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Valle d'Aosta, Confcommercio: 'Modificare legge gioco, varare norme nazionali'

  • Scritto da Fm

Il presidente di Confcommercio Valle d'Aosta, Graziano Dominidiato, in audizione in commissione il 5 giugno, chiede modifica legge regionale sul gioco e varo di una nazionale.

Come in Puglia, che il 5 giugno attende il voto del Consiglio sulla modifica della legge regionale sul gioco,  anche la Valle d'Aosta è alle prese con i problemi relativi all'attuazione della normativa, "inasprita" nel dicembre 2018 con l'anticipo dell'entrata in vigore del distanziometro.

Anche qui si tenta di correre i ripari, o almeno di dare l'illusione che si possa ancora farlo, con una serie di audizioni programmate dalla commissione Servizi sociali sempre per questo mercoledì.

Ad essere ascoltati in merito saranno l'assessore regionale alla sanità Mauro Baccega e il presidente di Confcommercio Regione Valle d'Aosta, Graziano Dominidiato, che illustra a Gioconews.it le richieste della sua associazione per tutelare i lavoratori del gioco.

"Colgo l'occasione per riaffermare un concetto: è stato fatto tutto troppo frettolosamente. Non c'è stato neppure il tempo per adeguare i contratti, per organizzarsi per delocalizzare le attività, è successo tutto quasi da un giorno all'altro (le nuove norme per gli apparecchi da gioco installati negli esercizi pubblici generalisti sono state approvate dopo la metà di dicembre 2018 e sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2019, Ndr).
Il Gap è certamente un problema che esiste, ma non è riconducibile solo alle slot, oggetto principale di tale nomativa.
Bisogna fare il possibile affinché venga introdotta una modifica, e che le sale dedicate al gioco possano vedere la scadenza dei termini per adeguarsi al distanziometro introdotto dalla legge del 2015 secondo la naturale scadenza".
 
Secondo il presidente di Confcommercio Regione Valle d'Aosta, "va presa una decisione in primis a livello nazionale: è inutile che le Regioni possano legiferare ognuna in modo differente da quella vicina.
Serve una maggiore attenzione della politica affinché il gioco non vada debellato con simili misure, penalizzando gli operatori a seconda dei territori in cui si trovano.
È necessaria una normativa unica, o si consente il gioco oppure no.
Inoltre, visto che il settore contribuisce alle casse dello Stato per miliardi, la politica deve trovare delle alternative per assicurarle comunque".
 
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