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Anno nuovo, vita vecchia (ma solo per ora)

  • Scritto da Alessio Crisantemi

È iniziato il nuovo anno ma la musica è la stessa per il gioco pubblico, in attesa della svolta.

Il 2022 comincia come tanti altri anni precedenti per gli addetti ai lavori del comparto del gioco pubblico: tra grandi attese e nutrite speranze, augurandosi di poter vedere presto arrivare una riforma generarle del comparto. Aspettando cioè quell’ormai fantomatico “riordino” di cui si parla da troppo tempo, senza mai vederlo arrivare davvero. Solo che stavolta, a differenza delle precedenti, il governo sembra averci davvero “messo la faccia”, come si usa dire in questi casi, dimostrando di avere la piena conoscenza di tutte le esigenze della filiera, oltre a quelle di tutte le altre parti in causa; nonché di avere la volontà di intervenire, annunciando un lavoro di concertazione che dovrà coinvolgere il parlamento oltre alle varie categorie. Per una prima e importante distinzione, almeno nelle premesse, su come ci si trova ad affrontare questa nuova stagione rispetto alle precedenti.

Anche se la vera differenza rispetto al passato è che questo anno è iniziato - una volta tanto - senza dover fare i conti con le novità normative inserire nella nuova manovra finanziaria che, come nelle peggiori tradizioni, negli ultimi anni aveva abituato gli operatori a dover subire restrizioni o misure di carattere proibizionista o comunque “punitivo”, mentre ora si parla di altro. Ed è già un risultato, volendo essere ottimisti.

Continuando a guardare il futuro dalla parte piena del bicchiere, peraltro, non si può non notare la discontinuità più forte rispetto all’anno precedente: che pur essendo comunque accomunato a quello attuale da un avvio fortemente condizionato dalla pandemia, risulta comunque ben diverso per gli addetti ai lavori, ricordando che un anno fa le saracinesche dei locali era tutte abbassate e proprio nel periodo di maggiori incassi, qual è il Natale, rimanendoci peraltro per un intero semestre. Mentre oggi i locali pubblici sono tutti aperti, senza eccezioni. Grazie allo strumento del “green pass”, divenuto anche “super” nel tempo, che pur avendo condizionato fortemente le nostre esistenze creando non pochi disagi, ha comunque risolto a monte gran parte dei problemi di tutti gli attori economici, consentendo comunque alle attività di poter lavorare, sia pure in modo diverso da prima.

Se c’è una cosa che la pandemia ha insegnato agli operatori del gioco ma anche a tutti gli altri cittadini, politici compresi, è che nulla può essere dato per scontato al giorno d’oggi e tutti devono essere pronti al cambiamento: ed è proprio questo, forse, il messaggio più importante che ci è stato consegnato dal 2021 e all’insegna del quale si dovrà affrontare questa nuova stagione. preparandosi a un cambiamento che, in Italia, potrebbe essere anche piuttosto radicale: tra la rivoluzione (politica ed economica, ma anche culturale) promessa dall’attuazione del Pnrr, passando per le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica che potrebbero portare anche a un nuovo governo, durante i prossimi dodici mesi, promettendo in ogni caso dei nuovi equilibri, dentro e fuori al parlamento. Proprio mentre il comparto dovrà ricercare un nuovo equilibrio, nel percorso di riforma che tutti si augurano di dover (e poter) affrontare.

Nulla è cambiato, dunque, ma stavolta succede affinché tutto possa cambiare: invertendo il paradosso gattopardiano che ha fin troppo caratterizzato il passato del settore e dell’intero paese.

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