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Sbc Digital Italia: uno sguardo al futuro, dedicato ai lavoratori del settore

  • Scritto da Alessio Crisantemi

All'indomani del nuovo evento di riferimento per l'industria italiana del gaming, qualche riflessione sulle motivazioni che hanno portato alla sua nascita e sui contenuti emersi. 

 

 

Si è appena concluso Sbc Digital Italia: il nuovo appuntamento dedicato all'industria italiana del gioco pubblico organizzato da Gioco News ed Sbc - Sports Betting Community, società leader nell'organizzazione di manifestazioni di gaming in tutto il mondo. Un evento fortemente voluto – e, diciamolo pure, anche particolarmente atteso, vedendo i numeri che caratterizzano questa prima edizione – nel quale le due organizzazioni hanno fortemente creduto, fin dal primo momento.
E' stato un lungo e duro lavoro per mettere insieme questo evento così ricco e articolato (i cui contenuti, peraltro, possono essere ancora visionati sul sito ufficiale dell'evento, con tutti i video disponibili in modalità “on demand” e gratuita) che ha richiesto uno sforzo notevole, soprattutto in tempi di pandemia, ma che abbiamo fatto con determinazione. Convinti che il settore italiano del gaming meritasse un evento in grado di rappresentare al meglio l'intera filiera, in tutte le sue declinazioni, supportandola verso il percorso di riforma e riorganizzazione che dovrà intraprendere nei prossimi mesi: e di cui ovviamente si è parlao ampiamenti nei due giorni di lavori. E lo abbiamo fatto con un parterre d'eccezione e di altissimo livello, che ha visto la partecipazione di ospiti illustri e di alto profilo, appartenenti al mondo della politica, delle istituzioni e delle imprese. A partire dal rappresentante del Ministero dell'Economia e delle finanze, Federico Freni, che ha delineato il processo di riforma del settore e le prossime iniziative legislative, passando anche per il Vice Direttore generale dell'Agenzia delle Dogane, Alessandro Canali insieme a rappresentanti del Ministero dell'Interno, delle Politiche Agricole – visto che si è parlato anche di ippica – ma anche di Sogei, Interpol, Coni e tanti altri ancora.

Ma quello che piace altrettanto sottolineare è l'ampia partecipazione da parte dell'industria, rappresentata – possiamo dirlo – nella sua totalità e pure nella sua complessità. Dalle più grandi aziende del comparto, che magari abbiamo anche difficilmente visto riunirsi attorno allo stesso tavolo, a quelle meno famose all'estero o all'esterno, ma che rappresentano comunque la forza di questo settore e, molto spesso, anche l'eccellenza.
E se in premessa abbiamo parlato di un evento “dedicato” all'industria del gaming, l'espressione non era affatto causale. Perchè ciò che vogliamo è che tutti i lavoratori di questo straordinario comparto si possano sentire adeguatamente rappresentati e magari – una volta tanto – pure orgogliosi del lavoro che fanno, anche all'esterno. Tra gli obiettivi degli organizzatori dell'evento c'è sempre stato quello di voler descrivere al meglio questo settore, così importante e pure strategico per il paese, ma ancora guardato con diffidenza.

Ebbene, con il nuovo Sbc Digital Italia, che vuole avere ed avrà anche vita futura, sviluppandosi anche in altre e ulteriori modalità - che presto vi sveleremo – si è cercato di proporre l'industria italiana in modo diverso, andando ad esaltare quelle che sono le sue peculiarità e le sue virtù, ancora ignorate, pur essendo decisamente importanti e degne di nota. Si pensi, per esempio, al ruolo che ha l'industria del gaming nel contrasto alle frodi sportive, di cui ci siamo occupati in un panel dedicato, (e di altissimo livello, sotto l'abile conduzione di un esperto come Ludovico Calvi, presidente di Glms), a quello che ricopre – a livello internazionale – dal punto di vista regolamentare: visto che l'Italia, è bene ricordarlo, rappresenta un autentico faro per gli altri paesi proprio per i successi raggiunti in termini di regolazione del gioco. Anche se solo in pochi lo sanno, al di fuori del comparto: un motivo in più per ricordarlo e sottolinearlo, come abbiamo cercato di fare nel panel a cui hanno partecipato i regolatori di Olanda, Francia e Canada, oltre a quello italiano, guidati da un esperto come Francesco Rodano, Chief Policy Officer di Playtech ma con un lungo passato all'interno dei Monopoli di Stato.
Sono questi, dunque, i valori che abbiamo voluto rappresentare e diffondere attraverso l'evento e che intendiamo continuare a divulgare: per spiegare alla politica, alle istituzioni e a tutti gli stackeholder, che non siamo di fronte soltanto a un industria “delicata” me in grado di movimentare tanti denari, ma che abbiamo a che fare con un vero comparto industriale. Che merita dignità, certezze e una visione futura. Per questo il titolo dell'evento era: “Il futuro del gaming in Italia”. Un titolo semplice, non c'è dubbio, ma tutt'altro che banale. Perché il futuro bisogna scriverlo adesso e questo evento ha voluto essere - e sarà - il nostro contributo concreto per favorirne una stesura coerente e finalmente sostenibile.

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