Il riordino del gioco fisico rallenta, le Regioni accelerano

Scritto da Fm
In alcune regioni italiane sono appena partiti gli iter di proposte normative che ‘difendono’ il potere di legiferare in tema di gioco, in attesa del riordino nazionale.

Mentre l’iter per il riordino nazionale del gioco fisico langue ancora – adesso per l’imminenza del referendum della giustizia del 22 e 23 marzo – non si ferma quello di alcune proposte di legge sulla materia presentate nelle regioni.

L’ultimo caso riguarda il Lazio, dove ha fatto recentemente capolino quella adottata dalla giunta regionale con il titolo “Disposizioni modificative di leggi regionali”, che fra le sue pieghe cela la modifica alla legge regionale 5 agosto 2013, n. 5 “Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (Gap)” e successive modifiche.

All’articolo 5 del testo, assegnato alle commissioni consiliari IV – I – VI – VII – VIII – XII difatti figura l’abrogazione dell’articolo 6 della legge regionale sul gioco “con riferimento all Osservatorio sul gioco di azzardo patologico. Tale modifica normativa si rende necessaria in quanto le funzioni del citato o Osservatorio sulle dipendenze istituito di recente con l’articolo 2 della l.r. n. 5/2025 (Osservatorio regionale per la prevenzione e il contrasto delle dipendenze. Interventi per la prevenzione delle dipendenze)”, si legge.

Una decisione osteggiata dalla campagna “Mettiamoci in gioco” in quanto “non si tratta di un atto tecnico, ma di una scelta politica che indebolisce ulteriormente il contrasto a un fenomeno in costante espansione”. Per i promotori della campagna, “le risorse già destinate al settore confluiranno in un contenitore più ampio, assorbite soprattutto dall’emergenza legata agli stupefacenti; all’azzardo resteranno interventi residuali: sporadiche iniziative informative nelle scuole e poco altro”. Da qui l’intenzione di opporsi “con determinazione all’approvazione della proposta di legge in tutte le sedi istituzionali competenti”.

LA PROPOSTA DELLA LIGURIA

Pochi giorni fa al consiglio regionale della Liguria è stato avviato l’iter della proposta di legge “Modificazioni alla legge regionale 30 aprile 2012 n. 18 (Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo e patologico)” depositata nel 2025, con Enrico Ioculano (Partito democratico – Articolo 1) come primo firmatario.

In essa viene ritenuto “doveroso” modificare la legge regionale “per inserire l’attuale definizione del Dga che dal 2013 ha modificato la precedente definizione del Gap” e anche di “qualificare maggiormente i tipi di intervento da attuare, definire in maniera più articolata e precisa la rete di servizi da attivare”. E di aprire la partecipazione all’Osservatorio regionale sul Dga ad Anci, Ufficio scolastico regionale, Enti accreditati del settore secondo la normativa regionale vigente e Arsel – Agenzia regionale per i servizi educativi e per il lavoro.

L’esame della Pdl è stata assegnato alle commissioni consiliari permanenti I – Affari generali, istituzionali e bilancio e II (Salute e sicurezza sociale)

LA PROPOSTA DEL PIEMONTE

In Piemonte, con la proposta di legge “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Modifiche alla legge regionale 15 luglio 2021, n. 19” il consigliere Pasquale Coluccio (Movimento 5 stelle) intende recuperare il distanziometro retroattivo fra le attività di gioco e i luoghi sensibili cancellato dall’attuale maggioranza di governo regionale: inferiore a 300 metri per i comuni con popolazione fino a 5mila abitanti e inferiore a 500 metri per i comuni più popolosi.

Dando agli esercenti del settore periodi di tempo variabili per adeguarsi alle nuove norme: dai 6 mesi per i gestori di punti gioco ai 3 anni per i titolari di sale da gioco e scommesse .

La Pdl di Coluccio è stata assegnata per l’esame congiunto in sede referente alla III commissione permanente, alla IV commissione permanente e alla Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e contrasto ai fenomeni mafiosi e in sede consultiva alla I commissione permanente alla fine di gennaio.

E chissà che non arrivi una nuova proposta di legge anche dalla Lombardia, vista la richiesta avanzata recentemente in commissione speciale Antimafia per “rafforzare la regolazione locale, evitando che il riordino nazionale riduca la capacità d’intervento dei Comuni”.