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Manovra in corso nell’autunno caldo del gioco pubblico

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Mentre parte l'iter che porterà entro il mese prossimo all'approvazione della manovra per il 2022, si attendono le misure sui giochi mentre la commissione avvia i lavori.

 

E' una stagione particolarmente "calda" e ricca di contenuti quella che sta vivendo in questi giorni l'industria del gaming, su vari fronti. Mentre ha preso il via la classica volata d’autunno che mette al centro dell’agenda politica la manovra economica, destinata a cannibalizzare ogni altro dibattito o iniziativa, dentro e fuori al parlamento. E come tradizione vuole (almeno in Italia), il momento è destinato a rivelarsi fatidico anche per il comparto del gioco pubblico. O, almeno, così ci si aspetta, in seguito alle varie promesse avanzate dal governo e alle conseguenti aspettative create nell’industria, riguardo ai presunti o possibili processi di riforma, annunciati in varie occasioni. Con l’ultima uscita pubblica del nuovo sottosegretario all’economia con delega ai giochi, Federico Freni (la prima, peraltro, in seguito alla nomina ufficiale), che pur rincuorando gli addetti ai lavori grazie a all’estrema franchezza e a un’evidente competenza, è riuscita ad infondere un clima di notevole fiducia rispetto al futuro; in un momento di ripartenza comunque difficile e pieno di insidie - dal green pass alle varie restrizioni - da cui l’industria sembra comunque trovare nuove energie, in attesa di quello slancio che, sperabilmente, potrà essere portato soltanto da un vero e proprio Riordino. Ammesso che possa davvero arrivare: visto che, come ha tenuto a precisare lo stesso sottosegretario, sul punto è il Parlamento ad essere sovrano e dovrà quindi esserci una volontà estesa all’interno delle camere e delle forze di maggioranza per poter arrivare alla quadratura del cerchio.

Ma è pur sempre un inizio: e il fatto di sapere che c'è la volontà – e non solo l'esigenza - di intervenire nei confronti del settore, su vari fronti, è già in sé una buona notizia. Come pure un altro inizio significativo e un'altrettanto buona notizia sono rappresentanti dall'avvio dei lavori della Commissione di inchiesta sul gioco che prendono il via in questi giorni proprio con l'audizione del sottosegretario. A cui dovrebbe dar seguito quella del direttore generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna: anche se, in questo caso, il condizionale è d'obbligo, in seguito al grande sconvolgimento delle ultime settimane dovuto al licenziamento in tronco del suo ex vice, Alessandro Canali, che ha portato il direttore davanti al Tribunale del lavoro. Ma questa è un'altra storia, anche se gli effetti potrebbero ricadere negativamente sul comparto, quanto meno provocando rallentamenti nei vari processi. Come hanno dovuto già sperimentare gli addetti ai lavori del settore dell'intrattenimento, che si sono visti slittare più e più volte l'incontro fissato con l'Agenzia proprio per la mancanza del direttore generale.

In realtà la soluzione che si attende, in questa fase, è per lo più politica e come già detto dovrà essere redatta da governo e parlamento attraverso una riforma. A un livello più alto, poiché precedente, rispetto a quello in cui opera il regolatore, il quale peraltro ha già fornito in più di una sede il suo contributo, da un punto di vista tecnico e operativo, in vista di un riordino. Suggerendo vari interventi di cui l'intera filiera sente la necessità. Partendo dal superamento della questione territoriale e arrivando anche a un “migliore coordinamento con il sistema bancario”, sottolineato dallo stesso Minenna, annunciando l'avvio di un tavolo con l'Abi, passando per un processo di razionalizzazione e semplificazione dove Adm intende fare la sua parte, cioè quella di organo tecnico, contribuendo alla scrittura di un testo unico sui giochi, di cui si sente sempre più l'esigenza. E ora, finalmente, sembrerebbero esserci anche tutti i presupposti, con la prossima legge di bilancio che potrà indicarci presto se sarà davvero questa la volta buona.

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