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As.Tro: 'Il gioco illegale sottrae alle tasse 23 miliardi di euro'

"Il livello raggiunto dal dibattito sul gioco pubblico si contraddistingue da posizionamenti di opinione (spesso anche di mera ideologia strumentale, ma pur sempre formalmente di pensiero) oramai chiari. Su di essi non è ora il caso di effettuare approfondimenti, bensì un tentativo di sottoporli ad una possibile convergenza di azione, posto che anche le persone che stanno dietro ai pensieri sono verosimilmente degli Italiani in perenne angoscia nell’analizzare le sempre meno felici condizioni economico finanziarie del nostro sistema-Paese (e di conseguenza delle casse pubbliche)". E' la posizione dell'avvocato Michele Franzoso del centro studi As.Tro.
"Indipendentemente dal fatto che uno ambisca all’abolizione (magari previa atroce sofferenza) del sistema legale di giocolegale, il normale pensiero di un cittadino di civica impostazione dovrebbe inorridire al cospetto di un segmento di economia sommersa così spiccatamente percepibile come odioso proprio da chi “il gioco di sorte con denaro in palio” detesta per definizione. Pur comprendendo anche la possibile deviazione strumentale e quindi “non stimabile” a cui alcune manifestazione di contrarietà al gioco pubblico si sono “prestate”, coerenza, logica, e amor proprio per la intransigenza sbandierata dovrebbero convergere verso atti di denuncia e di azione concreta molto più incisivi verso quel gioco d’azzardo che ha (perlomeno) tutti i difetti di quello lecito e che non è neppure legale è (e quindi non paga neppure un euro di prelievo erariale)", prosegue Franzoso.

"Se fanno discutere le posizioni di acceso antagonismo verso l’immigrazione regolare, molta più convergenza di azione si è sempre avuta, per lo meno, nel dettare linee di contrasto contro l’immigrazione che la legge italiana viola, spesso con tutta la sfrontatezza di cui le organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento di tale fenomeno sono capaci".
Lo stupore che ancora si prova in AS.TRO, pertanto, "non è la persistente bad reputation che ci si ostina a voler attribuire al gioco lecito, ma la perversa “good reputation” che “a cascata” si riversa su quel gioco che “non essendo autorizzato” beneficia della costante erosione del circuito industriale sottoposto a controllo statale, imponendosi in barba ai distanziometri, efatturando 23 miliardi contro i 17,8 del competitor istituzionale. Dell’inclinazione auto-lesionista degli Italiani c’è lettura ma non spiegazione logica".

Come collocare il gioco? "Se collochiamo il fenomeno di cui si parla nell’era moderna, in cui ogni cittadino “vive” di dipendenze, da quella dell’attivismo politico, a quella del cellulare, da quella del gioco a quella del sesso, da quella della religiosa coloritura di ogni suo atto e pensiero, a quella opposta dell’atea impostazione degli stessi, comprendiamo la complessità generale del percorso in cui ci si avventura. Distinguere, però, il lecito dell’illecito, dovrebbe essere “semplice” pregiudiziale di pensiero capace di distinguere il profilo “de iure condendo” (l’eventuale affossamento del circuito statale di gioco) da quello de “iure condito”(iniziamo a recuperare i 23 miliardi che il gioco illegale si mette in tasca in barba al fisco e ai controlli di pubblica sicurezza, oltre che sanitari)".

L’appello che si rivolge è quindi rivolto a tutte le condizionanti realtà intellettuali che oggi incorporano la spinta politica alla demolizione del gioco lecito: "Iniziamo a “togliere” 23 miliardi di euro all’anno dalle tasche occulte degli operatori estranei al circuito controllato, restituendoli al lavoro, alla scuola, ai disabili, al patrimonio architettonico e ambientale del Paese. Poi, ma solo dopo tale vittoria di civiltà ed equità, verificare qual è il “bisogno” di gioco lecito di cui lo Stato necessiti al solo fine di garantirsi il diritto a offrire in esclusiva tale prodotto ad una utenza che non deve mai più essere deviata sui canali dell’irregolarità".

Pubblicità online per aziende gioco: Minoccheri (As.tro) “Solo pagamenti tracciabili”

“In considerazione delle peculiarità informatiche del settore del gioco e del frequente ricorso all’utilizzo di servizi pubblicitari sul web ci preme ricordare che la Legge di stabilità 2014 ha introdotto una serie di novità in materia di pubblicità online e ausiliari, infatti oltre ad essere ideata la web-tax oggetto di proroga fino al 1° luglio 2014, è stato previsto che l’acquisto di servizi di pubblicità on-line e di servizi ad essa ausiliari debba essere effettuato, a decorrere dal 1° gennaio 2014, esclusivamente mediante bonifico bancario o postale dal quale devono risultare anche i dati identificativi del beneficiario”. Lo rende noto il consulente fiscale di As.tro, Marco Minoccheri.

Pucci (As.Tro): "Il gioco lecito italiano entra nella ‘realtà’ del Paese"

“Le prime ripercussioni sullo stato di abbandono a cui il sistema gioco lecito è stato relegato, per la complessità ‘politica’ di dotarlo di un idoneo apparato di tutele, si stanno affacciando. La dinamicità con cui nel nostro settore si evolvono gli eventi, tuttavia, fa presagire l’inizio di una spirale vorticosa che a molti farà piacere (inutile negarlo), ma che in altro non si tradurrà se non nella messa in mobilità per centinaia (per ora, migliaia già dopo l’estate) di dipendenti – operai – tecnici specializzati”. Lo afferma il presidente As.Tro, Massimiliano Pucci.

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