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Piemonte, Giunta: 'Con legge vigente ridotti Gap e spesa di gioco'

  • Scritto da Redazione

La Giunta del Piemonte presenta i dati su Gap e spesa di gioco e plaude ad efficacia del distanziometro, critici i consiglieri di Pd e Forza Italia.

La legge regionale vigente si sta rivelando un utile mezzo per ridurre la spesa di gioco e combattere il Gap in Piemonte. È quanto evidenziano i dati presentati nella mattina di oggi, 19 novembre, nel corso della riunione congiunta della terza e della quarta Commissione, dove però ci sono state anche voci in parziale dissenso.

Presieduto dal presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi alla presenza degli assessori regionali al Lavoro Gianna Pentenero e alla Sanità Antonio Saitta, l’incontro ha visto la presentazione dei dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli elaborati, su incarico della Regione, da Ires Piemonte.

 

Dall’approvazione della legge 9/2016, infatti, il volume del gioco legale in Piemonte si è ridotto di più di mezzo miliardo di euro, passando da un volume di 5,1 miliardi nel 2016 a una stima di 4,6 miliardi nel 2018 e le perdite dei giocatori si sono ridotte del 17 percento passando da 1,250 miliardi nel 2016 a una stima di 1,030 miliardi nel 2018.
 
Pentenero e Saitta hanno sottolineato gli effetti positivi della legge, che tocca numerosi ambiti della Regione, a cominciare dai dipartimenti contro le dipendenze, che curano ogni giorno centinaia di pazienti affetti dai danni del gioco compulsivo, e che si arricchirà nel 2019 anche attraverso azioni di formazione e di prevenzione sul territorio.
 
Nel corso del dibattito il consigliere Luca Cassiani (Pd), pur concordando che la legge si è rivelata positiva nella sua quasi totalità, ha espresso perplessità sull’efficacia del “distanziometro”, ovvero sulla distanza minima che gli esercizi commerciali che ospitano slot machine devono rispettare nei confronti di luoghi ritenuti “sensibili”. A suo avviso il “distanziometro” non ha avuto un grosso impatto sulla diminuzione del gioco poiché lungo le statali sono stati aperti nuove sale da gioco e altre stanno per aprire e chi vive nelle zone di confine si riversa a giocare in Liguria o in Lombardia.
 
Per la consigliera Nadia Conticelli (Pd) non va dimenticato che lo scopo della legge 9/2016, che prende in considerazione solo il gioco legale perché quello illegale va combattuto con altre armi, non è abolire il gioco legale ma limitarne gli eccessi e le distorsioni.
 
Per il consigliere Andrea Tronzano (FI) - che ha presentato una serie di emendamenti sul tema che verranno discussi dall’Aula nell’ambito del disegno di legge “Omnibus” - è competenza del Consiglio regionale valutare cambiamenti alla legge e cercare soluzioni che non ricadano sulla pelle dei lavoratori. Esprimendo riserve sull’utilità del “distanziometro”, ha sottolineato che il Piemonte non può permettersi di stroncare un settore come il gioco d’azzardo, che oggi rappresenta la terza economia in Italia.
 
Di parere diverso, Marco Grimaldi (Leu):  “Pur essendo trascorso poco tempo dall’applicazione della legge, i dati sono già lampanti: la rotta è invertita, il consumo e le perdite calano. Non capisco come si possa ancora sostenere che abbiamo votato una legge inutile e che il distanziamento dei punti gioco non serva a nulla. Piuttosto occorre fare ancora di più e con maggiore coinvolgimento e coordinazione fra gli enti locali, soprattutto sulla formazione e la prevenzione capillare, a partire dalle scuole”.
 
 
Il consigliere Davide Bono (M5s), infine, ha chiesto alla Giunta di mettere a disposizione delle Commissioni l’elenco dei Comuni piemontesi che, in seguito all’approvazione della legge, hanno emanato ordinanze in materia di gioco d’azzardo.
 
 
 I RISULTATI RAGGIUNTI - In particolare, confrontando il primo semestre 2018, in cui le norme sulle distanze erano ormai in vigore, con il primo semestre 2017, quando non erano ancora efficaci, si osserva una riduzione del volume di gioco complessivo di 119 milioni, per una proiezione di 238 milioni sull’intero anno. Se si considera invece il solo volume di gioco relativo a slot machine e video lottery, la riduzione è ancora maggiore: 228 milioni in sei mesi, 456 milioni nell’intero anno. Allo stesso modo, le perdite legate al gioco su slot machine e video lottery sono diminuite nel primo semestre 2018 di circa 106 milioni (-28 percento rispetto al primo semestre 2017).
 
Nel confronto tra il primo semestre 2018 e lo stesso periodo del 2017, si nota una lieve crescita delle perdite del gioco online: 7,5 milioni di euro che salirebbero a circa 15 milioni nel 2018 se il dato del primo semestre venisse confermato. Va ricordato che questo tipo gioco, in forte crescita a livello nazionale (solo nel 2017 è aumentato del 34 percento), occupa una porzione minoritaria del gioco d’azzardo: si pensi che ben il 72 percento del gioco complessivo in Piemonte è riconducibile a slot e video lottery. 
 
 
LA SODDISFAZIONE DEGLI ASSESSORI - Cifre che hanno portato l’assessore Antonio Saitta a dichiarare che “la legge ha avuto un effetto positivo ed ha già raggiunto alcuni obiettivi che ci eravamo posti al momento della sua approvazione, cioè la diminuzione dei numeri del gioco in Piemonte. Voglio sottolineare l'impegno della sanità pubblica in tutte le Asl del Piemonte, grazie al lavoro dei Dipartimenti contro le dipendenze, che curano ogni giorno centinaia di pazienti affetti dai danni del gioco compulsivo. Il nostro impegno ora prosegue con azioni di prevenzione e di informazione su tutto il territorio: siamo convinti che l’efficacia della legge sarà ancora più rilevante nell’immediato futuro. Ridurre il numero dei giocatori patologici, al di là degli aspetti economici che già si sono manifestati nel primo semestre del 2018, significa un risparmio consistente anche per la sanità che può essere investito in altri ambiti”.
L’assessore Gianna Pentenero ha posto l’accento sul fatto che “la legge ha contribuito in maniera significativa a ridurre i volumi, ma soprattutto, le perdite legate al gioco d’azzardo. Sebbene i suoi effetti dovranno essere necessariamente valutati in un arco temporale più ampio, le prime risultanze indicano una generale riduzione del rischio di esposizione al gioco d’azzardo, che era proprio una delle finalità”.
 
 
LE NUOVE INIZIATIVE - La riunione è stata inoltre l’occasione per fare il punto sull’avanzamento del piano delle attività di contrasto e prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Tra le molte azioni previste, sono stati illustrati i percorsi formativi rivolti ai gestori delle sale gioco e agli esercenti commerciali, con l’obiettivo prevenire il consumo eccessivo di prodotti da gioco in denaro e aumentare la consapevolezza sui fenomeni di dipendenza da gioco, e quelli indirizzati al personale della polizia locale, perché promuovano politiche di contrasto al gioco d’azzardo patologico (in partenza il primo corso a Torino, aperto agli operatori di tutto il Piemonte.
La conoscenza dei rischi del gioco patologico è al centro anche dei moduli formativi rivolti ai docenti e agli studenti delle scuole superiori piemontesi, dove è prevista la realizzazione di diverse attività di sensibilizzazione.
È stato inoltre ricordato il lavoro svolto dal gruppo inter-assessorile istituito subito dopo l’approvazione della legge, con l’obiettivo di aiutare amministrazioni locali, enti e privati cittadini a dirimere gli aspetti interpretativi della legge (oltre 1500 i quesiti a cui gli uffici hanno dato risposta).
Infine sono state illustrate le attività previste dal piano di comunicazione, che si propone di prevenire il gioco d’azzardo patologico aumentandone la conoscenza dei rischi, ed è stato presentato il progetto di software geografico libero che la Regione intende mettere a disposizione dei Comuni per favorire l’individuazione dei luoghi sensibili.
 
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