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Cassazione: 'Il conto gioco fa reddito, ed entra nell'Isee'

  • Scritto da Daniele Duso

La Corte di Cassazione chiarisce che le somme di un conto gioco rientrano tra i redditi mobili da dichiarare.

La sentenza della Corte di Cassazione, la numero 29706, è arrivata l'8 giugno scorso. Nonostante per il reddito di cittadinanza sia richiesto il calcolo dell'Isee, e che nei moduli non compaia alcuna indicazione che faccia pensare al dover indicare un conto gioco, secondo gli ermellini le somme depositate in un conto gioco fanno comunque parte del patrimonio mobiliare, e vanno dichiarate. 

Il caso era stato portato a galla da un cittadino che si era visto contestare il reato di cui all'articolo 7 del Dl. n 4/2019, che al comma 1 prevede anche la reclusione da due a sei anni per chi fornisce informazioni false o incomplete nell'autodichiarazione necessaria per la richiesta del reddito di cittadinanza. Un reato del quale il cittadino dovrà ora rispondere in pieno, similmente a quanto accaduto nei giorni scorsi alla 64enne di Ascoli, che si è vista togliere il reddito di cittadinanza per non aver dichiarato una vincita al gioco.

Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, invece, come riporta il portale fiscoetasse.com, a mettere nei guai il cittadino sono state le somme accumulate nel conto gioco. Secondo la corte di Cassazione il giudice della tribunale d'Appello che ha emesso la condanna ha seguito "un itinerario logico" secondo "un percorso motivazionale contraddistinto da coerenza ed esaustività", indicando quindi che nel patrimonio mobiliare da dichiarare vanno inserite tutte le consistenze mobiliari che sono in effettiva disponibilità del contribuente, come anche un conto gioco. Anche se il conto è depositato su sulla piattaforma di una società straniera (come nel caso specifico), quindi fuori dal territorio nazionale, la somma è pur sempre assimilabile, per caratteristiche e funzionalità, ad un conto corrente o ad una carta di credito.

La difesa aveva provato a sostenere che l'indicazione del conto gioco non era espressamente prevista dalla modulistica necessaria alla richiesta del reddito di cittadinanza. Anche volendo assimilare il conto gioco ad un conto corrente, secondo il legale del cittadino incriminato, non sarebbe stato comunque possibile fornire la giacenza media anno richiesta dal modulo, essendo un dato tre società di gioco non forniscono.

Di diverso avviso dunque la Corte di Cassazione che ha confermato la sentenza del Tribunale d'appello, la quale aveva disposto anche il sequestro preventivo di una somma di circa 10mila euro al titolare del conto gioco.

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