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Scommesse illegali, sequestro da 1,6 milioni a imprenditore romano

  • Scritto da Redazione

La Guardia di finanza di Reggio Calabria sequestra 1,6 milioni di beni ad imprenditore operante nelle scommesse online per conto di operatori esteri.

Un sequestro cautelare del relativo patrimonio illecitamente accumulato, costituito da 5 società di capitali di cui una di diritto austriaco, 7 fabbricati siti in Roma, nonché ulteriori disponibilità finanziarie, per un valore complessivo pari ad oltre 1,6 milioni di euro.

 

Lo hanno eseguito i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria e del servizio centrale Investigazione criminalità organizzata, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica - Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, nei confronti di un imprenditore romano operante illecitamente nel settore delle scommesse.

 

La figura criminale, si legge in una nota della Gdf, “emerge dalle attività di indagine esperite, nell’ambito della cosiddetta Operazione “Galassia”, dal Nucleo Pef di Reggio Calabria - con il supporto dello Scico - a conclusione della quale erano stati eseguiti provvedimenti restrittivi personali a carico di 20 soggetti, tra cui gli ideatori e il capo promotore di un complesso e remunerativo sistema criminale, connesso all'illecita commercializzazione di prodotti per la raccolta di scommesse online, attraverso importanti bookmaker esteri con sede in Austria e Malta, che, in rapporto sinallagmatico con la criminalità organizzata italiana, da un lato consentivano a quest’ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare gli imponenti proventi illeciti, dall’altro traevano essi stessi significativo supporto per l’ampliamento della propria rete commerciale e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio”.
 
Inoltre, sono stati eseguiti provvedimenti “cautelari reali, aventi ad oggetto 23 società estere, 15 imprese operanti sul territorio nazionale, 33 siti web nazionali e internazionali, numerosi immobili, automezzi e conti correnti italiani ed esteri, nonché innumerevoli quote societarie e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.
 
A tal riguardo, il Gruppo Investigazione criminalità organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e lo Scico hanno eseguito su delega della locale Direzione distrettuale antimafia indagini economico-patrimoniali sul conto, tra l’altro, dell’imprenditore e del suo nucleo familiare. “L’attività investigativa effettuata ha consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del proposto e del relativo nucleo familiare”.
 
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