Enada, De Bertoldi (Lega): ‘Riordino del gioco sia equo’

Scritto da Fm
Dal palco di Enada il deputato De Bertoldi (Lega) rimarca l’esigenza del dialogo per un riordino del gioco che tuteli Pmi italiane, Erario e salute.

C’è stato il riordino del gioco, e non poteva essere altrimenti, al centro dell’evento inaugurale della 38esima edizione di Enada, in agenda alla Fiera di Rimini dal 17 al 19 marzo.

Fra gli interventi sull’argomento si segnala quello di Andrea De Bertoldi, deputato della Lega, e spesso in prima linea nella difesa del settore, con tante prese di posizione in suo favore in primis nei convegni.

Anche in questa occasione non è stato da meno, e dal palco della Vision Arena ha lanciato un messaggio preciso agli operatori, da lui definiti “due volte imprenditori eroi”.

Con una promessa: “Noi ci impegneremo, auspico in accordo, in dialogo anche con l’opposizione politica, perché questi sono temi che interessano al Paese, vanno discussi trasversalmente. Ci impegneremo perché quelle criticità e problematicità che potrebbero emergere non siano poi tante”.

Le criticità a cui il deputato leghista fa riferimento è la possibile creazione di un oligopolio nel mercato del gioco con i futuri bandi, quindi di una concentrazione delle concessioni nelle mani di pochi. A discapito delle piccole e medie imprese che sono l’ossatura del comparto da tanti anni, nonché baluardo di legalità sul territorio.

L’oligopolio potrebbe “spingere” un operatore titolare di entrambi i tipi di concessione a investire di più sul gioco online a discapito del terrestre, in virtù della tassazione più vantaggiosa. E quindi De Bertoldi evidenzia che di conseguenza lo Stato, cioè l’Erario, andrà a perderci, “perché invece che incassare tre incasserà uno. Allora, il primo interesse da tutelare da politico è che l’Erario non perda denaro a parità di gioco”.

L’altro problema, che poi comunque si riflette sull’Erario anche quello, è quello delle ludopatie. “Allora è evidente che un giocatore che gioca a rinchiuso nella propria stanza su uno smartphone può stare anche 24 ore a giocare, mentre chi viene in un luogo fisico ha comunque un sistema di controllo certamente diverso”, puntualizza il deputato.

Tutte queste criticità, già portate all’attenzione del Governo, del legislatore e del viceministro all’Economia e alle finanze Maurizio Leo, si riflettono su 150.000 posti di lavoro, su migliaia di imprese, e soprattutto sull’Erario, “che vuol dire sostenere il welfare, la sanità, le infrastrutture, vuol dire parlare di 12-13 miliardi, che non possono venire meno in un bilancio dello Stato che già soffre”.