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Relazione Agcom: 'Gioco online e tutela utenti, norme frammentate'

  • Scritto da Redazione

Pubblicata la relazione 2021 sulle attività e i programmi dell'Agcom, focus su pubblicità del gioco e classificazione dei videogame, ricordando il 'caso' Google Ireland'.

Si parla anche di gioco con vincita in denaro e videogames nella Relazione annuale 2021 sull'attività svolta e sui programmi di lavoro dell'Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Nel suo intervento di presentazione, il presidente Giacomo Lasorella  si richiama al gioco in un passaggio in cui evidenzia come la pandemia abbia accelerato il processo di digitalizzazione. “Sono cambiate, in tempi più rapidi del previsto, abitudini di comunicare, acquistare, informarsi e divertirsi, ponendo internet al centro della vita di migliaia di cittadini. In questo contesto, sempre più i fornitori di servizi online si impongono come snodo centrale di un complesso sistema di relazioni economiche e sociali con imprese, cittadini e consumatori, comunemente definito ecosistema digitale, ovvero come ha detto Luciano Floridi, una infosfera. Ciò sta trasformando la natura stessa dei mercati delle comunicazioni e dell’informazione influenzandone i relativi assetti. Su questa materia vi sono ancora competenze puntuali e frammentarie, che la precedente consiliatura ha cercato di estendere anche attraverso una preziosa opera di interpretazione delle norme. Mi riferisco, in particolare, al settore del diritto d’autore, del contrasto al gioco d’azzardo, della classificazione delle opere audiovisive destinate al web e dei videogiochi, nonché all’hate speech e alle attività di prevenzione e contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.

 

Per poi ricordare che “l’Autorità, in applicazione da quanto previsto dal decreto Dignità, ha vigilato e sanzionato sulla pubblicità relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, nonché al gioco d’azzardo. Segnalo in particolare un procedimento sanzionatorio nei confronti di Google Ireland. Un provvedimento innovativo per molti aspetti”, con la sanzione per la pubblicizzazione di un casinò online dot.com.
 
Parlando di tutela dei minori, ad esempio, l'Agcom nella sua Relazione rammenta che ad “un’adeguata disciplina sui contenuti audiovisivi e radiofonici si affianca la mancanza di una organica e adeguata disciplina di protezione dei minori applicabile ai contenuti online. Nelle more del recepimento della direttiva sui servizi di media audiovisivi (Ue) 2018/1808, l’attuale normativa di intervento in materia di contenuti online risulta frammentata e si riferisce, in particolare, al settore del diritto d’autore, del contrasto al gioco d’azzardo, della classificazione delle opere audiovisive destinate al web e dei videogiochi, nonché all’hate speech e alle attività di prevenzione e contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Settori importanti e delicati, ma ben lungi dal coprire l’intero spettro delle competenze dell’Autorità”.
 
Funzionale al medesimo obiettivo “è la realizzazione di interventi e iniziative per la fruizione consapevole delle opere audiovisive destinate al web e dei videogiochi classificati per età secondo le linee guida recate dalla delibera n. 359/19/Cons, in applicazione del regolamento approvato con delibera n. 74/19/Cons, ai sensi del d.lgs. n. 203 del 2017”.
 
In tema di tutela degli utenti e dei consumatori, si evidenzia che “L’accertamento dell’Autorità sul corretto assolvimento degli obblighi per il tramite della propria attività di monitoraggio si realizza nel quadro di una consolidata giurisprudenza che ha confortato oltre due decenni di vigilanza, asseverandone i criteri adottati nel tempo allo scopo di garantire un’applicazione dell’ordinamento al tempo stesso efficace nei confronti dei cittadini ed equanime nei confronti dell’attività di impresa e delle sue prerogative43. All’interno di questa cornice, di seguito si fornisce il dettaglio dei provvedimenti adottati da Agcom nel periodo di competenza in materia, in particolare, di comunicazione commerciale audiovisiva (pubblicità del gioco con vincite in denaro, affollamenti pubblicitari, televendite relative a servizi di cartomanzia e gioco del lotto), e, in generale, sugli obblighi di programmazione sia a livello nazionale, sia a livello locale, nonché in ordine all’obbligo di conservazione delle registrazioni dei programmi da parte di emittenti locali”.
 
In materia di pubblicità del gioco con vincite in denaro, le attività di monitoraggio svolte d’ufficio hanno fatto emergere in capo a Google Ireland una condotta che, all’esito della fase istruttoria (delibera n. 541/20/Cons), ha comportato l’irrogazione di una sanzione di 100mila euro, per violazione dell’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. Nel provvedimento assume particolare rilievo la circostanza per cui, relativamente ai servizi di indicizzazione e promozione online, in assenza di indicazioni specifiche nella fonte di rango primario, l’ambito di applicazione dell’art. 9 debba necessariamente essere individuato alla luce del consolidato principio di 'destinazione del servizio' a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi. Ciò anche ai sensi del Regolamento (Ue) n. 2019/1150 che reca disposizioni in materia di motori di ricerca e che si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online".
 
GLI INDICATORI DELL'AZIONE REGOLAMENTARE - “L’azione dell’Autorità all’interno dell’ecosistema digitale si svolge principalmente in due ambiti interrelati tra loro: i servizi di comunicazione online (comunicazioni interpersonali, media e servizi postali) e i servizi online offerti da intermediari, comprese le piattaforme, e motori di ricerca”, si legge ancora nella Relazione dell'Agcom.
“Nel primo ambito si possono far rientrare le competenze fondanti esercitate dall’Autorità, in virtù del quadro regolamentare dei tre diversi comparti, che negli anni è stato aggiornato estendendosi progressivamente a nuovi servizi e nuovi attori di mercato, che soddisfano attraverso internet i bisogni di comunicazione degli utenti.
Nel secondo ambito si collocano innanzitutto le competenze attribuite all’Agcom in materia di pubblicità online, le quali, all’interno della disciplina dei servizi media , rappresentano un’area che ha impatto non solo sul pluralismo dell’informazione, ma anche più in generale sugli assetti dei mercati online. Inoltre, da quest’anno si aggiungono le competenze attribuite all’Autorità in materia di applicazione del Regolamento Platform to business che riguardano servizi di intermediazione online e motori di ricerca.
In ultimo, vi è una serie di attività regolamentari e di vigilanza relative ai servizi online che afferiscono alla tutela dei diritti digitali (il diritto d’autore online), degli utenti (attività in materia di secondary ticketing, di divieto di pubblicità del gioco a pagamento, di classificazione delle opere destinate al web e ai videogiochi) e dei diritti fondamentali dell’individuo (attività di vigilanza e monitoraggio del dibattito pubblico online).
Definito l’ambito di intervento, gli obiettivi del regolatore nel settore sono riconducibili principalmente alla tutela del pluralismo e dei diritti di rilevanza costituzionale e alla tutela degli utenti e delle categorie più deboli attraverso l’applicazione delle nuove competenze rivolte alle piattaforme online. In tal senso, uno dei nuovi obiettivi strategici individuati dall’Autorità per la programmazione delle proprie attività nel prossimo triennio è volto ad assicurare l’efficace applicazione dei nuovi Regolamenti dell’Unione europea sulle piattaforme e i servizi digitali. Una prima osservazione riguarda l’evoluzione della concentrazione nel settore della pubblicità online. Al riguardo, i dati degli ultimi 6 anni mostrano un livello di concentrazione costantemente elevato, con i primi 4 operatori che detengono tra il 68 percento e il 73 percento circa del mercato nell’arco temporale.
Tale tendenza rientra in quella più generale che vede le piattaforme acquisire strutturalmente potere di mercato in molti ambiti; in particolare, se si osserva l’andamento delle quote del leader nei servizi di motori di ricerca, con riferimento all’Italia, si nota come la posizione del primo operatore (Google Search nello specifico) sia di assoluta preminenza, rappresentando stabilmente nell’ultimo quinquennio tra il 95 percento e il 96 percento del relativo segmento di mercato. La concentrazione costituisce un elemento che l’Autorità monitora con attenzione in primis per i suoi potenziali effetti sul pluralismo dell’informazione. In particolare, gli investimenti pubblicitari online sono per la stragrande maggioranza acquisiti dalle piattaforme, che hanno circa l’82 percento del totale ricavi pubblicitari nel 2020. In particolare, le piattaforme gestiscono solitamente la vendita dei relativi spazi, mentre gli editori tradizionali sempre di più dipendono dalle medesime piattaforme per l’intermediazione pubblicitaria delle proprie inventory. Tale squilibrio di posizioni determina un rischio per il finanziamento dell’informazione che è primariamente prodotta proprio dai media tradizionali”.

 

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