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As.Tro: 'Mantenere o no il gioco legale?

  • Scritto da Redazione

È la provocatoria domanda che pone l'associazione As.Tro invitando il futuro Governo ad occuparsi della tutela del gioco legale e dei posti di lavoro del settore. 

"La politica dell’anti-gioco non solo non riflette 'alcun imput popolare' ma si arroga un livello di priorità d’intervento che i cittadini stessi smentiscono di percepire.
La centralità politica che gli interventi restrittivi – abolizionisti hanno assunto nell’azione legislativa e amministrativa di Regioni e Comuni non ha influenzato il campione, per il quale resta prioritario un’azione governativa orientata a risolvere i veri problemi quotidiani, tra cui spicca 'il lavoro'.
Una politica che si orienta a 'restringere sino ad espellere' il gioco lecito e il relativo bacino occupazionale contrasta con la priorità ancora cogente per il Paese, la tutela dell’occupazione e del lavoratore, evidentemente percepita a rischio, ovvero meritevole di massima tutela e impegno".


Con una nota, l'associazione As.Tro torna sui dati diffusi il 16 febbraio scorso dall’istituto di ricerca Nomisma che ha “misurato” le priorità degli italiani rilevando che il gioco non rientra fra i temi principali per cui richiedere un'azione governativa.
 

"Come è possibile che la 'piaga italiana del secolo' sia così sotto-dimensionata?", si chiede As.Tro. "Due le possibili risposte: la perdita di credibilità della politica anti-gioco, sempre meno percepita come movimento a tutela della salute pubblica (vedi ricorsi ed esposti Codacons);  l’antipatia naturale che si crea nei confronti di coloro che 'impongono' una priorità senza preoccuparsi delle risorse e del tempo politico che detta imposizione crea in termini di mancato impegno verso la tutela del lavoro e della sicurezza.
È un bene o un male che del gioco gli italiani siano così poco interessati?
Il gioco lecito è un comparto industriale che necessita di sensibili riforme e concreti miglioramenti su molti fronti e la sua rilevanza erariale non può essere assunta come alibi per attendere ancora dal mettersi al lavoro per risolvere le criticità che sono 'collegate' (e non sempre 'cagionate') alle offerte di gioco legale.
Tuttavia sono Governo e Parlamento che devono decidere per il bene pubblico, avvalendosi della competenza che è loro dovere adottare per rispondere a due semplici quesiti: la legalizzazione delle offerte di gioco con premio in denaro attualmente autorizzate dal Mef è una scelta che va confermata, o che va rimossa con il ritorno al totale proibizionismo? Se si pensa che non sia praticabile il ritorno ad un passato dove i miliardi del gioco ingrassavano solo i circuiti illegali e fiscalmente clandestini, quali sono le misure che possono 'mettere in sicurezza' questa scelta?
Ecco dunque la sintesi più coerente che fonde percezione popolare e doveri incombenti sui governanti: ai secondi l’onere di decidere quale percorso sia migliore per il Paese ascoltando, ma non replicando, le pulsioni. Ai primi l’onere di controllare se le priorità fatte proprie dalla Politica hanno sortito l’esito di rispondere alle priorità o, piuttosto, quello di crearne altre, più facilmente discutibili, ma distrattive rispetto alle questioni del lavoro e della sicurezza", conclude l'associazione.
 
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