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Dl fiscale, Valore Impresa: 'Riordino, ridurre payout e rinviare AwpR'

  • Scritto da Redazione

Nella memoria sul Dl fiscale presentata alla commissione Finanze della Camera, Valore Impresa chiede interventi per il settore del gioco su tasse, payout, gestori, riordino.

"Ad oggi la tassazione del comparto degli apparecchi da intrattenimento ha raggiunto il livello di massima saturazione; un ulteriore incremento di tassazione sugli apparecchi, se non bilanciato, almeno, da una riduzione delle vincite, produrrebbe i seguenti inevitabili effetti: il definitivo collasso economico e finanziario di centinaia di piccole e medie imprese di gestione apparecchi, con una drammatica perdita occupazionale di migliaia di posti di lavoro e le conseguenti implicazioni sociali; la perdita di gettito diretto ed indiretto dal comparto; una redistribuzione del mercato in favore delle grandi multinazionali del gioco; la riemersione dell’illegalità vanificando gli straordinari risultati raggiunti dal 2003 ad oggi in termini di emersione e messa in sicurezza del sistema. Un scenario, quest’ultimo, già in parte sperimentato dopo gli aumenti previsti dal decreto Dignità 2018, dalla Finanziaria 2019 e dal successivo decreto Quota 100".

 

A rilevarlo è Valore impresa Gaming, ramo dedicato al gioco del network nazionale che rappresenta le piccole imprese e i professionisti, nella memoria sul decreto fiscale presentata alla commisione Finanze della Camera dei deputati.
 
 
"Tenendo conto dell’orientamento della legge in esame che intende voler prevedere un ulteriore incremento del prelievo erariale sulle Awp, con particolare riferimento a quanto previsto all’articolo 26, si ritiene necessario e indispensabile prendere in considerazione una ulteriore riduzione più che proporzionale del c.d. 'payout', cioè della percentuale minima di vincite riconosciuta al giocatore, che potrebbe essere ridotta fino ad un massimo del 65/66 percento sempre delle somme giocate (rispetto all’attuale percentuale del 68 percento), limite non ulteriormente deprimibile per non causare la prevedibile perdita di interesse dei giocatori", si legge nella memoria.
 
"In particolare, Valore Impresa Gaming ritiene opportuno prevedere una percentuale destinata alle vincite (payout), a decorrere dal 1° gennaio 2020, fissata in misura non inferiore al 65 percento per le Awp e non inferiore all’83 percento per le Vlt.
Inoltre si ritiene necessario prevedere che a decorrere dal 1° gennaio 2020 per le Awp non sarà più richiesto il pagamento del corrispettivo di 100 euro ad apparecchio per il rilascio di nulla osta di distribuzione (Nod).
Tale quota di margine e di diversa tassazione consentirebbe quantomeno ai gestori di far fronte agli ulteriori investimenti richiesti per l’aggiornamento degli apparecchi; aggiornamento che potrebbe comprendere anche una serie di soluzioni tecniche ed informatiche, in concerto con i produttori, per massimizzare il controllo, la sicurezza e ridurre i possibili effetti compulsivi del gioco (come di seguito meglio precisato).
L’eventuale aggiornamento degli apparecchi (in scadenza sul mercato ad oggi al 31 dicembre 2020) dovrebbe in tal caso rinviare al marzo 2022 (data di scadenza delle vigenti concessioni) l’avvento sul mercato delle AwpR (Awp da remoto), per i quali sono appena state redatte le specifiche regolamentazioni tecniche in attesa di provvedimenti attuativi.
Inoltre, in tema di fiscalità, si ritiene che il legislatore debba prendere seriamente in esame una modifica strutturale del sistema di tassazione degli apparecchi, da conteggiarsi non sulle somme giocate ma sul margine residuale della raccolta (differenza tra somme giocate e vincite erogate), come già in uso nella maggior parte dei Paesi che hanno legalizzato le slot machines, con aliquote che colpiscano l’effettiva redditività del comparto, superando così definitivamente gli equivoci e le contraddizioni della tassazione sulle somme giocate".
 
 
NECESSARIO IL RIORDINO DEL SETTORE – Valore Impresa Gaming poi dà la sua ricetta per il riordino del settore, atteso ormai da anni. "Occorre che il Governo, adotti con urgenza la riforma del settore giochi, da anni annunciata, che preveda, tra l’altro, la retrocessione di una porzione degli introiti erariali a Regioni e Comuni, da investire nel contrasto alla illegalità e al disturbo da gioco d'azzardo patologico.
Con regole chiare e definitive che possano consentire agli operatori, di pianificare al meglio i propri investimenti, o, in alternativa, cedere o dismettere le proprie attività.
Il riordino è necessario anche al fine di superare definitivamente la sovrapposizione e la conflittualità di ruoli venutasi a creare nella filiera, specie tra concessionari e gestori: il concessionario, quale soggetto autorizzato dalla Pubblica Amministrazione, alla gestione ed al controllo della rete di connessione degli apparecchi, con funzioni di garanzia del sistema; il gestore quale collaboratore alla raccolta del concessionario, per tramite dei propri apparecchi e dei propri esercenti convenzionati".
Occorre, si legge ancora nella memoria, "che il legislatore, al pari di quanto già effettuato con successo in passato (ad esempio col meccanismo redistributivo del 'basket'), ripristini i criteri di libera concorrenza sanciti dalla Costituzione.
È necessario che il ruolo giuridico del gestore venga riconosciuto istituzionalmente nella filiera del gioco lecito, colpendo e sanzionando pesantemente i soggetti che operano illegalmente a vantaggio delle tante piccole e medie imprese che operano nella legalità quali 'fedeli' servitori dello Stato.
Con il riconoscimento della categoria anche da un punto di vista giuslavoristico e, non da ultimo, da parte del sistema creditizio che in maniera sempre più preoccupante sta risolvendo i rapporti preesistenti con i gestori fino a negare addirittura l’accensione di conti correnti attivi in nome di un codice etico che, evidentemente, considera tale attività immorale e degradante".
 
 
ANDARE OLTRE LE NORME REGIONALI E COMUNALI – Secondo Valore Impresa, poi il Gap non si risolve "delocalizzando una sala giochi a più di 500 metri da luoghi sensibili o riducendo gli orari di accesso agli apparecchi, così come è illogico pensare di sconfiggere l’alcolismo o il tabagismo spostando un bar/tabacchi a 500 metri da una scuola o riducendo gli orari di apertura del locale.
In primo luogo occorre adottare soluzioni tecnologiche, di semplice applicazione ma sicuramente più efficaci, sia per le Awp che per le Vlt, alcune delle quali già disponibili sul mercato ma mai promosse o incentivate dal regolatore, quali ad esempio: la riduzione della puntata massima; l’introduzione di meccanismi automatici di sospensione del gioco dopo l’erogazione di vincite significative; l’individuazione di possibili ulteriori sistemi interattivi e meccanici che aumentino l’intrattenimento rispetto alla 'compulsione' della mera battuta ripetitiva di un tasto (bet); la possibilità del giocatore di pre-impostare il limite massimo di giocata (prima che si possa innescare l’effetto compulsivo del gioco); l’introduzione (già prevista per Vlt e AwpR) del lettore di tessera sanitaria per inibire il gioco non solo ai minori ma anche ai soggetti affetti da Dga (con dati derivati dal Ssn); l’adozione di interventi sanitari di supporto ai giocatori affetti da patologia, con professionisti specializzati presenti nei locali, aiuti economici, previsione di corsi di formazione etc; l’utilizzo dei meccanismi previsti ed implementati dai protocolli di comunicazione degli apparecchi, con i quali Adm potrebbe mandare messaggi di gioco responsabile direttamente agli utilizzatori; l’inasprimento delle sanzioni a carico dei soggetti che utilizzano apparecchi non conformi, con immediata cancellazione dall’albo dei raccoglitori (Ries)".
Valore Impresa Gaming, conclude la memoria, "in rappresentanza delle proprie piccole e medie imprese associate, si rende disponibile ad avviare, da subito, con i rappresentanti delle Istituzioni, un percorso di confronto al fine del raggiungimento degli obiettivi indicati".
 
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