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Grassi (Swg): 'Gioco, scenario complesso che ha bisogno di regole'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Riccardo Grassi, direttore di ricerca di Swg, presenta i risultati della ricerca condotta sul gioco assieme a Igt.

"Quando si parla di gioco abbiamo tre approcci: patologico-non patologico, legale-illegale, fisico-virtuale". Lo sottolinea il direttore della ricerca di Swg, Riccardo Grassi, nel presentare, nell'incontro virtale  promosso da Formiche.it "Il gioco buono - Il punto di vista degli enti locali", i risultati della ricerca condotta sugli stessi assieme a Igt.

Grassi evidenzia come gli intervistati abbiano avuto diversi approcci, e come il gioco sia una "questione divisiva" e che "le informazioni sul gioco appaiono frammentate e incomplete", mentre alcuni attori sulla scena assumono delle posizioni "anche ideologiche, per esempio parlando di gioco d'azzardo".

Inoltre, esso "chiama in causa elementi di ordinamento istituzionale, economiche, di finanziamento dello Stato, ma anche di diritto d'impresa, di libertà individuale e di tutela dei soggetti deboli".

Dopo aver evidenziato i cambiamenti causati dal lockdown, ossia la diminusione delle giocate e l'aumento del gioco online, Grassi sottolinea anche i cambiamenti nel lungo periodo: "la transizione dal punto di gioco fisico alle piattaforme digitali e la riduzione dell'interesse per i giochi con vincita differita. Questo spostamento rappresenta un elemento chiave nella gestione dei giochi e delle dinamiche regolative, ma anche un elemento di cricitità, in quanto riduce la capacità di cotnrollo tradizionale sui soggetti maggiormente a rischio di comportamenti patologici".

Grassi evidenzia inoltre come quello del gioco sia un "sistema normativo complesso e in continua evoluzione, negli ultimi dieci anni ci sono stati molti interventi regolativi volti essenzialmente a limitare l'accesso nell'ottica del contrasto della ludopatia delle difesa delle categorie più deboli, ma anche mirati a regolare le nuove tipologie di gioco".

"Il ruolo dell'ente locale è importante, può definire orari e distanze, può fare azioni di sensibilizzazione e di riparazione".

Quanto alle sfide del riassetto del settore, dalla ricerca emergono tre direttrici del riordino: "regolare l'offerta e le modalità di accesso; monitorare e constrastare illegalità e gioco patologico. Alla radice del riodino c'è la ricerca di un complesso equilibrio, evitando che un diritto si trasformi in una patologia, e dunque occorre mantenere il cuore di una regolamentazione a livello nazionale".

Tra le proposte degli enti locali c'è l'obbligo di tracciamento dei giocatori, il mantenimento del divieto di pubblicità, la riduzione dei punti di gioco, mentre sulla gestione dei ricavi emergono tre scenari: "il rifiuto di qualsiasi condivisione dei ricavi generati dai giochi; il finanziamento delle attività di prevenzione e riparazione sul Gap (visione più condivisa); il finanziamento di attivitùà sportive e culturali a livello territoriale. Ci troviamo di fronte a sistema complesso che ha un eccesso palese di regole, ma è anche in profondo cambiamento, il rischio di non trovare un sistema regolativo efficace è che i problemi prendano il sopravvento".

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