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Divieto totale di gioco in Bulgaria, petizione all'Ue verso l'archiviazione

  • Scritto da Redazione

Nella seduta della Commissione per le petizioni calendarizzata per il 2 settembre figura l'archiviazione della richiesta di divieto totale del gioco in Bulgaria avanzata da un cittadino nel 2020.

Arriva la parola “fine” per la petizione per un divieto totale di gioco in Bulgaria presentata da un cittadino nel 2020 alla Commissione europea.

Nella seduta della Commissione per le petizioni calendarizzata per giovedì 2 settembre infatti figura proprio l'archiviazione di tale richiesta.

Ma ripercorriamo insieme la vicenda.
Secondo il firmatario, come si legge nella sintesi della petizione, “il gioco con vincita in denaro in Bulgaria è diventato uno strumento di riciclaggio di denaro sporco e c'è una mancanza di controllo e responsabilità anche per i più grandi attori del settore”.

 

Il 15 giugno 2021 la Commissione ha ricordato che “la 4a direttiva antiriciclaggio definisce i servizi di gioco come 'i servizi che comportano la scommessa di una posta con valore monetario nei giochi d'azzardo, compresi quelli con un elemento di abilità come lotterie, giochi da casinò, giochi di poker e transazioni di scommesse che sono forniti in un luogo fisico o con qualsiasi mezzo a distanza, con mezzi elettronici o qualsiasi altra tecnologia per facilitare la comunicazione e su richiesta individuale di un destinatario di servizi'. Il termine 'gioco d'azzardo' si riferisce quindi a una gamma di servizi e canali di distribuzione diversi.
Tutti i fornitori di servizi di gioco d'azzardo sono soggetti obbligati ai sensi della quarta direttiva antiriciclaggio. Gli Stati membri hanno l'obbligo di regolamentare e controllare i servizi di gioco d'azzardo a fini di finanziamento del terrorismo e di prevenzione del riciclaggio di denaro. I fornitori di servizi di gioco d'azzardo devono inoltre applicare misure rafforzate di adeguata verifica della clientela al momento della riscossione delle vincite, della scommessa di una puntata o di entrambi, quando effettuano operazioni di importo pari o superiore a 2mila euro, indipendentemente dal fatto che l'operazione sia eseguita in un'unica operazione o in diverse operazioni, che sembrano essere collegate”.
 
Tuttavia, evidenzia la Commissione, “gli Stati membri sono liberi, entro i limiti fissati dal diritto dell'Unione, compresa la direttiva antiriciclaggio, di fissare gli obiettivi della loro politica e di stabilire il livello di protezione desiderato per i consumatori e  prevenire la criminalità. Sebbene un divieto totale del gioco d'azzardo possa ridurre il rischio di riciclaggio di denaro, sembra improbabile che elimini tale rischio e gli Stati membri non sono obbligati dal diritto dell'Unione a vietare le attività di gioco d'azzardo”.
 
In conclusione per la Commissione “il settore del gioco d'azzardo nell'Ue è molto diversificato e spazia da regimi monopolistici (gestiti da un operatore pubblico controllato dallo Stato o da un operatore privato sulla base di un diritto esclusivo) a sistemi di licenza o un mix di entrambi. La petizione in questione mira a ottenere il divieto totale delle attività di gioco d'azzardo in Bulgaria. Come osservato in precedenza, gli Stati membri restano liberi, nei limiti della giurisprudenza della Corte, di definire la propria politica in questo campo. Il diritto dell'Unione non prevede l'obbligo di vietare le attività di gioco d'azzardo. Questo è un problema che dovrebbe essere affrontato a livello nazionale. La Commissione non è in grado di sostenere la richiesta del firmatario o di intervenire a suo nome”.
 
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