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Spagna, Arana (Dgoj): 'Allo sport fondi da tasse su scommesse online'

  • Scritto da Redazione

Il Governo spagnolo sarebbe intenzionato a devolvere allo sport parte delle tasse sulle scommesse online, dopo l'approvazione del decreto reale sul gioco responsabile nella seconda metà del 2021.


Spagna ancora sulle orme dell'Italia nella regolamentazione del gioco.
Secondo quanto dichiara Mikel Arana, direttore generale del regolatore Dgoj, lo Stato iberico infatti sarebbe intenzionato a restituire parte delle tasse che riscuote dagli operatori di scommesse sportive online e giochi di corse di cavalli alle competizioni sportive e sportive organizzate nel Paese, una volta approvato il regio decreto sul gioco responsabile, nella seconda metà del 2021.

Un'iniziativa che ricorda, seppure molto da lontano, la tassa sulle scommesse dello 0,5 percento introdotta dal Governo italiano per finanziare il Fondo Salvasport, nell'ambito del decreto Rilancio, oggetto di numerosi ricorsi nei tribunali amministrativi nostrani.

La misura è contemplata nella prima bozza del Regio decreto sugli ambienti più sicuri per il gioco online a livello statale (per il quale è stata aperta una consultazione pubblica, in scadenza il 18 gennaio), in attesa di un'udienza pubblica, e che sarà la seconda ad essere approvata al riguardo dal ministero del Consumo, secondo Arana.

L'obiettivo del ministero del Consumo per quest'anno è quello di continuare a sviluppare la legge sul gioco del 2011 nei suoi aspetti non regolamentati: nel 2020 ha approvato il Regio decreto delle comunicazioni commerciali con il quale limitava la pubblicità del gioco su Internet e quest'anno intende approfondire il tema del gioco sicuro e responsabile attraverso un altro decreto reale.
Il nuovo documento su cui si sta lavorando ora consentirà lo sviluppo di una disposizione aggiuntiva della legge sul gioco che avrebbe dovuto essere elaborata sette anni fa e che prevedeva la regolamentazione di una percentuale della raccolta ottenuta dalle scommesse sportive e ippiche online.
 
Attualmente le tasse di questo tipo di gioco sono raccolte e incorporate nei Bilanci generali dello Stato, come qualsiasi altra tassa, ma in linea di principio, secondo Arana, praticamente la totalità di questa tassa viene trasferita alle Comunità autonome.
Ora si tratta di specificare la destinazione e vedere come può essere articolata, perché la disposizione aggiuntiva non la specifica e si limita a parlare di "sport", quindi il ministero di Alberto Garzón ha in programma di incontrarsi durante l'elaborazione con il Consiglio superiore degli sport per determinare come sarà il ritorno.
 
Ma Arana evidenzia che "quando si parla di sport, in linea di principio non si parla di sport professionistici in prima e seconda divisione" ma ci si riferisce "sempre a categorie inferiori che non hanno sponsorizzazioni importanti neanche dal punto di vista degli operatori di gioco".
 
LA TUTELA DEL GIOCO SICURO - Un'altra "ala" di questo regio decreto è il gioco sicuro, e l'intenzione del ministero del Consumo è quella di collaborare con il Consiglio consultivo per il gioco responsabile, nel quale sono presenti gli operatori del gioco, le associazioni di giocatori riabilitati e rappresentanti dell'Università. Come affermato nella bozza del regio decreto, "è imperativo, al momento attuale nel mercato del gioco online a livello statale, stabilire un quadro normativo obbligatorio per gli operatori che implichi un rafforzamento e la promozione di linee guida per il gioco responsabile o sicuro ".
Un quadro, aggiunge, attraverso il quale "si garantisce lo sviluppo di sani modelli di consumo e si evita lo sviluppo di comportamenti che possano portare a problemi nella sfera personale, familiare e patrimoniale degli utenti, con particolare attenzione a quelle fasce di consumatori a livello più intenso o a rischio".
 

"LE LOOT BOXES SONO GIOCO D'AZZARDO" - Ma, secondo Arana, il Governo prevede di modificare la legge sul gioco anche per includere le cosiddette loot boxes - le ricompense dei videogiochi - nel gioco d'azzardo.
Terminata l'elaborazione dell'ultimo Regio decreto, il ministero del Consumo intende sottoporre la questione a consultazione pubblica, ma in questo caso l'elaborazione sarà più lenta perché, trattandosi di una modifica della legge, deve pervenire al Parlamento.
Secondo Arana, le loot boxes rientrano nel gioco d'azzardo a tutti gli effetti perché "hanno una componente casuale che è evidente, e quando qualcuno aspetta una delle loot box, non sa necessariamente quale sarà il premio che sta per ottenere, quindi non stiamo parlando di una normale transazione".
Inoltre, sostiene, "ha una componente economica, che è una delle caratteristiche del gioco d'azzardo. Ora sono nel limbo normativo e non sono regolamentate da nessuna parte ed è per questo che devono essere incorporate nella legge perché non esistevano quando è stata approvata".
 
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