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Gioco in piazza, i lavoratori: 'Riaprire e tutelare occupazione'

  • Scritto da Fm

Lavoratori del gioco di nuovo in piazza per la mobilitazione nazionale promossa dai sindacati: riaperture e leggi regionali nel mirino. La cronaca della giornata.


Entra nel vivo la "settimana calda" del gioco, con una giornata intera di manifestazioni sul territorio nazionale.
Dopo il sit-in di ieri, 11 maggio, nella piazza romana di Montecitoriooggi è la volta della giornata di mobilitazione #IlLavoroVince, promossa dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e dal coordinamento nazionale unitario delle strutture e dei delegati, con una serie di iniziative in contemporanea in 10 piazze italiane davanti alla prefettura del capoluogo di Regione o alle sedi dei Consigli-Giunte regionali.


L'obiettivo, sensibilizzare le istituzioni sul grave problema occupazionale che si profila all’orizzonte a causa del prolungarsi delle chiusure del settore e delle normative locali che stanno entrando in vigore.


Fra le "piazze" protagoniste oggi, molte sono il simbolo di alcuni dei territori più martoriati dall'effetto espulsivo delle leggi regionali entrate in vigore in questi ultimi anni, o in procinto di farlo nei prossimi mesi nella loro interezza.
C'è Bologna, con il presidio alla Prefettura in piazza Roosevelt, capoluogo di una delle capostipiti della marginalizzazione del gioco legale, in virtù della legge varata nel 2013.
 
 
 
 
E poi c'è Torino, in piazza Castello, già teatro nelle scorse settimane delle manifestazioni dei lavoratori per ottenere l'eliminazione della retroattività della normativa varata nel 2016. Conquista che sembrava ormai raggiunta, in virtù della proposta di legge in proposito presentata dalla maggioranza di governo del Piemonte, poi sospesa di fronte al muro dei 65mila emendamenti presentati dalla minoranza, ma comunque apparentemente alla portata, dopo la promessa della Giunta di presentare un disegno di legge "risolutivo" e di compierne l'iter in tempo per la scadenza del 21 maggio, giorno in cui diventerebbero fuorilegge anche le sale da gioco e scommesse con autorizzazioni rilasciate dal 1° gennaio 2014 e sale scommesse con autorizzazioni risalenti al periodo tra il 1° gennaio 2015 e il 27 ottobre 2016.
Al momento del Ddl non c'è traccia, ma i lavoratori piemontesi non si perdono d'animo, e anche oggi - come dimostrano le foto sottostanti - sono scesi numerosi in piazza a chiedere di "fare presto", oltre a sollecitare le riaperture. Ottenendo un incontro con la capo di gabinetto della Prefettura, Alessandra Lazzari, nel quale sono state esposte le problematiche del settore. A raccontare come è andata è  Susanna Chimento, dipendente amministrativa di Winmatica. "La capo di gabinetto si è impegnata in tempi brevi, nel giro di pochi giorni, a inviare delle comunicazioni alle persone di riferimento - nel Governo e nei ministeri - per farci sapere quando potremo riaprire, nel rispetto dei protococoli già predisposti. Durante l'incontro si è parlato anche di cosa comporta la legge regionale, degli effetti della sua applicazione retroattiva sull'occupazione. Se non verrà modificata molti perderanno il posto. Anche in questo la capo di gabinetto invierà una serie di lettere per sensibilizzare esponenti del Consiglio e della Regione sul tema".
 
 
 
 
 
 
 
Fra le altre piazze coinvolte nell'iniziativa promossa dai sindacati ci sono Brindisi, Milano, Palermo, Rimini e Venezia, anche in questo caso con dei presidi di fronte alle sedi delle prefetture.
Nel capoluogo lagunare il presidio si è tenuto in Campo San Maurizio, sotto la pioggia, con una nutrita presenza dei dipendenti del Casinò, che dopo la lettera inviata dalle segreterie provinciali di Venezia di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil al prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, per chiedere tutele per i 600 lavoratori diretti della casa da gioco e per i centinaia di occupati nelle varie sale del territorio, hanno incontrato la capo di gabinetto della Prefettura, Piera Bumma. Alla quale stata evidenziata la possibilità di rendere ancora più rigidi tali protocolli e soprattutto, spiega Matteo Matteuzzi, sindacalista dell'Slc Cgil, "è stato con forza sottolineato il rischio di un incremento del gioco illegale". Da qui la richiesta che "i decreti ministeriali discendano da criteri di natura sanitaria e non etico-morale" e la sottolineatura che "il protrarsi di questa imposizione rischia di determinare effetti drammatici da un punto di vista economico ma anche sociale". Dal canto suo Enrico Gianolla, sindacalista della Fisascat Cisl al Casinò di Venezia riferisce: "Finora ci sono stati solo proclami e la gente è dovuta andare avanti con 800, 900 euro al mese. Non è ammissibile, per un settore, quello del gioco, che conta 150mila addetti, mentre i casinò, escludendo la ristorazione, danno lavoro a un migliaio di persone. La situazione è critica e il nostro settore non può essere derubricato ad attività non necessaria. Non necessario per chi? Per noi è necessario lavorare. Non siamo scesi in piazza per chiedere un aumento di salario ma per riavere indietro il nostro lavoro".
 
 
A Genova a prendere la parola è Maurizio Fiore della segreteria regionale Filcams Cgil. "Per noi oggi è una giornata molto importante perché si tiene la mobilitazione dei lavoratori del gaming - sale giochi, bingo - un settore poco conosciuto ma molto bistrattato, fermo da ottobre, poiché i vari decreti legge impediscono la loro attività in modo parziale o totale", perché ancora una volta non si considera il gaming come un settore lavorativo. "Oggi quindi siamo qui di fronte alla sede della Prefettura di Genova nell'ambito della mobilitazione nazionale unitaria di Fisascat, Filcams e Uiltucs”, conclude.
 
 
 
 
Nel pomeriggio ad essere sotto i riflettori è Roma, altra città simbolo dell'effetto espulsivo delle leggi regionali, con il sit-in dei lavoratori davanti alla sede della Regione Lazio. Qui l'attenzione ovviamente è focalizzata sulla normativa che alla fine di agosto, in caso di entrata in vigore, metterebbe a rischio circa 5mila occupati nel comparto del gioco. Fa sperare quanto assicurato dalla Giunta dopo la manifestazione tenutasi sempre in questa location alla fine di aprile: la proroga della legge, attraverso un emendamento al Collegato di bilancio in discussione nelle prossime settimane. 
In questo caso a raccontare come è andata è Marco Datti, di Fox Service. "È stato un modo per incontrarci, per farci vedere, ma non c'è stato nessun riscontro importante. Così per noi è difficile 'fare impresa', approntare una pianificazione per noi e per i nostri dipendenti. Vorremmo essere ascoltati. Nella speranza che la promessa della proroga della legge regionale venga mantenuta".
 
 
 
 
 

Infine, domani nuovo appuntamento a Termoli e Campobasso, con presidio davanti alla prefettura di piazza Gabriele Pepe.

 

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