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Dal riordino alla delega: la nuova chimera del gioco pubblico

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Il governo annuncia (di nuovo) il riordino del settore dopo la “scomparsa” delle misure ipotizzate in Legge di Bilancio: e la nuove delega è la nuova chimera.

Non un abbandono, bensì un approfondimento. Per una messa a punto generale del comparto che mira a portare una soluzione stabile e definitiva a tutti i problemi esistenti e persistenti ormai da troppo tempo. E' così che deve essere interpretato il “mancato” intervento del governo sul settore del gioco pubblico in Legge di Bilancio 2022, dopo che lo stesso esecutivo aveva annunciato di voler intervenire proprio in quella sede con alucne misure ad hoc, per prorogare le concessioni vigenti e ormai prossime alla scadenza, oltre ad avviare un percorso di ipotetico riordino. Salvo poi attuare un clamoroso “dietro-front”, che aveva spiazzato completamente gli addetti ai lavori del comparto, gettando l'intera filiera nel più totale sconforto, dopo mesi di attesa e di nuove illusioni. Come detto, però, non si tratta di un ripensamento, bensì di un potenziale rilancio, come ha voluto precisare il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, Federico Freni, nel suo intervento al convegno Gli Stati Generali del Diritto, organizzato da Luiss con il sostegno dell'Associazione Alumni Luiss nell'occasione della Festa della Rivista “Diritto di Internet”, in cui ha annunciato di aver predisposto una legge delega specifica per i giochi, che – parole sue - “dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già a gennaio”. Freni ha anche aggiunto che la nuova regolamentazione del gioco pubblico ci sarà e che non rimarranno soltanto parole (come molti iniziano a pensare e, soprattutto, a temere), con il governo che ha voluto soltanto prendere più tempo per evitare un intervendo frettoloso che si sarebbe tradotto inevitabilmente come un qualcosa di “imperfetto e insoddisfacente”. Annunciando quindi, al contrario, la volontà di voler approfondire tutti i temi “caldi” del settore ascoltando le categorie, prima che la delega approdi in parlamento. Ma c'è di più. Il sottosegreatario è scenso anche più sul tecnico, sottolineando anche la volontà di prevedere una nuova regolamentazione del comparto che tenga conto di quella ormai vetusta separazione tra gioco fisico e gioco online, che non sembra aver più ragione di esistere oggi, soprattutto all'indomani della pandemia, parlando del “fenomeno gioco” come “complesso e unitario", in virtù del quale "chi vuole giocare trova il modo di farlo online o in modo fisico".

Un chiaro riferimento al fenomento, ben noto agli operatori del comparto, dei cosiddetti “Pvr” (Punti vendita ricariche), che rappresentano una forma di ibridazione tra i due canali di gioco, oggi sempre più in voga: pur trovandosi in una sorta di limbo normativo, che il legislatore è chiamato inevitabilmente a risolvere, per dare stabilità e futuribilità al settore e mantenere l'intera offerta (e domanda) di gioco all'interno della legalità. E se in molti operatori considerano oggi le necessità di trovare una disciplina sostenibile per i Pvr, in modo da garantire la sopravvivenza di alcuni punti vendita e varie aziende alle prese con la transizioni verso l'online, a rincuorarli sono le ulteriori parole del sottosegretario che ha spiegato come “Non ci sarà un concerto regolatorio che non abbia previsto audizioni di tutta la categoria". Lasciando chiaramente intendere che nessuno sarà escluso da questo processo di riorganizzazione del settore, che sembra preannunciare una sorta di “Riordino 2.0”. Purché non rimangano soltanto parole, proprio come tutte le precedenti (annunciate) versioni del riordino. Ma se il primo traguardo del nuovo esecutivo doveva essere quello delle Legge di Bilancio per la realizzazione della riforma dei giochi, il cambio di rotta durante la corsa ha spostato la linea di arrivo da dicembre a gennaio, con la nuova legge delega che rappresenta oggi una nuova Chimera. Impossibile infatti non notare come anche questo passaggio era già stato non solo annunciato, ma anche realizzato, da un precedente governo e da un altro parlamento, ma con lo stesso risultato ottenuto dal riordino, o poco più: facendo cioè rimanere il piano di riforme diligentemente delineato da tecnici e parlamentari sulla carta, senza mai trovare alcun approdo normativo per la maggior parte dei temi individuati. Per un altro film già visto dagli addetti ai lavori. Ma a quell'epoca era il 2014 e le circostanze politiche e generali in cui si trovava il paese erano completamente diverse: fra pochi giorni sarà arrivato il 2022 e il governo, come l'intera nazione, sarà alle prese con una ricostruzione generale e un cantiere di riforme molto più ampio e globale come quello allestito dal Pnrr, all'interno del quale potrebbe trovare posto, o almeno spazio, anche quella del gioco pubblico. O, almeno, questa è la nuova speranza degli operatori e la nuova promessa dell'esecutivo. Da parte nostra, non rimane che restare a guardare, proseguendo instancabilimente con il tradizionale lavoro di fact-checking, necessario per evitare che non venga mai abbassata la guardia nei confronti di un settore che è sempre più urgente e necessario riformare, e non (solo) per il bene della filiera, ma per l'interesse comune, ovvero per la salvaguardia della legalità, della sicurezza e della salute pubblica.

 

(Nella foto: la Chimera di Arezzo, 400 Ac, Museo Archeologico Nazionale di Firenze)

 

 

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