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Covid e Green pass, Fipe: 'No a nuove misure restrittive per le imprese'

  • Scritto da Redazione

La Federazione italiana dei pubblici esercizi interviene sull’estensione del Green pass e auspica che non ci siano più misure restrittive anti-Covid a carico delle imprese.

“In questo nuovo quadro, non sarebbe civile ipotizzare un solo ulteriore giorno di limitazioni delle attività dei pubblici esercizi. Il nostro settore ha già pagato un prezzo altissimo nei mesi delle chiusure e delle zone 'colorate'; proprio negli ultimi mesi, poi, abbiamo riaperto dando un contributo decisivo all’utilizzo e all’implementazione del Green pass, sostenendo con forza la stessa campagna di vaccinazione”.

Parola di Lino Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio, che così entra nel dibattito in corso sulla vaccinazione nei luoghi di lavoro e sull’estensione dell’utilizzo del Green pass, registrando con preoccupazione, da una parte, il ritardo nel cambiamento delle regole che disciplinano il livello del rischio sanitario nelle zone del Paese e, dall’altra, l’imminente ripartenza di tutte le attività e l’impatto che questa avrà sulla curva dei contagi.

 

L’organizzazione comparativamente più rappresentativa dei Pubblici esercizi italiani avanza tuttavia una richiesta come priorità ineludibile: la fine della stagione delle misure restrittive a carico delle imprese, fra le quali si annoverano anche quelle di gioco, fra le più penalizzate di tutte, con oltre 10 mesi di lockdown subito fra il 2020 e il 2021.
 
Dopo 18 mesi di pandemia, 2 mesi di lockdown totale, nove mesi di campagna vaccinale e un lunghissimo periodo di limitazioni alle attività in diversi comparti (alcuni dei quali, come le discoteche, non ancora operativi), secondo la Federazione “sarebbe incomprensibile e irragionevole, nel caso del probabile peggioramento del quadro sanitario, riportare indietro le lancette dell’orologio, riproponendo le solite limitazioni alle solite imprese, in primis proprio ai pubblici esercizi”.
 
Ecco, quindi, l'affondo di Stoppani: “Oggi se tanti cittadini, tra cui 4 milioni di over 50, scelgono ancora di non vaccinarsi, il peso di questa scelta non può gravare sulle spalle delle attività economiche già provate da una lunghissima crisi. Si parla oggi di obbligatorietà, estensione del Green pass, nuovi provvedimenti: noi diciamo che servono scelte rapide, coraggiose ed eque; rapide perché i rischi sanitari permangono, coraggiose, perché il Green pass sia esteso anche ad altri ambiti, ed eque perché non devono impattare su chi, persone e imprese, ha già responsabilmente fatto la propria parte”.
 
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