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Amusement, nasce Andimepa: 'Il nostro è commercio, non gioco'

  • Scritto da Daniele Duso

L'Associazione nazionale distributori meccanici piccolo amusement presenta il suo direttivo e ribadisce con forza il suo settore di appartenenza.

"I distributori meccanici/automatici sono strumenti di commercio e non di gioco". Così l'Andimepa, l'Associazione nazionale distributori meccanici piccolo amusement che si presenta domani, 26 ottobre, nel corso di una call conference su Zoom. Nel corso della conferenza verrà presentato il consorzio, partendo dalla spiegazione di "cosa significa Andimepa e le sue finalità", quindi la presentazione del direttivo e dei collaboratori, le collaborazioni con le riviste di settore, e la spiegazione di quelli che sono gli obiettivi del Consorzio oltre alla spiegazione dell’iter per certificare le macchine nel caso in cui la normativa non venisse modificata, ma si parlerà anche di tassazione e di altre eventuali problematiche.

"L’obiettivo principale", spiega il nuovo consorzio in una nota, "è di far capire, una volta per tutte, che i distributori meccanici/automatici sono strumenti di commercio e non di gioco (le nostre macchine, che sono nel mercato da oltre cinquant’anni, nulla hanno avuto mai a che vedere con il gioco d’azzardo o la ludopatia), per cui uscire in modo definitivo da Adm e, a tutto titolo appartenere al mondo del commercio il cui Ministero è quello dello Sviluppo Economico".

L'intento del consorzio, che sarà guidato da Giorgio Bosa, è quello di unire il settore per affrontare con un peso specifico diverso la nuova riforma del settore del gioco. "Vorrei proporvi la creazione di un Consorzio (non è una associazione) che serva a creare 'massa critica' ed arrivare all’obiettivo che vorremmo prefiggerci: essere invitati nei tavoli di lavoro ministeriali e non, dove si decidono le normative del nostro settore portando la nostra ultradecennale esperienza; creare la nostro interno un supporto legislativo e fiscale per risolvere le varie problematiche che nessuna Associazione, fino ad ora, ha voluto prendersi carico delle nostre istanze ma, al contrario, si sono appropriati dei nostri 'numeri' per le loro finalità escludendoci nel condividere le iniziative".

Il percorso dovrebbe portare all'apertura di un tavolo tecnico con l'Agenzia delle entrate, così come nel 2016, ricorda ancora la nota, "quando con l’aiuto dell’avvocato Maurizio Crisanti abbiamo aperto un tavolo tecnico con la Direzione Generale dell’Agenzia delle Entrate di Roma trovando dei funzionari preparati i quali, capendo il problema, ci hanno ascoltato e da quella riunione è scaturita la risoluzione 116/E del dicembre 2016".

A distanza di qualche anno, infatti, la situazione sembra esserci nuovamente complicata, e in vista della riforma generale del settore del gioco si rende necessaria una presa di posizione. "Oggi ci troviamo nuovamente a combattere con la burocrazia, per cui, oggi più che in passato, serve l’unione. Questo consorzio sarà di tutti noi ed avrà l’onore e l’onere di interloquire tra il noleggiatore e i vari ministeri ed uffici preposti, potrà aprire un tavolo tecnico con i funzionari statali in quanto non è possibile farlo da semplice cittadino o come azienda privata".

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