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Sogei: 'Tecnologie digitali fulcro dell'innovazione della Pa'

  • Scritto da Redazione

Oggi, 22 ottobre, si è svolto il Bootcamp conclusivo della strategia di Open innovation Sogei 2019-2020 per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione.

“Il successo di questo evento è la dimostrazione di come, anche in scenari complessi, sia possibile percorrere strade che conducono a profondi cambiamenti, favorendo lo sviluppo di un metodo strutturato per l’innovazione aperta nella Pubblica amministrazione. Un metodo costruito con una strategia in tre fasi: analisi della domanda di innovazione della Pubblica amministrazione (co-creation), consolidamento dell’offerta di innovazione (call4solution), incontro della domanda e dell’offerta di innovazione (Bootcamp). Un processo di innovazione realizzato sotto emergenza Covid-19 che ha dimostrato la nostra resilienza e la capacità di andare avanti. Sogei agisce l’innovazione per la Pa come change agent, come infrastruttura portante, a livello di execution e attraverso il nuovo ruolo di innovation procurement broker. In diretta e in modalità completamente digitale abbiamo potuto apprezzare l’engagement, l’eXperience e il networking con i nostri partner e clienti. Il nostro percorso, pianificato con una strategia chiara e una capacità realizzativa molto efficace, conferma il buono stato di salute del processo di innovazione e digitalizzazione della Pa e il suo successo rappresenta il punto di partenza per un cammino da replicare a partire già dal 2021-2023”.

 

Con queste parole Andrea Quacivi, amministratore delegato di Sogei, oggi 22 ottobre ha aperto i lavori dell’Open Innovation Bootcamp, terza e conclusiva tappa della strategia di Open Innovation Sogei 2019-2020 intitolata "Modelli e tecnologie digitali per l'innovazione della Pubblica amministrazione”.
 
All’evento digitale hanno partecipato Francesco Paorici, direttore generale di AgID, e H. Chesebrough, padre fondatore del paradigma di Open Innovation.
L’iniziativa ha visto la collaborazione di partner scientifici come Cnr-Istc e dei consorzi interuniversitari CiNI e Cnit.
 
La diretta si è svolta in modalità completamente digitale, con una sessione plenaria la mattina dedicata alla presentazione del paradigma di innovazione aperta e dei risultati della strategia di Open innovation 2019-2020, a cui è seguita una fase di lavori in cinque workshop paralleli (su cinque temi IoT, Cybersecurity, Intelligenza artificiale ed etica, CX, Cultura digitale e del cambiamento) e infine una sessione plenaria nel pomeriggio per la presentazione dei risultati raggiunti nei workshop stessi. Le cinque sessioni parallele sono state orientate a co-definire i requisiti tecnico-architetturali e funzionali di altrettanti progetti pilota basati su casi d’uso emersi nelle precedenti fasi della strategia di Open innovation.
 
Dopo la fase di analisi della domanda di innovazione della Pa (con una due giorni di co-creation nel 2019) e quella del consolidamento dell’offerta di innovazione (con una call for solution per Pmi innovative nel 2020), il Bootcamp, con un approccio learning-by-doing, ha avuto l’obiettivo di far incontrare il lato della domanda e dell’offerta per dare concretezza al percorso e “mettere a terra” cinque progetti pilota.
 
I partecipanti hanno dunque potuto assistere ad alcune testimonianze della Pa sull’importanza di adottare un paradigma di innovazione aperta e sono stati inoltre testimoni della nascita e sviluppo di quelle cinque soluzioni, che da oggi sono diventate progetti pilota di Sogei.
 
“Tutti abbiamo compreso, anche per via dell’emergenza sanitaria in corso, quanto sia importante avere a disposizione servizi online facilmente fruibili con pochi click ma la complessità non è sparita e va gestita bene da chi questi servizi li sviluppa e li eroga. Il bootcamp di Sogei va in questa direzione: le nuove tecnologie devono essere sperimentate, comprese e messe al servizio della trasformazione digitale per semplificare la vita a cittadini e imprese”, commenta Francesco Paorici, direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale a margine del bootcamp. “L’approccio di open innovation consiste proprio nell’accelerare la trasformazione digitale dell’amministrazione e creare nuovi mercati di innovazione. Nel piano triennale e con Smarter Italy andiamo in questa direzione, aprendo le sfide di innovazione a città e piccole municipalità nella maniera più ampia possibile, andando a coinvolgere anche Pmi, startup ed enti pubblici di ricerca” conclude Paorici, riferendosi al programma di open innovation del ministero dello Sviluppo economico, del ministero dell’Università e della ricerca e della ministra dell’Innovazione tecnologica e della digitalizzazione di cui AgID è soggetto attuatore.
 
La strategia di Open innovation Sogei ha sviluppato un metodo strutturato per fare innovazione nella Pa, nuove forme di coinvolgimento dei partner e soluzioni orientate alla Citizen eXperience, costruendo anche un “ecosistema a km-zero” con mondo accademico, Pa e imprese.
 
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