Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Gestore non paga il Preu al concessionario: pena patteggiata a un anno e sei mesi di reclusione

  • Scritto da Redazione GiocoNews

slot_coinUn gestore non paga il Prelievo erariale dovuto per l'esercizio delle proprie New slot al proprio concessionario di rete di riferimento il quale sporge denuncia alle Autorità competenti contestando l'appropriazione indebita. Si arriva al processo e, alla fine, viene riconosciuta la ragione al concessionario di rete che ha quindi diritto al risarcimento. Questa, in estrema sintesi, la vicenda che ha visto protagonista il concessionario di rete G.Matica e che è appena giunta a conclusione, andando a rappresentare un significativo precedente giurisprudenziale nel settore del gioco lecito.

Il Black Jack di Urbino assediato dai ladri


COSA E' ACCADUTO - Tutto è partito da una denuncia querela sporta da G.Matica – rappresentata dal legale Andrea Strata del Foro di Roma – nei confronti di un gestore accusato di essersi indebitamente appropriato di elevate somme di denaro dovute al Concessionario a titolo di Preu. Il Pubblico Ministero della Procura di Milano, Dottoressa Dolci (appartenente alla Direzione Distrettuale Antimafia) ha ritenuto perfettamente integrata la fattispecie di reato denunciata da G.Matica, rinviando a giudizio il legale rappresentante della società debitrice per appropriazione indebita pluriaggravata. Il processo si è concluso con una sentenza di patteggiamento e condanna dell’imputato ad un anno e sei mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena e refusione delle spese di lite a G.Matica, costituitasi parte civile.
Va sottolineato che il Pm, nel caso in questione, ha prestato il suo necessario consenso al rito speciale richiesto dalla difesa dell’imputato, soltanto dopo aver prescritto allo stesso di formulare un’offerta risarcitoria al Concessionario.


L’Amministratore delegato di G.Matica, Luca Contiello, commenta così la vicenda: “Auspichiamo che il caso faccia giurisprudenza e rappresenti, per il futuro, un efficace deterrente nei confronti di quegli operatori del settore che, non riversando il tributo erariale, non solo provocano un danno diretto ai concessionari, ma creano anche un significativo danno di immagine a tutta la categoria degli operatori. Per quanto ci riguarda, ribadiamo tutto il nostro supporto ed impegno verso quegli operatori che – rispettando le regole – assicurano al comparto la giusta credibilità e trasparenza di gestione”.

Share