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Gioco, Minenna (Adm): 'Troppe norme, raccordo con Stato-Regioni'

Per Minenna (Adm) la tutela della salute non può bloccare attività legali come il gioco, e serve un testo unico, senza dimenticare una riflessione sulle gare.


"È evidente che bisogna essere molto attenti a valutare l'esigenza della tutela della salute pubblica, che è sempre prioritaria, ma evitare che dietro a questa tutela si possa generare un rallentamento della riapertura di un'attività, che comunque è svolta da concessionari di Stato, è fondamentale per contrastare l'attività illegale".

Parola di Marcello Minenna, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che in un'intervista all'Adnkronos ribadisce, come già fatto in piu occasioni, che il prolungato lockdown delle attività di gioco legale, per contenere la pandemia, abbia avuto come "effetto indesiderato" un aumento dell'illegalità.


"La chiusura del gioco legale ha purtroppo determinato questo spostamento anche perché parte di questa illegalità è legalmente vestita, cioè si presenta ai giocatori come se fossero dei soggetti autorizzati", puntualizza, sottolineando ancora la necessità di monitorare e reprimere questo tipo di attività, che secondo il Dg sono "pericolose perché dietro si celano vari tipi di reati".
Adm, ricorda, "ha attivato le funzioni del Copregi, nell'ambito del quale l'Agenzia è in grado di operare in sinergia con Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, per operazioni funzionali al contrasto". Attraverso l'attività del 'Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori', con interventi "in oltre 50 province, su oltre 200 sale, elevando sanzioni per milioni di euro, con attività che sono in corso anche in queste settimane".
 
Minenna quindi torna anche sulla ripresa del gioco legale prevista dai primi di luglio in "zona gialla" secondo il decreto Riaperture, ma poi anticipata nel corso del mese di giugno nelle regioni già entrate o che entreranno in "zona bianca".
Una riapertura da valutare "anche in relazione agli Europei di calcio che inizieranno dall'11 di giugno. Su questo l'Agenzia ha acceso un faro e aperto anche relazioni istituzionali con Coni e Federcalcio, oltre che con i propri partner tecnologici, la Sogei, per un monitoraggio strutturale dei vari fenomeni e delle scommesse sportive".
 
Sul tema, puntualizza, "esiste l'Ufficio sulle scommesse sportive, presso il ministero dell'Interno, del quale l'Agenzia è membro assieme alle altre forze di polizia, che ovviamente viene informato dagli uffici dell'Agenzia proprio con il fine di poter effettuare attività di prevenzione su eventuali attività illegali e soprattutto su scommesse che potrebbero interferire con lo svolgimento di un normale andamento delle operazioni relativamente all'Europeo ma anche più in generale alle attività di gioco".

Minenna quindi afferma, ed è forse questo il nodo centrale dell'intervista. "Il settore dei giochi è disciplinato da forse troppe norme, peraltro inserite in tanti veicoli normativi". I poteri di Adm sono notevoli dal punto di vista della vigilanza e della registrazione del dato di gioco con "tutte le piattaforme legali che hanno un raccordo con i server e con le strutture informatiche dell'Agenzia tramite Sogei ma questo non è sufficiente a garantire che si possa, nel breve, definire in maniera compiuta i termini delle varie gare" relative alle "nuove concessioni nei vari ambiti di competenza".
"Negli anni si sono succedute una serie di discipline non solo a livello nazionale, ma anche concorrenti a livello territoriale. È chiaro che questa stratificazione  richieda un qualche coordinamento che l'Agenzia a breve chiederà anche alla Conferenza Stato Regioni", sottolinea.
"Di recente abbiamo fatto un open hearing sulle nostre piattaforme web, in cui abbiamo chiesto agli operatori cosa pensano di una eventuale riforma del gioco pubblico. Lo abbiamo anche illustrato con un video-processo che è sul sito dell'Agenzia (e visibile a questo link, Ndr), nel quale abbiamo dato delle linee guida possibili, tra cui anche la scrittura di un testo unico dei giochi dove la delega, a mio avviso, dovrebbe essere data proprio all'organo tecnico che è l'Adm".
Tra le proposte "ci sono anche le idee che riguardano gli ippodromi e le sale giochi, o quelle che riguardano la tessera del giocatore. Insomma, tanti aspetti che sono predecessori rispetto al tema delle gare su cui verosimilmente, anche con gli organi istituzionali, bisognerà effettuare qualche riflessione".

Passando a parlare di gioco online, Minenna rammenta che sono state avanzate delle proposte normative per rendere ancora più efficace la capacità di operare sul gioco a distanza di Adm, "anche magari con qualche modalità che consenta di interagire con questi operatori senza chiarire di essere funzionari dell'Agenzia. Speriamo che nel 2021 si riesca ad avere qualche supporto normativo in più", auspica.
"Il gioco online è l'ambito dove purtroppo è più facile generare una 'vestizione di legalità'. Un sito che offre gioco online illegale può presentarsi e dare l'impressione di essere un soggetto regolato e vigilato dall'Adm" e questo "è sicuramente problematico" anche se l'Agenzia ha "strumenti di monitoraggio sul gioco online e anche dei poteri di oscuramento".
Ad esempio "nel gioco online vigilato dall'Agenzia sono richiesti dei dati anagrafici puntuali e non è consentito svolgere pubblicità. Quindi l'utente che vuole operare in un ambito regolato e vigilato dall'Agenzia, avendo queste due accortezze nell'interazione con il sito, può comprendere se sta operando su una piattaforma lecita o meno".
 
Tra le richieste di maggiore supporto, evidenzia il direttore generale dell'Adm, "abbiamo chiesto degli interventi normativi tra cui, ad esempio, il whistleblowing, cioè la possibilità di segnalare all'Agenzia, con i cosiddetti 'spifferatori', eventuali possibili fenomeni di illegalità, come peraltro già previsto per altre autorità di regolamentazione e di vigilanza, anche amministrativa. Speriamo si possa aumentare la nostra efficacia di intervento, che ovviamente passa sempre da interazioni con l'attività giudiziaria e le altre forze di polizia".
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