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Arezzo, Pd: 'Serve legge quadro per regolamentare il gioco'

  • Scritto da Redazione

Anche il Pd scende in campo per una legge quadro sul gioco, il 21 ad Arezzo l'evento “Dipende dalle scelte" con Marco Donati e Simona Neri.


"L'obiettivo dell'incontro è quello di condividere il percorso per l’approvazione di una legge quadro nazionale per regolamentare il gioco d’azzardo nella prossima legislatura”.

Così l'onorevole, Marco Donati - già membro dell'Intergruppo parlamentare sul Gioco d'azzardo - presenta “Dipende dalle scelte - Oltre il disagio sociale e la dipendenza del gioco d'azzardo” l’iniziativa sul tema della dipendenza da gioco d’azzardo in cui verranno proposti strumenti per il contrasto a questo fenomeno. L’evento si terrà domani, mercoledì 21 febbraio alle 18,30 al punto elettorale di Marco Donati in piazza Risorgimento 6 ad Arezzo.

Insieme al candidato aretino all’uninominale interverranno Don Armando Zappolini, referente nazionale della campagna “Mettiamoci in gioco” - che pochi giorni fa ha presentato un l'appello per una nuova legge sul gioco - e presidente del Cnca, Filippo Torrigiani, consulente della commissione antimafia, oltre a Simona Neri, responsabile Sanità e Welfare della segreteria provinciale del Pd e delegata per Anci Toscana sui progetti di contrasto al Gap.
 
 
Sull'evento del 21 febbraio dice la sua Simona Neri. “È un tema su cui ci dobbiamo impegnare tutti, istituzioni, sanità, forze dell’ordine e terzo settore: l’approccio di rete è una strategia indispensabile. Con oltre 1.570 euro di spesa procapite annua, comprensiva di popolazione minorenne, l’Italia è il primo mercato del gioco d’azzardo in Europa e il terzo mercato nel mondo. Un giro d’affari di 96 miliardi, cui si aggiungono quelli ricavati illegalmente delle mafie. Nel solo Comune di Arezzo nel 2016 si sono spesi 177 milioni di euro nell’azzardo, e con 1.780 euro procapite siamo ben oltre la spesa media nazionale. Una cifra davvero importante che senza dubbio coinvolge giocatori occasionali ma anche giocatori abituali o patologici. Il gioco alla slot machine, ad esempio, è un tipo di gioco che non richiede nessuna abilità, nessun ragionamento, è un gioco che lentamente può portare all'isolamento e all'alienazione. Questa dipendenza ha un impatto sulla qualità della vita non solo del singolo individuo e della sua famiglia ma anche della comunità in cui è inserito e porta ai SerD bisogni molteplici e complessi. Basti pensare ai danni psicologici, familiari, relazionali e socio-economici correlati al gioco d’azzardo che si traducono, tra gli altri, in un forte indebitamento, rischio elevato di perdita del posto di lavoro, ricorso all’usura e illeciti.”

 

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