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SiGma 2018, Farrugia (Mga): 'Cambio di mentalità a Malta'

  • Scritto da Ac

Il nuovo amministratore delegato della Malta Gaming Authority, Heathcliff Farrugia parla di licenze, startup e innovazione nella protezione dei giocatori al SiGma di Malta. 


Qa'Tali, Malta - "L'innovazione è un must, e distingue un Paese, un regolatore o un operatore, dall'essere un leader oppure un seguace". Parola di Heathcliff Farrugia, amministratore delegato della Malta Gaming Authority, intervenuto durante la conferenza annuale di SiGma, in corso di svolgimento a Malta, intitolata: “iGaming: la prossima grande scommessa". 

 

Certo, si può affermare che i primi sei mesi di attività di Farrugia come Ad di Mga sono stati ricchi di eventi. Dopo aver fatto il suo ingresso nel momento forse migliore per il settore maltese, al lavoro da qualche mese prima del suo insediamento alla revisione completa delle leggi sul gioco del Paese.

 

Dopo che la precedente regolamentazione era ormai in vigore da 14 anni: e anche per questo l'introduzione del nuovo regime non è stata un'impresa da poco. Come spiega lo stesso Farrugia: "Ad agosto abbiamo introdotto il nuovo Gaming Act e l'implementazione di quella legge rappresentava una vera sfida, oltre a un bel progetto. Ma siamo ancora soltanto al terzo mese della nostra nuova legge". Come a dire, c'è ancora molto da lavorare.
 

"La legge che avevamo prima era stata scritta quattordici anni fa e benché abbia funzionato bene per tutti questi anni, un periodo di tempo così lungo nel settore dei giochi rappresenta praticamente una vita", aggiunge.
Essendo stato promosso dopo quasi cinque anni di lavoro nell'Authority, ricoprendo l'incarico di Chief regulatory officer fino al passaggio del testimone da parte del predecessore al comando, Joseph Cuschieri, che ha lasciato il ruolo di Ceo ad aprile, il nuovo leader era almeno ben preparato per l'incarico.
"Nel complesso, negli ultimi sei mesi ci siamo concentrati molto sul continuare nello slancio che avevamo, visto che non siamo dovuti partire da zero, conoscendo già bene la materia. Nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo lavorato molto per migliorare l'autorità e rafforzarla", aggiunge.
 
 
Mentre parte del rafforzamento indicato da Farrugia si riferisce alla nuova legge sul gioco, è anche evidente che l'adozione da parte di Malta della quarta direttiva antiriciclaggio nel gennaio di quest'anno è stato anche un "enorme passo nella giusta direzione".
Sul punto, Farrugia parla chiaro, spiegando che Mga intende assicurarsi che gli operatori licenziatari siano conformi alla Direttiva, come vuole la nuova legge, ma è anche deciso a  far passare il messaggio che il regolatore vuole eliminare la burocrazia inutile.
"Sotto il vecchio regime ci trovavamo in una situazione in cui stavamo conducendo ripetuti controlli di conformità sugli stessi operatori. Semplicemente, perché con il vecchio modello era necessario avere licenze separate per gestire giochi separati. Ora, dal momento che tale requisito è cambiato, stiamo conducendo controlli di conformità e controlli di supervisione laddove vi è un reale bisogno piuttosto che condurli semplicemente perché qualcuno deve avere più licenze".
 
 

Su questo fronte, Farrugia vorrebbe vedere una maggiore cooperazione tra le diverse giurisdizioni.
"Uno dei problemi che l'industria deve affrontare è la sovraregolazione, nel senso che gli stessi operatori non hanno altra scelta se non quella di ottenere licenze da più giurisdizioni. Sta diventando sempre più importante iniziare a discutere alcune procedure di armonizzazione".
In particolare, secondo Farrugia, gli operatori che inviano gli stessi documenti - a volte, fino a nove regolatori europei - significa "sprecare energia e perdere tempo perché alla fine dovremmo essere in grado di iniziare a scambiare più informazioni quando è lo stesso operato che fa domanda per più licenze”.
 

In effetti, uno dei più grandi cambiamenti sotto il Gaming Act di Malta è la semplificazione del suo sistema di licenze. Ora ci sono solo due categorie di licenze, B2B e B2C, il che significa che gli operatori non devono tenere più licenze semplicemente perché operano su più verticali.
Questo nuovo sistema ha messo fine a una configurazione in cui alcuni operatori detenevano 15 licenze separate, anche se, naturalmente, alcuni hanno ancora licenze sia B2B che B2C.
"Con il vecchio regime c'erano sempre 280 operatori. Tuttavia in precedenza tali operatori detenevano 650 licenze. Ora le stesse 280 aziende operano con circa 350 licenze", afferma Farrugia.

Anche se il numero di operatori a Malta potrebbe essere lo stesso di prima, con Brexit dietro l'angolo, i numeri sono saliti leggermente e si potrebbe ragionevolmente presumere che saliranno ulteriormente man mano che la scadenza si avvicina. Tuttavia, Farrugia dice che molti operatori basati su Uk o Gibilterra hanno già una qualche forma di presenza a Malta, anche se, spiega, "a causa della Brexit, un certo numero di operatori che si trovano nel Regno Unito, poiché non c'è chiarezza sul fatto o meno dell'accordo sarà concluso e il modo in cui si concluderà, sappiamo che alcuni di questi operatori stavano cercando in una certa misura di coprire i loro rischi per assicurarsi che non siano colti alla sprovvista".

 

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