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Ribaudo (Viminale): ‘Italia apripista nel contrasto al match fixing’

  • Scritto da Ac

Alla due giorni promossa dal Consiglio d’Europa, Ribaudo (ministero Interno) sottolinea il ruolo dell'Italia nel contrasto al match fixing.

Roma – “Mi piace sottolineare come l’azione normativa sviluppata dal Legislatore italiano sia stata anticipataria rispetto a quella poi compiuta dal Consiglio d’Europa attraverso la convenzione di Macolin. Si tratta di un percorso molto importante che ricalca quel percorso virtuoso proposto e promosso qui oggi attraverso un approccio olistico da adottare sul tema dell’integrità dello sport”.


Così Roberto Ribaudo, rappresentante del ministero dell’Interno italiano e direttore della Divisione crimini economici e finanziari dell’ufficio centrale nazionale dell’Interpol, interviene oggi, 6 dicembre, nella tavola rotonda dedicata al match fixing all’interno della due giorni promossa dal Consiglio d’Europa e in corso di svolgimento a Roma fino a domani.

Ribaudo, oltre a descrivere dettagliatamente il sistema di intelligence e di repressione adottato in Italia, sottolinea l’evoluzione nel tempo, fino al giorno d’oggi, delle attività e delle strutture organizzative che hanno consentito di creare un modello di riferimento a livello internazionale. “Dalla raccolta delle informazioni e all’analisi si è passati al coordinamento delle attività operative con la rappresentanza degli organismi delle forze di polizia italiana, ivi compresa la Guardia di finanza che svolge un compito fondamentale, insieme al gruppo di lavoro del Viminale e quello dell’Interpol. La Guardia di finanza è fondamentale perché rappresenta l’occhio principale dello Stato focalizzato sulle attività di riciclaggio e sul mondo della criminalità organizzata ed è spesso proprio attraverso il focus sul riciclaggio che emergono molti illeciti che hanno a che fare con il match fixing”.
 
Ribaudo evidenzia anche il ruolo del gioco pubblico e del regolatore: “Dallo scorso anno è stato anche istituito il Comitato cosiddetto Copregi – spiega - che ha lo scopo di connettere e coordinare le forze di polizia con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e permette di condividere le informazioni e le attività di contrasto delle scommesse illegali e del match fixing”.
Conclude evidenziando come “l’attività di polizia svolta fino ad oggi è molto efficace nelle azioni di contrasto contro le scommesse illegali ma queste attività di repressione derivano da indagini condotte a livello generale e questo significa che adesso si può ulteriormente migliorare in questo ambito di attività attraverso un focus diretto e specializzato”.
 
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