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Governo Conte 2: i precedenti di ministri e sottosegretari sui giochi

  • Scritto da Ac

Nel giorno della firma degli incarichi per i nuovi ministri, ecco un profilo completo di ognuno e i precedenti contatti con il gioco pubblico.

 

Se il Ministero dell'Economia ha da sempre un ruolo centrale in ogni azione di governo ed è destinato ad averne una ancora maggiore in questa seconda parte della Legislatura, sotto la guida del nuovo Ministro Roberto Gualtieri, lo stesso Dicastero svolge un ruolo fondamentale anche e soprattutto per le politiche di gioco pubblico, governando direttamente tale comparto attraverso l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che oltre a svolgere il proprio compito di agenzia rappresenta anche un organo tecnico alle dirette competenze del Mef per quanto riguarda giochi e tabacchi. Come anticipato ieri, al momento delle nomine annunciate dal premier incaricato Giuseppe Conte, il nuovo ministro ha già dimostrato di conoscere il settore essendosene occupato durante la sua esperienza in Europa. Ma non è l'unico ministro ad avere avuto a che fare con il settore, tra i nuovi eletti e i grandi ritorni. Mentre la nuova squadra di governo si riunisce oggi per la firma ufficiale dei vari incarichi, vediamo insieme chi sono i nuovi ministri e quali i loro precedenti rispetto al mercato del gioco. Soprattutto per quelli alla guida dei Ministeri chiave per la regolamentazione e gestione del comparto.

bocciapdest

AFFARI REGIONALI: FRANCESCO BOCCIA  - Nato a Bisceglie nel 1968, laureato in Scienze politiche con successivo Mba alla Bocconi di Milano, il deputato del Pd Francesco Boccia è attualmente in aspettativa dal ruolo di professore associato di discipline economiche all'Università Carlo Cattaneo. Eletto alla Camera dei Deputati con il Partito democratico nel 2008 dove è rimasto fino al 2013, è stato rieletto nuovamente nel 2018. Dopo aver partecipato a varie commissioni, nella precedente legislatura ha presieduto quella di Bilancio della Camera, dove si è occupato anche di gioco. In un'intervista rilasciata all'epoca a GiocoNews.it, Boccia parlava della necessità di raggiungere un riordino del comparto e di eseguire una riforma seria e completa del comparto, elogiando il lavoro svolto allora dal sottosegretario Pier Paolo Baretta. Oggi nel suo ruolo di Ministro degli Affari regionali potrebbe svolgere un ruolo chiave nel processo di riordino annunciato dal precedente Esecutivo gialloverde e rimasto incompiuto, tenendo conto della necessità di risolvere l'annosa Questione territoriale che non potrà essere ignorata dal suo ministero.
Di recente si era espresso anche rispetto al divieto di pubblicità del gioco emanato attraverso il Decreto dignità voluto dall'ex vice premier Luigi Di Maio, ritenendolo “Privo di senso”, siegando che “Se si vuole intervenire sul settore va fatto un intervento d'insieme sul gioco con misure chiare per le famiglie più in difficoltà a causa della ludopatia. Cancellare la pubblicità, spacciandolo come rimedio per la dipendenza da gioco e non intervenire sulle piattaforme on line internazionali, spesso fuori legge, o sulle slot irregolari è ridicolo, così come appare assolutamente chiara la mancanza di volontà del governo di regolare tutto il settore del gioco online, spesso clandestino, con pene e sanzioni durissime".
roberto speranza
 
SALUTE: ROBERTO SPERANZA - Nato a Potenza, classe 1979, è stato capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati nella scorsa legislatura, dal marzo 2013 all'aprile 2015, oggi è deputato di Liberi e Uguali (Leu). Il 20 febbraio 2017 ha abbandonato il Partito Democratico insieme ad altri esponenti della minoranza (tra cui anche l'ex segretario Pier Luigi Bersani), a causa di un acceso dibattito con la maggioranza per la linea attuata dal partito sotto la segreteria di Matteo Renzi, contribuisce poi a creare il nuovo partito di sinistra “Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista”, formato da parlamentari fuoriusciti dal Partito Democratico e da Sinistra Italiana. È stato coordinatore nazionale dal 2017 al 2019 di Articolo 1, di cui è diventato segretario dal 7 aprile. Intervenuto più volte sul tema del gioco pubblico, contestando direttamente anche le politiche perseguite dal precedente governo gialloverde, in un'ampia intervista concessa a Gioco News illustrava la necessità di regolamentare in maniera seria il comparto sapendo che “l’introduzione di nuove forme di gioco è stata pensata proprio per sottrarre alla criminalità e alle mafie un mercato molto ricco, riportando progressivamente sotto il controllo dello Stato risorse ingenti”. Elogiando il lavoro fatto dal Parlamento ormai diversi anni fa, arrivando alla Legge delega dedicata (anche) ai giochi e proponendo nuove iniziative legislative allo scopo “di proseguire con decisione su questa strada, rendendo sempre più stringenti i criteri per le concessioni. Innanzitutto inserendo norme più incisive sulla tracciabilità dell’intera filiera delle risorse circolanti nel settore gioco, impedendo la partecipazione al gioco, sia fisico che online, dei minori, arrivando a realizzare in breve tempo una piena identificazione dei giocatori. Inoltre, dando un chiaro segnale sulle problematiche sociosanitarie che possono essere collegate al gioco inserendo la ludopatia nelle Lea”.
 
dimaioluigi678
 
ESTERI: LUIGI DI MAIO - Il leader politico del movimento Luigi Di Maio, dopo aver rinunciato al ruolo di vicepremier, ha occupato la casella degli Esteri nel nuovo Esecutivo. Classe 1986, nato ad Avellino, Di Maio è dal 23 settembre 2017 capo politico del Movimento 5 Stelle e dal 1º giugno 2018 è stato ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché Vicepresidente del Consiglio dei ministri nel primo Governo Conte. Cresciuto a Pomigliano d'Arco (Na), luogo d'origine dei genitori, diplomato al liceo classico, si è iscritto senza laurearsi alla facoltà di Giurisprudenza di Napoli. Nel 2007 Di Maio ha aperto il Meetup di Pomigliano, aderendo così all'iniziativa di Beppe Grillo il quale proponeva la costituzione di gruppi di cittadini che si occupassero dei problemi del loro comune. Eletto alla Camera dei deputati nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche del 2013 è diventato vicepresidente della Camera dei deputati, il più giovane della storia della Repubblica a ricoprire tale carica. In breve tempo è diventato uno dei volti più noti del partito. Nel settembre 2017 si è candidato alle elezioni primarie per scegliere il candidato premier e capo politico del Movimento 5 Stelle: l'esito delle votazioni tra gli iscritti alla piattaforma online del partito lo ha visto vittorioso con 30.936 voti. Infiniti i suoi precedenti rispetto al gioco pubblico, alcuni dei quali destinati a rimanere nella storia: dopo essere stato protagonista del più grande cambio di programma che la Repubblica (e il settore) possa ricordare, promettendo l'abolizione totale dell'industria del gioco in campagna elettorale, per poi cambiare il tiro appena salito al governo, attraverso il “suo” decreto Dignità ha sancito il divieto totale di pubblicità dei giochi mandando in subbuglio non soltanto questo settore, ma anche quello dello sport, dell'editoria e della cultura che ne risentono direttamente. La norma si è poi rivelata subito dopo in parte inapplicabile, carente sotto i profili della coerenza normativa e del diritto europeo. Oltre a questo, ha voluto anche l'introduzione di maggiori tasse sui giochi, promettendo battaglia a tutto campo al settore fino all'ultimo istante, prima del nuovo incarico.
 
riccardo fraccaro
 
SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO: RICCARDO FRACCARO - classe 1981, già ministro dei Rapporti con il parlamento e la democrazia diretta nel primo governo Conte. Nato a Montebelluna (Treviso), Fraccaro si è laureato in giurisprudenza con indirizzo internazionale, per poi lavorare in una società di servizi energetici. Militante grillino della prima ora, è stato fra i fondatori dei meetup di Trento nel 2010, per poi entrare a fare parte nel 2016 della squadra di supporto ai Comuni e nel Collegio dei probiviri del Movimento cinque stelle. È stato eletto per la prima volta in Parlamento nel 2013. Oltre a occuparsi di gioco pubblico nel suo precedente mandato, come mero “traghettatore” delle norme tecniche redatte dai Ministeri italiani e condivise con la Commissione Europea (come il recente decreto di modifica alle regole tecniche in materia di apparecchi da divertimento ed intrattenimento) rispetto al quale ha riferito anche in Parlamento, è intervenuto in materia di gioco anche in fase di discussione del disegno di legge 'Conversione del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia', chiedendo un confronto sui contenuti per rilanciare la democrazia e parlare di “lotta all’evasione e alla corruzione, tagli alla spesa pubblica, microcredito alle imprese, riduzione dell’Irap, reddito di cittadinanza, incremento delle imposte sul gioco d’azzardo, sul conflitto di interessi”.
 
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POLITICHE GIOVANILI E SPORT: VINCENZO SPADAFORA - già sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri nel primo governo Conte, assume il ruolo di ministro per le Politiche giovanili e lo Sport. Nato ad Afragola (Napoli) nel 1974, entra nell'Unicef come volontario, fino a raggiungere la presidenza della sezione italiana dal 2008 al 2011. Eletto deputato per il Movimento 5 stelle nel 2018, ha ricoperto la carica di sottosegretario detenendo la delega alle Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Servizio civile universale. E' intervenuto di recente sul tema del gioco, come sottosegratario alla presidentza del Consiglio dei Ministri, in occasione del convegno organiozzato a Palazzo Chigi su "Gioco d'azzardo: l'impatto sui giovani e sulla società", nel quale è stato presentato il libro “Azzardopatia Profili civili e penali del gioco d’azzardo patologico” a cura degli avvocati Rita Tuccillo e Roberta Mencarelli. Evidenziando la necessità di "pensare a interventi normativi pensando alla complessità del tema. Per esempio, occorre pensare a creare spazi nuovi, cantieri non solo fisici, ma anche culturali, per i ragazzi".
 
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DIFESA: LORENZO GUERINI - Nato a Lodi nel 1966, di estrazione democristiana, è stato presidente della Provincia di Lodi dal 1995 al 2004 e sindaco di Lodi dal 2005 al 2012, in entrambi i casi alla guida di ampie coalizioni di centro-sinistra. Eletto deputato nell'attuale e nella scorsa legislatura, ha ricoperto gli incarichi di portavoce, vicesegretario e coordinatore del Pd. Il 18 luglio 2018 è stato eletto presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) organo del Parlamento che esercita il controllo parlamentare sull'operato dei servizi segreti italiani. Nel suo mandato da sindaco di Lodi, assumendo anche la delega al welfare in Anci, era intervenuto sul tema del gioco parlando del fenomeno delle ludopatie che “sta producendo ricadute sociali che non vengono ancora riconosciute, ma che hanno effetti disgreganti sia sulle comunità che sulle famiglie, in termini di debiti di gioco, impoverimento delle persone, vulnerabilità di fasce sociali deboli, nonché maggiore esposizione al rischio dell’usura”. Spiegando che “il primo passo da compiere è l’approvazione di una legge quadro che rafforzi le funzioni e le competenze dei Comuni superando l'ambito della sicurezza e dell'ordine pubblico, allo scopo di tutelare in modo più efficace i soggetti più vulnerabili, perchè in giovane età o perchè bisognosi di cure di tipo sanitario o socio–assistenziale, ma anche di prevenire le forme di gioco cosiddetto compulsivo”.
 
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INTERNI: LUCIANA LAMORGESE - ex prefetto di Milano. Classe 1953, potentina, laureata in giurisprudenza e avvocato. Nel 2010 è stata nominata prefetto di Venezia. Dal luglio 2013 al febbraio 2017 è stata capo di gabinetto del ministero dell'Interno con Alfano, prima di diventare prefetto di Milano. È la terza donna ministro dell'Interno dopo Rosa Russo Iervolino (1998-1999, governo D'Alema) e Annamaria Cancellieri (2011-2013, governo Monti). Tra i vari incarichi in carriera ha prestato servizio alla prefettura di Varese, al ministero, nella direzione generale per l'amministrazione generale e per gli affari del personale e all'ufficio centrale per gli affari legislativi e le relazioni internazionali. Il suo nome, è ben noto al settore dei casinò, proprio in virtù del ruolo di prefetto a Venezia nel 2010 che l'ha portata a studiare da vicino le vicende della casa da gioco lagunare. Ma è soprattutto da ricordare che dal luglio 2013 al febbraio 2017 Lamorgese è stata capo di gabinetto del ministero dell'Interno, quando lo stesso era guidato da Angelino Alfano, ministro che aveva assegnato la delega alla vigilanza alle Case da gioco a Gianpiero Bocci, esponente Pd che l'aveva mantenuta anche quando al Viminale era arrivato Marco Minniti. Una delega, peraltro, che l'ormai quasi ex ministro Matteo Salvini non aveva assegnato. Proprio nel periodo in cui era stata capo di gabinetto, Lamorgese aveva tenuto diversi incontri, alla presenza del prefetto Carmen Perotta e dello stesso sottosegretario Bocci, con Federgioco, l'associazione che rappresenta i casinò italiani e le loro proprità. All'epoca era presidente di turno il veneziano Vittorio Ravà. Gli incontri erano finalizzati ad esaminare le criticità dei casinò italiani, tuttora perduranti, nonostante rappresenti motivo di ottimismo la ripresa degli incassi delle tre case da gioco tuttora in attività. E certamente, per Campione d'Italia, la situazione era ben diversa, visto che il Casinò è chiuso ormai dal luglio del 2018 e proprio al Viminale è stata depositata la relazione tecnica del suo commissario straordinario Maurizio Bruschi, con la quale si individuano le strade che possono essere percorse per poterlo riaprire.
 
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GIUSTIZIA: ALFONSO BONAFEDE - Nato a Mazara del Vallo (Trapani) nel 1976, laureato in giurisprudenza a Firenze, svolge qui la professione di avvocato civilista. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato in Toscana per il Movimento 5 Stelle. Per tutta la XVII legislatura ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Nominato ministro della giustizia con la formazione del primo governo Conte, durante il mandato ministeriale, si è occupato soprattutto di scrivere la legge di riforma per il contrasto alla corruzione (la cosiddetta “Spazzacorrotti”). Il provvedimento, approvato in via definitiva dal Parlamento il 18 dicembre 2018, inasprisce le pene, potenzia i mezzi d'indagine (con intercettazioni, captatori informatici e agente sotto copertura), introduce misure interdittive per i condannati (c.d. Daspo, ovvero l'incapacità a vita di contrattare con la pubblica amministrazione). Nel suo precedente mandato ha sfiorato tematiche relative al gioco d'azzardo, per esempio presentando un ordine del giorno in relazione al decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell'interno. Impegna il Governo “nel quadro complessivo dell'aumento delle sanzioni nei confronti delle frodi sportive, al fine di realizzare una reale deterrenza nei confronti di tali odiosi ancor prima che illeciti comportamenti, a conferire, anche nell'ambito di successivi provvedimenti, un carattere di certezza della pena detentiva per i reati più gravi”. Spiegando come “la frode connessa ad una competizione soggetta a scommesse sportive non appare adeguatamente contrastata e scoraggiata dall'inasprimento delle sanzioni pecuniarie laddove queste non siano accompagnate, in un'ottica di efficace deterrenza, dalla certezza della reclusione in carcere, eventualità che, allo stato, non è garantita”.
 
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POLITICHE AGRICOLE: TERESA BELLANOVA - Nata a Ceglie Messapica (Brindisi) nel 1958, Teresa Bellanova ha iniziato a fine anni ‘70 la sua carriera da sindacalista fra file di Federbraccianti come coordinatrice regionale. Entra nel Parlamento per la prima volta nel 2006 fra le liste dell'Ulivo, per poi partecipare alla costituente del Partito Democratico dello stesso anno. Eletta nel 2013 alla Camera dei deputati nel 2013, viene nominata sottosegretario di Stato nel governo Renzi nel 2014 e nel 2016 viceministro dello Sviluppo economico, carica mantenuta sia nel governo Renzi che nell'esecutivo Gentiloni. 
Tra i suoi precedenti contatti con il mondo del gioco pubblico, si ricordano alcune interrogazioni firmate quando era deputata del Pd, chiedendo, tra le varie misure sul settore, la modifica della misura del prelievo erariale unico sui giochi, con una percentuale dell’ammontare complessivo delle giocate destinate a montepremi, nonché la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita, al fine di assicurare maggiori entrate. Oggi il suo ruolo giocherà un compito chiave soprattutto per il futuro del comparto ippico, alle prese con una riforma generale che diventa ogni giorno più necessaria e rispetto alla quale si attende di conoscere il parere del nuovo ministro.
 
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SVILUPPO ECONOMICO: STEFANO PATUANELLI - Nato a Trieste, classe 1974, è il capogruppo M5S in Senato, è laureato in ingegneria edile e dal 2005, come riporta lui stesso nella sua pagina Facebook, è iscritto alla piattaforma Meetup e fondatore del gruppo Beppe Grillo Trieste. Ha seguito in prima persona, insieme al capogruppo alla Camera, Francesco D'Uva, l'evoluzione della crisi che ha portato dal Governo Conte a maggioranza M5S-Lega al secondo Governo Conte a maggioranza M5S-Pd-Leu. Conoscitore del settore delle opere pubbliche e componente della commissione Lavori Pubblici di Palazzo Madama ha seguito tra gli altri, l’esame del cosiddetto decreto legge “sblocca-cantieri” che ha rivisto diverse misure del Codice degli appalti. Netti i suoi interventi sul gioco. Anzi, contro il gioco. Di recente, intervenendo in difesa del decreto Dignità dopo le accuse ricevute dal mondo dello sport, ha detto: “Chi ama lo sport non azzarda, lo sport di base dal Csi all’Uisp, 2,5 milioni di tesserati sportivi e Damiano Tommasi dell’Associazione Italiana Calciatori lo hanno detto chiaramente: vietare totalmente la pubblicità e sponsorizzazioni su gioco d’azzardo. Scommesse sportive incluse. Alle leghe professionistiche che per soldi calpestano la dignità di milioni di persone diciamo: andate a visitare il centro Caritas di Roma e studiatevi la loro ricerca sui danni da pubblicità: 80 percento di chi azzarda tra i minori lo fa per gli spot tv e 67 percento per quelli online che vedono testimonial sportivi. E sono le scommesse sportive (88 percento) l’azzardo più diffuso tra i minori”.
 
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ISTRUZIONE: FIORAMONTI - Laureato in Storia del pensiero economico a Tor Vergata e addottorato all'Università di Siena, Fioramonti ha poi intrapreso la carriera accademica. È attualmente in aspettativa dal ruolo di professore ordinario di Economia Politica all'Università di Pretoria (Sudafrica). Dopo aver ricoperto nel precedente esecutivo il ruolo di vice ministro all'Istruzione, viene ora promosso a capto del Miur. Duro il suo unico intervento che si può ricordare sul mondo del gioco quando appena due mesi fa proponeva di "Sviluppare un nuovo modello di entrate ottenute con disincentivi economici a cose che fanno male alla salute e all'ambiente. Con nuove tasse su bevande, snack, merendine e ad alto tasso zuccherino. E poi voli aerei, industrie fossili, gratta e vinci". Appena ricevnuto l'incarico dal premier Conte, ha subito rilanciato l'idea di una tassa sulle bibite per pagare i progessori.
 
demicheli
 
INFRASTRUTTURE: PAOLA DE MICHELI - Piacentina, classe 1973, laureata in scienze politiche, è in parlamento dal 2008. Nel settembre 2017 ha preso il posto di Vasco Errani quale commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia del 2016. Nel governo Renzi per oltre due anni è stata sottosegretario all'Economia, ruolo che ha mantenuto anche nel governo Gentiloni, che la nominò sottosegretario a palazzo Chigi. Dal luglio 2016 è presidente della Lega Pallavolo Serie A, oltre a ricoprire il ruolo di vice segretario del Partito Democratico. Notevoli i suoi interventi in materia di gioco pubblico, durante il precedente incarico di sottosegretario. Anzi, a dire il vero, proprio a lei era stata assegnata la delega ai giochi, durante il governo Renzi, poi transitata nelle mani del collega Baretta. In un'intervista rilasciata a Gioco News mostrava idee molte chiare sul tema del gioco e della sua regolamentazione: "Rispetto al gioco pubblico ho un'idea ben precisa che è quella di considerarlo attraverso un approccio diverso rispetto a prima, tenendo conto della dimensione sociale e pubblica e non solo dal punto di vista erariale, come un bancomat a cui rivolgersi ogni volta che si ha bisogno di fare cassa. O, meglio, come una slot machine, per rimanere in tema".
 
paolapisano
 
INNOVAZIONE TECNOLOGICA: PAOLA PISANO - Torinese, 42 anni e tre figli, eletta “donna più influente nel digitale” in Italia, docente di gestione dell'innovazione all'università del capoluogo piemontese, è assessore all'Innovazione nella giunta Appendino a Torino. Di recente era stata protagonista delle cronache per la sua rinuncia alla candidatura come capolista M5s alle elezioni Europee, offerta che gli era arrivata dal capo politico del MoVimento Luigi Di Maio. Decisione per cui la sindaca di Torino Chiara Appendino l'aveva pubblicamente ringraziata, giudicando la sua fuoriuscita una “grave perdita per la città”. Pisano ha svolto un ruolo attivo nella giunta torinese, che punta a fare dell'innovazione il suo fiore all'occhiello. Torino è stata tra l’altro la prima città metropolitana ad allacciarsi all'Anagrafe unica della popolazione. Pisano ha spinto pure per sperimentare le nuove frontiere della mobilità, lanciando Torino come laboratorio per la guida autonoma. Il neonato ministero che le viene affidato potrebbe avere un ruolo anche nel futuro del gioco pubblico, comparto ad alto tasso di innovazione e sviluppo tecnologico, seppure pressoché ignorato sotto questi aspetti.
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