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Emilia Romagna, Ooss: 'Regione al lavoro su tempi delocalizzazione'

  • Scritto da Francesca Mancosu

La Regione Emilia Romagna al lavoro su tempistiche flessibili per la delocalizzazione delle attività di gioco, i commenti delle organizzazioni sindacali.

“L'incontro di oggi è servito per avere due importanti chiarimenti dalla Regione Emilia Romagna: la giunta sta pensando di inserire una norma ad hoc per le aziende che dovranno delocalizzare le sale e si trovano oltre 500 metri in caso di 'comparsa' successiva di un nuovo 'luogo sensibile'. Si parla di dare la possibilità di usufruire di una tempistica flessibile, ancora da definire, per spostarsi ulteriormente”.

 

Così Michele Vaghini, di Fiscascat Cisl Emilia Romagna, illustra a Gioconews.it i contenuti e gli esiti dell'incontro fra i rappresentanti dei sindacati e quelli della Regione Emilia Romagna tenutosi oggi, 19 novembre, chiesto durante la mobilitazione dei lavoratori del gioco legale del 16.

 

Ma le modifiche ventilate per la legge regionale sul gioco non finiscono qui.
 
 
“Inoltre, è stato evidenziato che per chi deve spostarsi subito i sei mesi vanno considerati a partire dalla comunicazione di delocalizzazione inviata alla singola attività dal Comune di riferimento. Un dettaglio che ha tolto alcune nubi dal nostro orizzonte”, dice ancora Vaghini.
 
 
Poi, “qualora l'azienda avesse necessità di un ulteriore lasso di tempo per qualche motivo particolare si sta pensando ad un tempo flessibile oltre i sei mesi, ancora da definire. Sarà tutto precisato nella bozza che poi ci invieranno, sicuramente entro la fine della legislatura, fissata per maggio 2019, probabilmente all'inizio dell'anno venturo. Abbiamo colto l'occasione per 'denunciare' che il comparto del gioco legale in Emilia Romagna dà lavoro a quasi 5mila addetti, escluse le tabaccherie, che avranno il problema solo alla fine della concessione”.
 
 
Altro confronto “caldo” è quello aperto a livello nazionale. “Durante la mobilitazione del 16 novembre abbiamo chiesto al prefetto di Bologna l'impegno di portare le nostre istanze al Governo per chiedere l'apertura di un tavolo al ministero dello Sviluppo economico per parlare delle ricadute delle leggi regionali e dei regolamenti locali sull'occupazione, che in Italia riguarda 150mila persone, e di omogeneizzare la normativa a livello nazionale. Vediamo se qualche altra regione si muoverà, se accadrà programmeremo nuove azioni”, conclude Vaghini.
 
 
Per la Filcams Cgil Emilia Romagna, interviene Stefano Biosa, che fornisce ulteriori dettagli: “Si è trattato di un incontro interlocutorio, con l'assessore alla Salute, e ne abbiamo richiesto un altro anche con l'assessore al Commercio e alle attività produttive.
È stato comunque utile rispetto alle storture interpretative di alcuni Comuni riguardo alla legge vigente, e a questo proposito ci attiveremo nei prossimi giorni per programmare incontri nei territori dove sono state inviate lettere di chiusura agli esercenti che rientrano nell'applicazione del distanziometro.
La Regione ha in mente di rendere meno dubbia l'interpretazione della legge e di garantire che chi fa un investimento e poi è costretto a spostarsi abbia comunque garantito un arco temporale d'esercizio.
Per la prima volta la Regione ha preso atto del problema occupazionale; sicuramente c'è stato un prosieguo del confronto e l'impegno a valutare la situazione.
Nelle prossime settimane troveremo altri momenti di confronto e faremo una mappatura dei territori per vedere quali sono quelli critici dal punto di vista del lavoro”.
 
 
 
 
 
 
 
 
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