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Rimborsi ministeriali spesi al gioco, Gdf sequestra beni a direttore banca

  • Scritto da Redazione

Sequestro dei beni per direttore di banca che non ha segnalato accrediti sospetti sul conto del funzionario ministeriale appropriatosi di 1,4 milioni di euro, spesi al gioco.

Nuovo capitolo per la vicenda del funzionario del ministero della Salute arrestato dalla Guardia di finanza per essersi appropriato dei rimborsi delle spese di viaggio sostenute dal personale ministeriale, intascando quasi 1,4 milioni di euro, per poi spenderli al gioco.

 

Il Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di finanza ha infatti eseguito un decreto di sequestro preventivo - finalizzato alla confisca – per oltre 237mila euro emesso dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti del direttore di una filiale di un istituto bancario, colpevole di non aver segnalato le operazioni sospette, come previsto esplicitamente dalla normativa di prevenzione antiriciclaggio.

 

Secondo quanto si legge in una nota della Finanza, “gli sviluppi delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina, hanno consentito di accertare che buona parte delle somme distratte, per un importo di poco inferiore al milione di euro, sono state accreditate su un conto corrente del funzionario acceso presso una filiale sul quale, in un arco temporale di circa un anno e mezzo, sono pervenuti quasi 200 bonifici dal ministero della Salute.
Parte di tale somma, pari all’importo del sequestro, è stata, poi, utilizzata dall’indagato in attività speculative di gioco d’azzardo presso diverse sale slot & Vlt di Roma, integrando il reato di autoriciclaggio.
In tale contesto, il direttore della filiale bancaria oggetto del provvedimento eseguito non ha effettuato alcuna segnalazione di operazione sospetta, come previsto esplicitamente dalla normativa di prevenzione antiriciclaggio, nonostante i sistemi di alert interni avessero in diverse occasioni evidenziato le anomalie della movimentazioni sul conto in esame. Anomalie del resto molto evidenti, considerato che il funzionario oltre all’accredito dello stipendio che percepiva dal ministero della Salute, pari a circa 1.300 euro, ogni mese in media era beneficiario di bonifici per importi di circa 65mila euro con causali relative al pagamento di imprese che avevano reso servizi alla pubblica amministrazione.
Al direttore di banca viene pertanto contestata l’ipotesi di concorso omissivo nel reato di autoriciclaggio in quanto non inoltrando le segnalazioni previste, a fronte delle evidenti anomalie, ha accettato il rischio che il funzionario potesse compiere, come poi in concreto è avvenuto, operazioni di autoriciclaggio con le ingenti somme di denaro giunte sul proprio conto, a seguito di attività, con ragionevole certezza, delittuosa.
Se le segnalazioni alle autorità preposte fossero state effettuate la condotta delittuosa dell’indagato sarebbe stata interrotta molto prima, limitando il danno per le casse pubbliche”.
 
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