canto suo, Canalis ha posto una nuova preliminare sul tema del lavoro e la tutela dell'occupazione, "che necessiterebbe di approccio scientifico e di dati, invece che di voci di corridoio", chiedendo di "approfondire il testo della Pdl con un rinvio nella terza commissione, nel rispetto della dignità e della sicurezza dei cittadini, contemperando il diritto alla salute e al lavoro, evitando una discussione frettolosa che escluda tutti quei mondi che in questi giorni hanno detto 'no' alla proposta di Leone".
Per Rossi, "non si può mettere in discussione tutto né lasciare tutto così come senza prima esaminare dei dati". Bisogna "spostarsi dalla guerra di posizione", afferma, per poi dire che "per trovare un accordo, servono dei numeri forniti da enti indipendenti, istituzionali. Ci ha colpito che l'assessore al Lavoro oggi non abbia incontrato la delegazione dei lavoratori del gioco. Abbiamo provato a spiegare loro le nostre ragioni, ma è ovvio che si deve fare chiarezza. È stato doloroso sentirli dire che perderanno il posto a causa della legge: se è così, portate i dati per dimostrarlo".
Parlando di dati, emerge il bisogno di indagare le cifre sul numero dei lavoratori che rischiano davvero di perdere il posto e allo scopo è stato chiesto più volte un ritorno della Pdl all'esame della commissione competente. In particolare, Sacco rimarca: "Su una cosa siamo d'accordo: non ci siamo confrontati in commissione sui dati, forse non si vogliono vedere, o si cercano di prendere solo quelli che interessano per sostenere la propria tesi. Se vogliamo davvero aiutare i lavoratori, dobbiamo davvero fare il punto sui numeri. Non dovrebbe essere questa la sede per farlo. Bisogna davvero difficile giustificare un lavoro senza i necessari approfondimenti sulle ricadute occupazionali della legge del 2016. Magari non possiamo farlo in commissione, allora mettiamo seduti intorno ad un tavolo per farlo".
Quindi Bertola ripercorre il percorso della delegittimazione della legge: "Si parla di lavoro, ma gli unici dati che ci sono a riguardo, proposti in occasione della discussione della clausola valutativa, documentano che gli impatti sull'occupazione sono stati irrilevanti; ora invece pare che gli effetti pesanti si rilevano alla luce dell'entrata in vigore dell'ultima parte della normativa. Ci vorrebbe un po' di chiarezza". Sul tema, Grimaldi ricorda di aver ascoltato le opinioni dei lavoratori, "spesso dette da alcuni imprenditori, che hanno interloquito con noi già 5 anni fa. Abbiamo dato dei tempi che sono l'esatto opposto della retroattività: adesso la preliminare di Canalis è chiara. Vogliamo indagare sui numeri, li vogliamo vedere in commissione Lavoro. L'Ires e il Cnr ci hanno fornito dati diversi rispetto a quelli delle associazioni del gioco. Cinquemila lavoratori in pericolo? Non ci sono! L'assessore Chiorino chiarisca quanti sono, e quali sono le strategie per la loro ricollocazione".
Rossi interviene per porre un'altra preliminare. "Richiamiamo la discussione in commissione Legalità, chiediamo un'audizione di tutti i rappresentanti istituzionali, della magistratura e delle forze di polizia, con una domanda chiara: se esiste un correlazione specifica fra l'applicazione di questa legge regionale con un ipotizzato aumento dell'illegalità in Piemonte. Questo è fondamentale. Ad oggi le evidenze giudiziarie di questo non danno traccia. Anzi, nelle regioni dove non c'è una legge come la nostra prolifera l'illegalità".
 Canalis quindi sottolinea, come da dati Ires, che "il gioco online non ha preso il posto di quello fisico, e va capito se al pari della diminuzione di quest'ultimo ci sia stata una crescita di quello illegale. Fino a quando non ci sarà confronto sui dati e con gli esperti del settore, continueremo a parlarci uno sull'altro senza giungere ad alcuna evidenza scientifica. Una questione importante in una fase delicata in cui le attività di gioco sono a rischio di infilitrazione della criminalità organizzata a seguito della crisi generata dall'emergenza pandemica".
Bertola poi ricorda le dichiarazioni di qualche anno fa dell'allora comandante generale della Finanza secondo cui "non esiste nessun dato che vada oltre le chiacchere da bar che rileva aumento dell'illegalità" evidenziando che "la criminalità organizzata è interessata anche al gioco legale, e soprattutto a fare l'illegale nel legale. Non c'è un aumento dell'illegalità legata alla legge del 2016".
 
 Marello ha chiesto ulteriori fondi a finanziamento degli articoli 2 e 3 per la cura delle dipendenze e il ritorno del testo all'esame della commissione Bilancio, mentre Canalis ha auspicato la concessione di "premialità, di incentivi economici o anche come orari di apertura, alle attività che si sono messe in regola" in ossequio alla normativa del 2016, invitando la stessa commissione a "fare chiarezza sulla retroattività della legge".
Con una nuova preliminare, Gallo crede sia necessario "prima di avviare la discussione della Pdl n° 99 usare lo strumento dell'indagine conoscitiva, perché permette alla commissione competente di approfondire un tema, con audizioni, e di trarre delle conclusioni sulla base delle quali fare dei ragionamenti. Nello specifico coinvolgendo le commissioni con competenze in ambito socio-sanitario e nel lavoro". Fermo l'appoggio di Grimaldi: "Troviamo un luogo, un'indagine conoscitiva, una commissione d'inchiesta sui dati, dal punto di vista del lavoro. Voglio sapere esattamente se i dati sull'occupazione di cui ci parlavano alcuni lavoratori sono collegati alla pandemia o sono dovute alle scelte degli imprenditori".
Magliano, con un'altra preliminare, ha rimarcato la necessità di approfondire, nella commissione Urbanistica, perché certe imprese abbiano avuto difficoltà a delocalizzare la propria attività, se ci sono stati o meno impedimenti posti dai Comuni, con approfondimenti sul distanziometro e i luoghi in cui poossono essere collocate le location di gioco. Per Grimaldi vanno fatte delle scelte "che possano consentire la vita dei lavoratori e le lavoratrici del gioco legale". Per Frediani invece "si parla troppo spesso con frasi slogan senza fondamento reale. Analizzare i dati tecnici, la disposizione dei luoghi di gioco e il loro impatto sui giocatori patologici credo sia un buon punto di vista dal quale far ripartire il confronto. È un tema che andrebbe approfondito per non stravolgere una buona legge come quella del 2016, con un nuovo passaggio nella seconda commissione".
Valle, in una successiva preliminare, riporta alla memoria le parti della normativa vigente che non sono state applicate e chiede di affrontare nella commissione Istruzione e formazione quelle relative alle iniziative di sensibilizzazione su Gap e uso del denaro nelle scuole.
Grimaldi, intervenendo in tema di retroattività, chiede "perchè non sono fin qui stati usati i fondi previsti dalla legge del 2016 per fare educazione nelle scuole e promuovere una campagna informativa sui rischi del gioco" e perché "questo aspetto manca totalmente dalla Pdl Leone".
Illustrando una propria preliminare, Frediani propone di convocare "un tavolo da svolgersi al di fuori delle commissioni, con i consiglieri che più hanno approfondito il tema, per rendere il confronto più snello, dalla durata e dagli obiettivi prestabiliti, per arrivare ad un testo il più possibile condiviso, cercando di essere chiari e trasparenti. Per arrivare alla famosa sintesi che tutti si aspettano, lavoratori in primis". Un'ipotesi vista da Bertola, e da Grimaldi, come "un punto di arrivo rispetto a quanto sentito oggi in Aula.
 
Alla presentazione è seguito il voto delle dodici questioni preliminari presentate dai consiglieri. Il Consiglio le ha respinte con 34 voti contrari, 5 astenuti. La seduta poi è stata dichiarata conclusa, il prosieguo dei lavori è stato aggiornato a domattina con l'apertura della discussione generale.
 

Le immagini del sit-in dei lavoratori

 

 

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