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Rovigo, Bergamin: 'Sì al gioco lecito, ma rispettare le regole'

  • Scritto da Redazione

Il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, difende sua ordinanza sul gioco al convegno "Liberi di scegliere" organizzato dall'Istituto Milton Friedman Institute.

Rovigo - "Abbiamo un tema, che va affrontato, ognuno secondo le proprie competenze, con gli strumenti che ha. Compito di un amministratore è recepire le problematiche, come il Gap, trattando i dati a disposizione con delicatezza, accompagnando chi ne è investito, muovendosi per atti. Io non sono qui per contrastare niente e nessuno, pur avendo fatto un'ordinanza riconosciuta dai tribunali amministrativi e dal Consiglio di Stato. Non faccio né il carabiniere né il moralizzatore: ad ognuno il proprio ruolo".


Lo sottolinea il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, nel suo intervento all'incontro "Rovigo: liberi di scegliere. Sì al gioco lecito, no all'illegalità" organizzato dall'Istituto Milton Friedman Institute oggi, 27 febbraio, nella città veneta.

 

"I dati relativi al territorio di Rovigo riferiscono di 351 controlli fatti dalla polizia locale, con 81 verbali, dopo il varo dell'ordinanza oraria sul gioco nel 2016. Partendo da questo abbiamo creato una sorta di banca dati perche l'ordinanza prevede la recidiva. Giusto che tutte le parti chiamate in causa si confrontino sul tema: sul Gap, sui problemi familiari, su dove collocare gli apparecchi. Molto spesso di fronte a un apparecchio c'è una persona che si isola perchè ha dei problemi, quindi il tema va sviluppato anche dal punto di vista sociale. Non voglio criminalizzare niente e nessuno ma negli anni lo Stato centrale ci ha lasciati soli, facciamo sforzi immensi per presidiare il territorio con 30 unità di polizia di fronte a una popolazione di 284mila persone. Non si può pretendere che un sindaco resti fermo o si carichi sulle spalle tutto il peso di certe dinamiche come il gioco. Nessun accanimento, solo la volontà di fare un provvedimento che desse risposte ai nostri cittadini, quindi diciamo sì al gioco lecito ma gli operatori sono liberi di scegliere fino a che rispettano le regole. I controlli ci sono e ci saranno ancora, è importante sollecitare un dibattito che non resti chiuso fra pochi addetti, sviluppare momenti di confronto che coinvolgano tutte le parti in causa. Non guardare solo alla punta dell'iceberg che emerge ma anche a tutto quello che c'è sotto", conclude Bergamin.
 
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