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Europee 2019, bocciati eccellenti: fuori Pizzarotti e Nogarin

  • Scritto da Fn

Ci sono anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, e Filippo Nogarin, ex primo cittadino di Livorno, fra i candidati restati fuori dal Parlamento europeo.

Dopo il bilancio sui vincitori della tornata elettorale del 26 maggio, è tempo di parlare di bocciature eccellenti. Le più sonore sono arrivate alle Europee, dove fra gli esclusi per un posto al Parlamento di Strasburgo figurano diversi candidati con cui abbiamo parlato su queste pagine.

A cominciare dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, forte sostenitore del ruolo di primo piano degli enti locali nel regolamentare il gioco e combattere il Gap, capolista di Più Europa-Italia in Comune nella circoscrizione Nord est, che incassa 3mila preferenze personali in città e l'8 percento del voto di lista.

 

Fra quelli che "non ce l'hanno fatta" c'è anche Nicola Fratoianni, segretario de La Sinistra, protagonista di un'intervista che verrà pubblicata sul numero di giugno della rivista cartacea Gioco News, in uscita fra pochi giorni, secondo il quale nella regolamentazione del gioco va "trovato un punto di incontro fra la salvaguardia della salute delle persone e la tutela dell'occupazione".

 

Fra le fila di Fratelli d’Italia, resta fuori da Strasburgo il sociologo Francesco Alberoni: critico nei confronti del proibizionismo applicato al gioco ma non nei confronti del diviero di pubblicità al gioco varato dal Governo guidato da Lega e Movimento 5 stelle.
 
 
Nel novero dei candidati "illustri" che non hanno superato la soglia di sbarramento entra anche l'ex sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, primo escluso nella lista del Movimento cinque stelle nel Centro Italia. Da primo cittadino si è occupato di gioco con il varo di un regolamento con limiti orari e distanziometro e la sigla di un protocollo con la Questura per il rispetto di tali norme, ma anche di ippica, rilanciando il progetto della Cittadella dello sport per la valorizzazione dell'ippodromo Caprilli, chiuso nel 2017. 
 
 
Fuori dai giochi, è proprio il caso di dirlo, anche Mario Adinolfi del Partito della Famiglia che nel suo programma per le Europee aveva proposto "una guerra continentale contro le dipendenze (droga, alcool, gioco d’azzardo, prostituzione, pornografia) con azioni di contrasto"per non lasciare "spazio a proposte di legalizzazione e liberalizzazione, per proteggere in special modo i minori".
 
 
 
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