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SiGma 2018, Crisantemi: 'Dfs, potenziale ancora da esprimere in Italia'

  • Scritto da Redazione

Il direttore responsabile di Gioconews.it, Alessio Crisantemi, esamina le potenzialità ancora da esplorare per i Daily Fantasy Sports in Italia.

 

"Il mercato dei Daily Fantasy Sports debba ancora esprimere il suo potenziale in Italia". Questo il parere di Alessio Crisantemi, direttore di Gioconews.it, espresso nell'ambito del panel European Fantasy Sports Summit ospitato dalla fiera SiGma Malta con il supporto del quotidiano online italiano. Il direttore spiega le ragioni: "Di sicuro bisogna guardare alla realtà italiana e all’offerta di gioco che è oggi presente in Italia per capire meglio lo scenario di cui stiamo parlando. Nel nostro paese si gioca ormai in qualunque posto, in qualunque momento della giornata, e il giocatore può scegliere tra Awp, vlt, gioco online, lotterie, gratta e vinci e così via. In questo scenario i Dfs si collocano come una delle ultime offerte arrivate sul mercato. Quindi è evidente che lo scenario è ben diverso rispetto a quello degli Stati Uniti di qualche anno fa, dove i Dfs avevano grandissimo successo anche (e soprattutto) perché non dovevano confrontarsi con le scommesse sportive e con gli altri giochi online. Perché è evidente che se a un giocatore consenti di scommettere sul risultato di un match, qualunque sport si tratti, in genere preferisce tentare il pronostico finale piuttosto che andarsi a scervellare sulla classifiche. Soprattutto il giocatore italiano, che è forse anche più 'pigro' rispetto agli utenti di altri paesi".

Crisantemi sottolinea: "Se quanto detto vale per i giocatori abituali, quindi quelli di cui già conosciamo le attitudini e le preferenze, non sappiamo con esattezza cosa vogliono quelli che oggi non sono giocatori abituali. Ed è qui, a mio giudizio, che si deve lavorare, perché i Dfs potrebbero rappresentare proprio quel tipo di gioco adatto per gli utenti che non sono già oggi degli scommettitori. Guardando i consumi degli italiani in generale, emerge che sono notevoli i consumi in altri prodotti diversi dal gioco di azzardo. Siamo per esempio il paese che spende di più per i videogame domestici. Quindi c’è una propensione alla spesa per l’intrattenimento e questa, probabilmente, potrebbe essere intercettata dai fantasy sports.

Per questo sono convinto che ci sia ancora molto da fare nel nostro paese in questo settore: anche se i primi risultati non sono stati strabilianti, io credo che bisogna semplicemente orientare l’offerta, in termini di marketing e comunicazione, verso un altro pubblico, diverso da quello degli altri giochi. E anche se non diventerà mai l’attività principale per gli operatori italiani, potrebbe comunque ricavarsi un posto importante, pur rivolgendosi a una nicchia. Ma di certo tutti gli operatori italiani dell’online dovranno avere un’offerta di questo tipo per ampliare l’offerta e la platea di giocatori".

 

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