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Legge gioco Piemonte, i commenti degli operatori e della politica

  • Scritto da Fm

È tempo di bilanci – e rilanci - per operatori del comparto e politica dopo il sì del Consiglio del Piemonte al Ddl di Giunta che ha eliminato la retroattività della legge sul gioco del 2016.

Dopo tanti mesi di “battaglie”, di confronti-scontri in Aula e non, il Piemonte ha una nuova legge sul gioco, che supera quella varata nel 2016 dal precedente Esecutivo.

Una normativa voluta espressamente dal governatore Alberto Cirio fin dalla campagna elettorale del 2019, e quindi portata avanti a colpi di progetti di legge prima, dal leghista Claudio Leone, e poi con un disegno di legge a prima firma dell'assessore alla Legalità, Fabrizio Ricca (sempre della Lega), senza dimenticare l'impegno in tal senso preso anche dall'assessore allo Sviluppo delle attività produttive, Andrea Tronzano (Forza Italia), fin dai tempi in cui era ancora un consigliere di minoranza, nella consiliatura precedente.

 

Un risultato storico, come sottolineano i commenti degli operatori del settore, raccolti da GiocoNews.it, e che dà un po' di sollievo e di speranza per il futuro a tante imprese del territorio e ai loro lavoratori, che potranno tornare al loro posto e magari recuperare parte degli incassi – e della pace - persi anche per colpa dei 10 mesi di lockdown anti-Covid subiti fra il 2020 e il 2021, oltre che per l'entrata in vigore del distanziometro piemontese.

 

MILESI (SAPAR): “CONFRONTO COSTRUTTIVO CON LA POLITICA” - “Finalmente è stata abrogata una legge penalizzante ed ingiusta per le imprese e i lavoratori del gioco legale del Piemonte che da ormai 4 anni erano stati discriminati rispetto al resto d'Italia.
Con la Ddl 144 è stata finalmente ridata la dignità ad un comparto, tutelando al tempo stesso la salute dei cittadini, varando una normativa più bilanciata e rispettosa dei diritti di tutti”.
Non nasconde la soddisfazione Alessia Milesi, delegata per il Piemonte dell'associazione Sapar, dopo il si al Ddl, e ricorda la tenacia degli occupati del settore, che per mesi, ogni settimana, hanno organizzato il presidio sotto Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale, in concomitanza con le sedute d'Aula.
"L'impegno profuso come rappresentante associativo per arrivare a questo risultato è stato importante e faticoso. Il confronto e il dialogo con la politica seria e priva di pregiudizi su questo comparto lavorativo - importante ma troppe volte ingiustamente penalizzato - sono stati costruttivi, ed è nata una legge migliorativa sotto molti punti di vista rispetto alla precedente, si è uniformato anche l'orario di funzionamento degli apparecchi su tutto il territorio.
L'unico rammarico è per i locali cosiddetti generalisti che sono rimasti esclusi senza morivo dall'eliminazione della retroattività della legge del 2016.
Ci riserviamo ulteriori approfondimenti non appena verrà pubblicata la nuova legge, che riporterà il Piemonte ai blocchi di partenza insieme alle altre regioni in previsione di un riordino dei giochi a livello nazionale”.
 
RUSCIANO (AS.TRO): “RIPRISTINATO STATO DI DIRITTO” - Dello stesso tenore le dichiarazioni di Isabella Rusciano del Centro studi dell'associazione As.tro. “Dopo 4 anni in Piemonte è stato finalmente ripristinato un principio basilare dello stato di diritto attraverso l’eliminazione della retroattività della legge sul gioco.
È stato un lungo percorso che ci ha coinvolti, come associazione, in una battaglia di civiltà a difesa del lavoro e della dignità delle nostre aziende iniziata il 3 aprile 2017 al Museo dell’automobile di Torino.
In questi ultimi mesi abbiamo visto centinaia di lavoratori presidiare costantemente la sede del consiglio regionale e lottare contro una legge che rischiava di compromettere definitivamente il diritto al lavoro garantito dalla nostra Costituzione senza raggiungere gli obiettivi per cui era nata, ovvero contrastare la dipendenza da gioco.
in Piemonte è prevalso il buon senso: coniugare la tutela della salute con il diritto al lavoro è possibile. Speriamo quindi che questo traguardo possa essere un esempio per tutte quelle altre Regioni che, ancora oggi, sono in procinto di espellere dai propri territori il gioco legale a causa della retroattività delle proprie leggi”.
 
In parallelo ai commenti degli operatori del settore, ecco quelli della politica.
 
TRONZANO: “CONIUGATI INTERESSI ECONOMICI E TUTELA SALUTE" - “Sono veramente soddisfatto e felice per i lavoratori del comparto gioco legale. Il costante supporto dato dalla loro presenza insieme all'impegno della Lega e di Forza Italia hanno ristabilito lo stato di diritto e modificato una norma che aveva tolto al settore del gioco lecito certezze concesse da una legge dello Stato”, scrive l'assessore Andrea Tronzano sui social. “Ora possiamo dire che non esistono lavoratori meno importanti di altri. Inoltre, è stata garantita la legalità rispetto all'oscuro mondo del gioco sommerso; è stato sconfitto lo Stato etico che è quello che vorrebbe imporre ai cittadini la propria volontà e dire loro che cosa sia giusto o sbagliato e che cosa si debba fare o non fare. Siamo riusciti a coniugare i legittimi e leciti interessi economici con la tutela della salute, il diritto alla cura, la prevenzione.
La nostra battaglia è stata sempre sostenuta da valutazioni di principio: libertà, equità e imparzialità.
Senza falsa modestia, mi prendo il merito di aver iniziato per primo, tre anni fa, in quasi totale solitudine (con me solo Luca Cassiani) questo percorso di giustizia e, oggi, l'obiettivo è diventato realtà grazie alla maggioranza di centrodestra. Sono, infine, orgoglioso di aver mantenuto un legittimo impegno elettorale. Questa per me è la politica: impegni trasparenti e azioni conseguenti”.
 
RICCA: "UNA LEGGE NECESSARIA" - L’assessore regionale Fabrizio Ricca la giudica "una legge moderna e necessaria con la quale si vuole implementare la lotta alla ludopatia potenziando i mezzi a disposizione delle istituzioni e che tutela il lavoro del comparto legale. Coniugare salute pubblica e diritti sociali è possibile. La Regione si doterà di strumenti di monitoraggio che potranno vigilare costantemente sul gioco patologico, su quello online e sul percorso di formazione che giovani e lavoratori del settore potranno iniziare grazie ai fondi stanziati contro la ludopatia. Oltre a questo, era anche nostra intenzione tutelare i posti di lavoro del comparto del gioco legale. Pensiamo - aggiunge Ricca - che la fondamentale esigenza di tutelare la salute pubblica non debba mai scontrarsi con l'esigenza, altrettanto importante, di tutelare il diritto al lavoro. L'istituzione che cede all'idea di non poter controllare i fenomeni in modo sano e responsabile è un'istituzione che abdica alla sua stessa missione".
 
LA NUOVA LEGGE, IN SINTESI - Per conoscere il testo definitivo ed emendato bisognerà attendere ancora qualche giorno, ma ecco i capisaldi della legge appena approvata.
Cambia il “distanziometro”: vietate l'attività di sale da gioco, sale scommesse e spazi per il gioco, e anche l'installazione di nuovi apparecchi a una distanza inferiore ai 300 metri da luoghi sensibili (scuole, Università, sportelli bancomat, compro oro e altri) nei paesi sotto i 5.000 abitanti come da precedente legge, mentre viene ridotta da 500 a 400 metri per i centri con più di 5.000 abitanti. Gli esercizi che hanno dismesso gli apparecchi dopo l'entrata in vigore della l.r. 9/2016 possono rivolgere istanza di reinstallazione, anche se sono intervenuti cambi di titolarità, senza che ciò sia equiparato a nuova installazione, purché non si superi il tetto massimo esistente a maggio 2016.
 
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